CONCLUSI GLI EUROPEI UNDER 23 A DEBRECEN IN UNGHERIA

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Si sono conclusi i sesti Campionati Europei Under 23 a Debrecen, in Ungheria, tenutisi dal 12 al 15 luglio nel bello stadio intitolato alla memoria dell'ex-vicepresidente della IAAF Istvan Gyulài, scomparso l'anno scorso, e se, da un lato, si è confermato l'assoluto dominio della Russia in campo europeo nelle manifestazioni titolate, sia tra le donne dove era più scontato, che tra gli uomini dove lo era assai meno, davanti ad un gruppo di nazioni che sappiamo essere l'élite sottostante dell'atletica europea, nell'ordine Gran Bretagna, Germania, Polonia e Francia, sconsola vedere ancora una volta la rappresentativa azzurra, forte di ben 45 elementi, tornarsene dall'Ungheria con due soli bronzi nel settore maschile, frutto di un buon 13″66 con -0,4 m/s di vento di Emanuele Abate nei 110 hs nella giornata di sabato 14 (dietro il greco Douvalidis, al record nazionale assoluto con 13″49, ed al belga Deghelt con 13″59) e di un meno convincente 29'18″26 nei 10.000 sempre di sabato 14 di Daniele Meucci, nettamente distanziato dal pluricampione europeo giovanile, il russo Anatolyi Rybakov, e dal sorprendente olandese Michel Butter.
Davvero il discorso sembra sempre tornare sui soliti luoghi comuni, la difficoltà del reclutamento, presunte carenze dei tecnici, una mancanza di stimoli per chi veste la maglia azzurra, ecc., ma sta di fatto che dopo gli ottimi euroindoor di Birmingham ci sembra di ritornare alle polemiche per mancanze di risultati degli ultimi due grandi eventi, i mondiali di Helsinki 2005 e gli europei di Goeteborg 2006. Polemiche che vogliamo però evitare, e preferiamo rimanere alla cronaca. Un buon riscontro tra gli appassionati ha avuto il quarto posto del piemontese dell'Atletica Riccardi Fabio Cerutti nei 100 m di venerdì 13, in finale a 10″40 dopo essere sceso al personale di 10″29 in semifinale. Un'altra occasione persa dopo la finale degli euroindoor oppure la soddisfazione per il personale, anche se il minimo B per Osaka è solo sfiorato di 1/100? Comunque in questa gara si sono avuti tempi di grande rilievo, in finale con la doppietta britannica del sorprendente Simeon Williamson in 10″10 e del favorito bianco Craig Pickering in 10″14, entrambi al personale con vento di + 0,2, mentre il francese Martial Mbandjock è arrivato terzo con 10″27, dopo aver abbassato il personale a 10″16 con + 1,6 di vento in semifinale. Discreto Stefano La Rosa, soprattutto per il sesto posto inaspettato nei 1500 in 3'46″37, dove si è imposto in volata lo spagnolo Alvaro Rodriguez con 3'44″00, mentre è giunto nono con 13'59″35 nella sua gara dei 5000, dove ha avuto la meglio il francese Nourredine Smail in 13'53″15. Nelle stesse gare buon ottavo posto per Marco Najibe Salami nei 1500 con 3'47″69, mentre nei 5000 il campione europeo junior di cross Andrea Lalli si è piazzato undicesimo con 14'07″14 e Simone Gariboldi tredicesimo con 14'14″25. Nei concorsi gli unici finalisti sono stati i due discoboli Giovanni Faloci (FF.GG.) e Nazzareno Di Marco (Bruni Atl. Vomano) (nessun finalista nei salti!!!), rispettivamente settimo ed ottavo con 55,84 e 54,45. In questa gara si è imposto il tedesco Stefan Wierig col personale di 61,10, davanti al ceko Jan Marcell (al personale in qualificazione di 59,24, 58,48 in finale) ed al cipriota Apostolos Parellis, che ha vinto l'unica medaglia per il suo Paese col record nazionale assoluto di 58,16. Nella 20 km di marcia Giorgio Rubino è stato squalificato mentre era sul podio virtuale a due km dalla fine, lasciando quindi via libera ad un bel tris russo con Borshin-Krivov-Bakulin. Si può recriminare per la squalifica, visto che dopo 2 ammonizioni il finanziere aveva rallentato molto l'andatura e pareva sicuro del bronzo finale.
La 4×400 di Juarez, Riffeser, Vistalli e Turchi non è riuscita ad andare in finale, vinta dalla Russia col bel tempo di 3'02″13 (Dyldin-Alekseev-Sergeenkov-Kokorin) davanti a Polonia e Germania, mentre la 4×100 ha visto il successo scontato della Gran Bretagna in 38″95 (Ryan Scott-Pickering-Fifton-Ellington), priva del campione individuale Williamson, davanti ad un sorprendente Portogallo (unica medaglia in gare maschili) ed alla Finlandia (errori nel cambio però per Germania, Francia e Polonia). Tra le donne, degno di nota soprattutto il quinto posto nella giornata finale della lunghista Tania Vicenzino (Esercito), al quinto posto in una finale di altissimo livello col personale di 6,50. Qui si è imposta di un solo cm con un grande 6,81 di personale la russa Anna Nazarova (altro nome che si aggiunge ai numerosi in lizza per Osaka), davanti alla favorita ceka Scerbovà con 6,80 leggermente ventoso ed all'altra russa Elena Sokolova, anch'essa al personale con 6,71. Discrete anche le martelliste, con Silvia Salis quarta con 64,92 e Laura Gibilisco ottava con 63,19 (64,08 in qualificazione davanti alla Salis), ma il podio era molto lontano: vittoria con un ottimo 69,34 al bronzo di Goeteborg, la bielorussa Maria Smoliachkova, davanti alla ceka Lenka Ledvinovà, al personale con 67,63, ed all'ucraina Natalia Zolotukhina con 67 m precisi. Le due staffette si sono piazzate entrambe al quarto posto, la 4×100 con Chiara Gervasi, Maria Aurora Salvagno, Giulia Arcioni, Audrey Alloh con 44″08 dietro Russia (43″67 con Mekhti-Zade, Vdovina, Murinovich, Chermoshanskaya), Germania e Polonia, e la 4×400 con Marta Milani, Donata Piangerelli, Eleonora Sirtoli, Tiziana Grasso con 3'34″39 dietro l'immancabile Russia (buon 3'26″58 con Shulikova,Zadorina, Novikova, Litvinova), Francia e Ucraina. Nella gara individuale dei 100 Maria Aurora Salvagno si era classificata ottava in 11″89 con ben 2 m di vento contro (buoni 11″57 e 11″58 in batteria e semifinale con vento regolare a favore), mentre le prime 4 erano arrivate in 3 centesimi (vittoria a parità di tempo in 11″66 per la bella tedesca Verena Sailer sulla britannica Montell Douglas, scesa ad un buon 11″28 in semifinale, terza la francese Soumaré in 11″68, quarta la lituana Grincikaité in 11″69). Ottava nei 1500 Ombretta Bongiovanni (Sanfront Atletica) col personale di 4'21″66, decima Valentina Costanza dell'Esercito in 4'22″95, quindicesima ed ultima Margherita Magnani (Cus Bologna) in 4'32″20 (doppietta britannica con Abbe Westley 4'15″48 davanti a Lizi Braithwaite in 4'16″45). Tredicesima Giulia Fracario (Libertas Perugia) nei 5000 in 17'11″26 (altra vittoria britannica con Laura Kenney in 16'22″28 capace di stroncare la favorita bielorussa Volga Minina, vincitrice dei 10.000 col personale di 33'06″37). Quindicesima nell'eptathlon l'aviere Cecilia Ricali con 5669 punti. Nella marcia, dominata dalla russa Tatiana Shemyakina col personale di 1h28'48″, 11. e 12. posto con personali di 1h38'45″ e 1h38'58″ per Valentina Trapietti e Maria Teresa Marinelli, mentre Agnese Ragonesi ha chiuso 18.ma con 1h44'18″.
Una carrellata degli altri risultati per chiudere. Bella gara nei 400 maschili, con vittoria a parità di tempo del russo Denis Alekseev sul croato Zeljko Vincek e personale per entrambi con 45″69. Stesso copione nei 400 hs maschili, col britannico David Greene ad imporsi sul francese Fadil Bellabouss e 49″58 di personale per entrambi. Nell'alto maschile è bastato 2,24 per imporsi allo svedese Linus Thòrnblad, mentre in un'ottima gara di asta (ben 7 oltre i 5,55 con 7 personali in finale), il russo Pavel Prokopenko si è imposto in 5,75 davanti allo svedese Jesper Fritz con 5,70 ed all'ucraino Denis Fedas con 5,65. Nel lungo il polacco Michal Rosiak con 7,94 di personale ha battuto il finlandese Petteri Lax, 7,89 e pure personale, il ceko Novotny con 7,87, il lettone Mashkancevs con 7,86. Nel peso buon 19,87 e personale per il polacco Jakub Giza. Nel martello e nel giavellotto vittorie col personale rispettivamente per il bielorusso Yuri Shayunov con 74,92 e per il tedesco Alexander Vieweg con 79,56. Grandissima gara di decathlon con il bielorusso Andrei Kravcenko ad imporsi con 8492 p. davanti al tedesco Pascal Behrenbuch con 8239 (personale) ed al russo Arkadi Vasilev con 8179. Tra le donne, Yulia Chermoshanskaya si è imposta nei 200 con 23″19 a dispetto di 1,1 m/s di vento contrario, mentre le connazionali Lyudmila Litvinova e Olga Shulikova hanno fatto doppietta nei 400 col personale di 51″25 e 51″57. Grande gara di 3.000 siepi, con la polacca Katarzyna Kowalska a vincere in 9'39″40, davanti alla primatista mondiale jr dei 2000 siepi, la romena Ancuta Bobocel, in 9'41″84 ed alla portoghese Sara Moreira con 9'42″47 (per tutte è il personale). Buono anche il 12″90 con vento contrario di 0,3 per la turca Nevin Yanit nei 100 hs, davanti alla norvegese Christina Vukicevic al personale in 13″08 ed alla britannica Jessica Ennis, grande eptathleta, con 13″09. Nei 400 hs dominio assoluto per la romena Angela Morosanu in 54″50. Vittoria nell'alto a pari misura (1,92) per la russa
Shkolina sulla greca Stergiou. Nell'asta la russa Aleksandra Kiryashova eguaglia il personale con 4,50. Nel triplo la connazionale Lilya Kulik si migliora con 14,39. Grande sorpresa nel disco, con la campionesa europea assoluta Darya Pishchalnikova battuta con 64,15 dall'ucraina Kateryna Karsak, al personale con 64,40. Ottimo il 62,17 (personale) per la tedesca Linda Stahl nel giavellotto. Altra vittoria sul filo di lana nell'eptathlon, con un arrivo addirittura a pari punti (!) e vittoria solo per la miglior prestazione individuale per la lituana Zhemaityte col personale di 6.219 sull'olandese Keizer, terza la tedesca Maechtig con 6151.

fonte: EAA (Foto Gino Esposito per Atleticanet)

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