DUE BRONZI DAI MONDIALI ALLIEVI DI OSTRAVA E TANTI CAMPIONI DI DOMANI

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Nella cittadina ceca di Ostrava è andato in scena il 5° Campionato del mondo allievi.
Il livello dei giovani atleti è stato senza dubbio di altissimo spessore se si pensa che sono stati stabiliti 3 record del mondo di categoria, 11 record dei campionati e 22 migliori prestazioni dell’anno.

I nostri azzurrini

In questo contesto di altissimo livello è difficile distinguersi ma gli italiani hanno saputo ben difendersi portando a casa ben due medaglie di bronzo e alcuni bei piazzamenti.

Iniziamo dalla prima delle due medaglie di bronzo, quella nel salto in alto di Elena Vallortigara, ancora al primo anno di categoria. E’ riuscita, in una gara di altissimo livello vinta dalla russa Mamlina con un eccellente 1.89, a superare 1.81 alla prima prova non lontanissima dal secondo posto a 1.84 della giamaicana DaCosta.
Ricordiamo che lo scorso anno, quando era ancora cadetta, aveva superato l’eccezionale misura di 1.85, ponendosi fra le migliori giovani al mondo.
La longilinea saltatrice si è dimostrata molto matura a gestire una circostanza non facile, la pressione data dalla coscienza di avere notevoli potenzialità: dovrà sempre più abituarsi a queste condizioni che, da un certo punto di vista sono un peso psicologico, ma che sono soprattutto uno stimolo, una condizione a cui i campioni si abituano e che trasformano in carica atletica, proprio come ha fatto lei.

Ogni estate, a ogni campionato ci ritroviamo a parlar bene dei nostri marciatori, della nostra scuola di marcia; anche a Ostrava la nostra tradizione è stata portata avanti.
Nei 10km maschili era impossibile agganciare il favoritissimo russo Stanislav Emelyanov andato al record dei campionati con 41:49.91 ma il pugliese Vito Di Bari ha condotto una gara eccezionale arrivando al personale di 43:36.13 coronato da una prestigiosa medaglia di bronzo.
Ma non finisce qui, poco più tardi ha superato il traguardo l’abruzzese Riccardo Macchia in 44:11.43, piazzandosi al quinto posto.

La cornice della marcia è arricchita da un altro quinto posto, quello di un’altra pugliese: Antonella Palmisano ha marciato in 22:58.52 sui 5Km, dominati ancora una volta dalla russa Tatyana Kalmykova, già campionessa del mondo a Marrakech, che ha migliorato il suo già record del mondo allievi fino a 20:28.05.
Da notare che il tempo della marciatrice italiana le vale il nuovo record italiano di categoria.

Record italiano anche per Valeria Roffino arrivata a 6:40.29 sui 2000 siepi; pensate che questa eccezionale prestazione non le ha permesso più dell’11^ posizione, trovandosi immersa in una gara velocissima vinta dalla keniana Caroline Chepkurui Tuigong, già campionessa del mondo junior a Pechino, con il nuovo record dei campionati di 6:22.30.

Giovani stelle

Il botto dei campionati è arrivato nell’ultima giornata con il sorprendente statunitense William Wynne (nella foto) che ha concluso i 400 ostacoli con uno spaziale 49.01, che va ad abbassare il precedente record del mondo allievi vecchio di 8 anni di ben 85 centesimi, quasi un secondo.
Il ragazzo è allenato da una ex detentrice del record del mondo sui 400 ostacoli, Kim Batten.
Il padre del ragazzo aveva confessato a un giornalista americano che il figlio si sentiva benissimo, e puntava a veder scritto un 48 sul tabellone: non c’è andato così lontano. La temperatura di domenica ha avvantaggiato rispetto ai precedenti giorni più freddi, infatti la gara ha regalato molti personali tra cui quello del secondo classificato Reginald Wyatt in 50.33, ottimo ma lontano più di un secondo dal connazionale.
Wynne è anche l’atleta più medagliato se aggiungiamo l’oro sulla staffetta e l’argento sui 110h in un notevole 13.44.

Proprio dai 110h arriva un altro fenomeno statunitense.
Il 15enne di origini trinidegne Wayne Davis sapeva bene che per battere Wynne ci voleva una grande partenza, dato l’ottimo lanciato dell’avversario, e così ha fatto. E’ uscito dai blocchi come una scheggia e già dopo il primo ostacolo si era reso conto che stava facendo qualcosa di importante. Nonostante un’incertezza all’ottavo ostacolo è riuscito a migliorare di 4 centesimi il precedente record del mondo allievi del greco Douvalidis: tempo finale 13.18 +0.2.
Peccato che il marchigiano Giovanni Mantovani sia caduto in batteria. Con il suo personale di 13.82 è settimo al mondo quest’anno e aveva le potenzialità per poter accedere alla finale.

Mykyta Nesterenko, gigante ucraino del ’91, era sicuramente l’atleta più atteso.
E’ arrivato a Ostrava con un bagaglio di record nel disco impressionanti: lancia 1kg a 81.22, 1.5kg a 71.95 e il disco dei senior a 62.79 (e anche nel peso non scherza avendo un personale di 21.35 (5kg)).
La sua avventura ai mondiali è fatta di alti e di bassi.
Non è quasi entrato in gara nel peso vinto dal tedesco Storl con 21.40.
La sua classe è riemersa nelle qualificazioni quando la fettuccia ha segnato subito un 70.67.
La finale è stata leggermente deludente per i misuroni che tutti aspettavano ma la vittoria, dato il suo 68.54, non è mai stata messa in discussione.
Secondo posto per Marin Premeru con 64.20 che si porta a casa due argenti dopo quello del peso (20.42).

Presentiamo ora un altro personaggio, l’australiana Vicky Parnov, detentrice del record mondiale di categoria nell’asta a 4.40.
Nasce a Mosca, il padre Alex Parnov è uno dei migliori allenatori al mondo nell’asta (con cui Gibilisco ha tentato recentemente una collaborazione), la zia è la Grigorieva, la nonna la Pechoncina, ha già partecipato a un campionato del mondo allievi, a uno del mondo junior, ai giochi del Commonwealth, mica è la prima arrivata.
Dopo aver sofferto in qualificazione a 3.95 rischiato alla terza prova, ha condotto una gara coraggiosa in finale vincendo con 4.35 e battendo una già campionessa di due anni fa, la greca Stefanidi, seconda con lo stagionale di 4.25.
Fra due anni potremmo trovare un’altra Parnov, la sorellina Liz, che a 12 anni già salta 3.65 e che sta ritoccando tutti i record d’età della sorella maggiore.

E’ ormai una veterana dei campionati del mondo giovanili la martellista rumena Bianca Perie: campionessa con le allieve in Marocco due anni fa, campionessa del mondo junior a Pechino lo scorso anno (in cui era anche la più giovane) e ora di nuovo con 64.61; negli ultimi due anni le sue prestazioni non sono migliorate tantissimo, speriamo non sia stata troppo precoce (il suo personale è 67.38).

Una panoramica

Sulla velocità hanno purtroppo influito le condizioni ambientali non ottimali dei primi giorni.

Sui 100 c’è stato un vero e proprio dominio giamaicano. Non è servito un tempone per la vittoria del favorito Dexter Lee in 10.51 -0.4 davanti al connazionale Ashmeade in 10.54. Peccato per l’assenza del fresco detentore del record del mondo allievi Rynell Parsons (10.23 a Indianapolis).
Da annotare il personale per il nostro Tumi in batteria di 10.84.

Sui 200 il dominatore, sempre giamaicano, anche qua favorito, è stato Ramone McKenzie in 20.67 -0.2 davanti all’ottimo 20.72 dell’azerbaigiano Guliyev, e al 20.76, per la seconda medaglia, di Ashmeade
Che dire! Dietro Asafa Powell c’è movimento.

Sui 400 Ravasio ha sofferto un po’ l’inesperienza e l’alto livello medio intorno a lui portando a casa un modesto 49.26; è ancora giovane e talentuoso quindi avrà modo di rifarsi.

Per quanto riguarda le donne vittoria in 11.46 per la super favorita Asha Philips sui 100 che ha avuto la vita dura contro l’ agguerrita brasiliana Rosangela Santos, stessi centesimi, solo millesimi in più.
La Maffioletti non è andata oltre i quarti di finale, vicina ai suoi standard.

Grande Brasile anche sui 200 donne con Barbara Leoncio che, con quasi 2 metri di vento in faccia, ha vinto in 23.50.

Sui 400 donne sia Zappa che Natali in semifinale. La Zappa non è andata lontana dai suoi migliori tempi mentre la Natali purtroppo non era in grandissima forma. La Natali che conosciamo avrebbe potuto sicuramente puntare anche alla finale. Il talento c’è, bisogna avere pazienza.

Il mezzofondo ha mostrato l’indiscutibile superiorità africana.

Fra gli uomini è stata notevole la gara dei 3000 dove due keniani sono scesi sotto gli 8 minuti correndo l’ultimo chilometro in 2:32 (Daniel Lemashon Salel 7:57.18 e Lucas Kimeli Rotich 7:59.67); sugli 800 e sui 1500 gare tattiche senza colpi di scena.

Fra le donne record dei campionati sui 3000 con 8:53.94 per la ragazzina del ‘91 Mercy Cherono.
Addirittura del ‘92 la vincitrice keniana dei 1500 femminili Sammary Cherotich davanti a una delle atlete su cui gli appassionati di mezzofondo americani puntano di più per il futuro: l’esile americana Jordan Hasay 4:17.24.

Passiamo ai salti.

Gara spettacolare nel salto in alto maschile dove i primi due atleti hanno valicato 2.22 (il cinese Chen Wang e il russo Sergey Mudrov) mentre per il bronzo è servito 2.20 all’australiano Hall, miglioratosi di ben 8 cm.
E’ importante notare che tutte le recenti edizioni di mondiali giovanili sono state vinte nel salto in alto da atleti cinesi. Se da senior (con missione Pechino 2008) progrediranno è tutto da vedere.

Oro dell’asta maschile mai in discussione con il tedesco Weiler che fa il record dei campionati con 5.26 staccando tutti i più vicini a 51cm.

Salti in estensioni maschili con un livello medio assolutamente più basso della precedente edizione dove si erano viste misure fantastiche: nel lungo si è vinto con 7.52 ventoso del giapponese Konishi, giapponese anche il secondo posto, terzo posto per lo statunitense Christian Taylor con 7.29. Un Levantino ispirato non sarebbe stato affatto lontano da un buon piazzamento.
Taylor si è poi esaltato nel triplo sfoderando la migliore prestazione dell’anno di 15.98. Sono lontani secoli i tempi di Marrakesh in cui in moltissimi andarono oltre i 16m e per l’oro servì 16.63.

Nel salto triplo donne non è andata malissimo Maria Moro, arrivata a un 10° posto con 12.39 in una gara non facile.
La vittoria è andata alla talentuosissima cubana del ’91 Dailenis Alcantara con 13.63 +1.0. Ad inizio stagione a La Habana quest’anno ha saltato la fantastica misura di 14.21, misura che fa quasi girare la testa per la sua età.
Il modo in cui salta è piaciuto a molti: a Cuba ci sanno fare con il triplo.

Altro record dei campionati da parte della graziosissima russa Darya Klishina con 6.47 +1.3 nel lungo donne.

Si sono comportati molto bene anche i ragazzi delle prove multiple Michele Calvi e Odile Ngo Ag che, sebbene era difficile piazzarsi in alto alla classifica, sono riusciti a migliorare alcuni personali.
Peccato per l’assenza di Valentina Negro nell’alto e della Dallo sui 200.

L’attenzione della categoria passa ora all’EYOF di Belgrado per cui sono stati convocati quasi gli stessi atleti.

fonte: iaaf.org – Foto: sportsillustrated.cnn.com

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