MARCO SEGATEL E L’ALLENAMENTO AL SALTO IN ALTO

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

19 luglio 2007, Cernusco sul Naviglio caldo torrido ma come sempre tanta voglia di saltare. Il risultato ottenuto (mt. 2,04) è il frutto di un allenamento al salto in alto basato sulla qualità degli esercizi e non certo sulla quantità. L’idea, purtroppo ancora ben radicata, che più ci si allena più si migliora non funziona. Il tutto è nato con la grande diffusione verificatasi negli anni '70-'80 dei “Sacri Testi” provenienti specialmente dalle scuole dell’Est Europa (DDR, URSS etc.). (Nella foto Marco Segatel e la moglie Luisa Giudici)

Peccato che nell’introduzione non ci fosse scritto che queste metodologie erano perfette a due condizioni: a) avere molto materiale umano da allenare e quindi qualche atleta si poteva anche sacrificare con infortuni a volte devastanti (distacchi tendinei in primis); b) fare largo, anzi larghissimo uso di sostanze non proprio lecite. Anch’io per diversi anni sono stato vittima di questo modo di allenarsi (doping escluso), ed il risultato era una grande fatica e miglioramenti pochi o nulli.

Il salto in alto necessita per rendere al massimo di due ingredienti: un' ottima tecnica e una buona forza esplosiva. L'ottima tecnica è data da una costante ripetizione del gesto atletico con opportune varianti del tipo stacchi con 1 appoggio (pliometrici e non), idem con 2 e 3 appoggi. Chiaramente i salti con rincorsa completa sono il top come effetto allenante. Ecco perché è importante gareggiare.

Nei cassetti della memoria ricordo di saltatori con non grandi qualità esplosive, ma dotati di una tecnica sopraffina capaci di record personali ben oltre mt. 2,20. La forza esplosiva si migliora con balzi sul posto ed in avanzamento con leggeri sovraccarichi. Lo squat e la pressa non li prendo molto in considerazione, in quanto hanno tempi di esecuzione bibblici, lontani anni luce dalla velocità di stacco del salto. Ottimi esercizi sono anche i balzi su ostacoli a piedi pari o alternati, balzi singoli o doppi. Per quanto riguarda la corsa sono più che sufficenti scatti brevi ed allunghi per curare la tecnica di corsa. Le fibre muscolari bianche (quelle direttamente responsabili dell’esplosività) sono facilmente affaticabili, meglio quindi trattarle con il dovuto rispetto!

Questo modo di allenarmi mi dà un doppio vantaggio: allenamenti brevi e possibilità di svolgerli in ambienti ristretti. Inoltre ho l'opportunità di svolgere gli esercizi di salto in una piccola pedana ricavata nel cortile del luogo di lavoro, il che mi evita lunghi trasferimenti automobilistici per trovare una regolare pedana.

Dulcis in fundo passo al mio pensiero sulla cosiddetta periodizzazione e a tutte le sue derivazioni come ad esempio l’allenamento a blocchi, le periodizzazioni varie, il carico e lo scarico (tipo ortomercato) etc., etc… Sarò un eretico, ma mi sembra aria fritta!! Si possono migliorare le proprie prestazioni sia tecniche che atletiche con un lavoro costante nel tempo durante tutto l’anno.

Concludo sottolineando che queste sono idee personali e facilmente confutabili, ma con me questo tipo di approccio al salto in alto mi pare abbia funzionato. Buon allenamento a tutti; e che Dio vi benedica.

fonte: Atleticanet-Fidal Piemnonte

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