ITALIANI 1° GIORNO: HOWE E DI MARTINO SU TUTTI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Prima giornata di Assoluti all’insegna delle tranquille vittorie dei due atleti più rappresentativi e del vento che ha condizionato molti dei risultati ottenuti. Buone notizie anche dagli altri atleti di punta del giro Nazionale, qualche coda polemica nello sprint.

E’ partita la 97esima edizione dei Campionati Italiani di atletica leggera, stavolta di scena nell’immenso Stadio Euganeo di Padova. Pista un po’ troppo lenta a detta degli sprinter, tribune apparentemente deserte (lo stadio può ospitare oltre 30.000 spettatori) a fronte di un pubblico effettivo di quasi 5000 unità. La kermesse che meriterebbe ben altro seguito ma quest'edizione lascia ben sperare per il futuro.

Ma veniamo alle gare, purtroppo troppo spesso viziate da una brezza decisamente sostenuta contraria al rettilineo di arrivo. Male per i velocisti, buono per i saltatori con pedana in senso opposto. Così nel lungo Andrew Howe non ha faticato molto per atterrare a 8,40, misura importante se non fosse per un vento di quasi due metri e mezzo che ridimensiona un po’ la prestazione. Poi altri salti regolari sopra gli 8 metri, di cui il migliore è risultato essere un buon 8,21. “Con queste condizioni per essere contenti sarebbe andato bene un 8,60” dice Andrew ai microfoni di Raisport, rimane la soddisfazione di un titolo italiano da aggiungere al palmares personale e la certezza che la strada è quella giusta per una crescita di forma costante da qui ad un mese. Alla luce dei risultati degli avversari in campo mondiale, al momento solo Saladino appare davvero una spanna sopra tutti.

Altra osservata speciale era Antonietta Di Martino (nella foto), reduce da un paio di gare non certo al top della forma. La campana ha vinto facile con 1,91, sbagliando però i tre tentativi ad 1,95, segno che un po’ di stanchezza dovuta ai carichi di questo periodo è rimasta sulle gambe. Comunque bene così, da qui ad Osaka non mancherà il tempo per ritrovare il picco di forma che speriamo corrisponda ai giorni che contano. Dietro la Di Martino, da segnalare le buone gare di Cadamuro, Meuti e soprattutto Serena Capponcelli, classe 1989, vicinissima al superamento di 1,87.

Altre gare particolarmente attese in giornata erano i 100 metri, sia uomini che donne. Detto del forte vento contrario, alla fine si sono laureati campioni italiani Anita Pistone e Kaba Fantoni. Senza storia la gara femminile, con la portacolori dell’Esercito dominatrice della gara con 11”76, davanti alle giovani Salvagno e Gervasi. Un’ennesima iniezione di fiducia per un’atleta letteralmente rigenerata nel 2007.
Gara decisamente più combattuta quella al maschile, con Fantoni e Cerutti finiti spalla a spalla sul traguardo. Vittoria prima a Cerutti, poi a Fantoni grazie al photofinish, con stesso tempo per entrambi 10”57. Giusta l’esultanza del finanziere per aver conquistato il primo titolo italiano sui 100. Esito amaro per Cerutti che nell’intervista di Raisport tira in ballo anche gli assenti, lamentandosi con chi ha deciso di non prender parte alla gara. Messaggio per Simone Collio? Di sicuro una gatta da pelare in più per il responsabile nazionale della velocità, che dovrà trovare le giuste soluzioni per placare gli animi in seno alla 4×100 azzurra. Squadra che probabilmente non sarà composta da Giovanni Tomasicchio infortunatosi ad inizio gara, mentre buone chances le avrà Rosario La Mastra, terzo con lo stesso tempo di Checcucci ed un centesimo meglio di Verdecchia.

Ringiovaniscono i 110 hs, che nonostante l’assenza di Andrea Giaconi, regalano la bella vittoria di Emanuele Abate, 22 anni, ormai uomo di punta della specialità in Italia. Secondo posto per un’altra promessa, Paolo Dal Molin, classe 1987. Per i due crono di 14.00 e 14.26.
Sui 100 hs, a Micol Cattaneo è stato sufficiente un 13”52 per cogliere il successo e distanziare di netto le avversarie, tra cui la giovane Sara Balduchelli, al terzo posto con 13”95.

Nel mezzofondo maschile nessun problema per i nazionali Christian Obrist e Daniele Meucci, vincitori rispettivamente di 1500 e 5000. Per Obrist gara regolare con un ultimo giro frizzantino a fare la differenza su tutti.
Tra le donne Silvia Weissteiner si deve impegnare sul finale per precedere la specialista Eleonora Berlanda. 4’15”27 e 4’16”27 i risultati delle due con un bel terzo posto di Elena Romagnolo, capolista dei 3000 siepi. Nei 10000 vittoria per Gloria Marconi in 33’26”95.

Da segnalare la bella prova nei 10 km di marcia di Alex Shwazer. Il primatista mondiale stagionale della 50 km di marcia è apparso piuttosto tonico anche sulla distanza più veloce. La condizione sembra essere tornata quella di un paio di anni fa, con il vantaggio di essere più maturo ed in evoluzione tecnica. Per lui i Mondiali potrebbero regalare ancora una volta una medaglia importante e forse anche di più. Ben altro epilogo per Ivano Brugnetti, ritiratosi dopo un avvio forse un po’ troppo spedito.

Nei concorsi l’asta maschile, orfana ormai di Giuseppe Gibilisco, è stata vinta da Matteo Rubbiani con un normale 5,20, riportando tutti sulla terra dopo gli anni d’oro del finanziere volante.
Nel peso Paolo Capponi si conferma il migliore con un lancio al limite dei 19 metri. Lanci vincenti anche per Cristiana Checchi nel disco e Clarissa Claretti nel martello. L’atleta della Forestale ha vinto con 57,93, mentre la Claretti l’ha spuntata su Silvia Salis con un buon 67,95. Delusione per Ester Balassini solo terza con un mediocre 64,68. Delusione commista a sorpresa per Zahra Bani, favoritissima nel giavellotto e battuta dall’esperta Claudia Coslovich, campionessa italiana grazie ad un buon 59,88.

A Magdelin Martinez sono bastati due salti per vincere il triplo: 14,14 e 14,22 sbaragliano le avversarie, con Simona La Mantia seconda in 13,78. La siciliana ancora una volta è apparsa lontana dalle condizioni di qualche stagione fa.

Qualche parola infine per quanto visto nelle qualificazioni mattutine: tutto previsto nei 400 con Barberi e Reina a dominare: 47.14 e 53.25 i loro tempi, con le promesse Marta Milani e Matteo Turchi a ben figurare.
Gli 800 maschili hanno garantito la finale per tutti i migliori compreso il fresco campione europeo junior Mario Scapini, con il secondo tempo di qualificazione dietro il solo Andrea Longo. Negli 800 donne Elisa Cusma controlla e chiude in 2’06”03, pronta per una finale che non dovrebbe impensierirla più di tanto.
400 hs all’insegna dei migliori tempi di Markus Crepaz e Benedetta Ceccarelli.
In coda i titoli italiani di Fiamme Oro ed Esercito nelle staffette 4×100.

Domani seconda giornata e diretta su RaiSport dalle 18,00 alle 20,00.

fonte: Redazione; Foto Simone Proietti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *