VOLA MULAUDZI A MONTECARLO, MONDIALE STAGIONALE NEGLI 800. LA ARRON PRINICPESSA DELLO SPRINT.

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Lo stadio Luis II di Montecarlo è un'impianto “anomalo”, perchè inserito nel tessuto urbano in modo del tutto naturale, senza face di rispetto, zone rosse o quant'altro siamo abituati a vedere attorno ad un impianto in cui si svolgono competizioni di alto livello.
Ho avuto la fortuna di gareggiare appena prima del meeting nei 1000m, gara di contorno organizzata magistralmente ogni anno. Il colpo d'occhio scendendo in pista è mozzafiato, specialmente quando si corre con le gradinate già discretamente popolate. La musica sparata in gara è assordante ed è facile lasciarsi andare, presi dal ritmo incalzante accompagnato da un vivacissimo speaker. La pista è un “cannone”, velocissima: quando la fatica attanaglia i muscoli chi riesce a rimaner decontratto può avvalersi di una risposta elastica eccellente che ti permette di spremere fino all'ultima goccia di energia.
Dev'essere così che ha fatto il sudafricano Mulaudzi, dopo un passaggio velocissimo al 400, per stabilire il mondiale stagionale negli 800 con 1'43″74, con a ruota Youssef Saad Kamel (figlio del grande Billy Koncellah) e Amine Laalou, sempre sotto l'1'44″.

Il meeting Herculis segna anche il ritorno al trono della principessa Christine Arron. Alla partenza dei 100 femminili lo stadio esplode in un boato alla sua presentazione per poi ammutolire quando le atlete vanno sui blocchi. Il fragore di musica, urla ed applausi accompagnano la beniamina francese alla vittoria, quando un qualsiasi passante fuori dallo stadio avrebbe potuto scambiare il tripudio della folla per l'esultanza per un gol all'ultimo minuto della squadra locale. Le avversarie sono di quelle toste ma l'11″06 finale non lascia spazio alle statunitensi Jeter a Barber che chiudono in 11″11 e 11″17. Incredibilmente fuori dai giochi la giovane Sherone Simpson che finisce in fondo in un anonimo 11″75.

Molto avvincente il duello Vlasic-Bergqvist nell'alto femminile, risolto 2,03 a 2,00m a favore della prima mentre il pubblico, molto caldo, era tutto per loro, molto gentili a fine gara nel firmare autografi allo stuolo di giovanissimi fans. Questa sfida si riproporrà probabilmente anche per il titolo mondiale, fatte salve sorprese e “carneadi”.
Veloce anche Merritt, che impressiona per i distacchi rifilati agli aversari correndo i 400 in 44″38; gli resiste solo Steffenson (AUS) in 44″92, il resto della truppa sopra i 45″. Peccato per Barberi (ultimo in 46″23) che in condizioni di forma migliori avrebbe goduto di una gara dai ritmi consoni alle sue ambizioni.

Sempre in casa Italia fa sperare Simone Collio ma dopo una partenza eccellente a 40 metri dalla fine si spegne un po' venendo risucchiato dal gruppo, in una gara non al fulmicotone. Vittoria in 10″17 di Clement Campbell con Spearmon secondo nello stesso tempo. Collio chiude in 10″32 al 6° posto.

Ordinaria amministrazione, se così si può definire, per Kenenisa Bekele, che vince i 3000 in 7'29″32. Passaggio 2'22″ ai 1000. 4'58″ ai 2000 e a quel punto la corsa al primato mondiale (7'20″) sfuma. Bekele impone un cambio di ritmo e fa il vuoto, anche se appare un po “piantato” nella tornata finale.
Lanciata dalle due russe Alminova e Lavshuk, Maryam Youssuf Jamal fa 4'00″43 nei 1500, destando una buona impressione di agilità. Sarà sicuramente una favorita all'oro ad Osaka.
Sempre donne e sempre mezzofondo, con il trionfo nei 3000 di Alaoui Selsouli Mariem: ottimo ed autoritario 8'29″52.
Sempre impressionante la serie di salti della cavalletta russa Lebedeva (14.82 14.90 x 15.10 14.55 14.96) contro la quale nulla possono, le brave Marija Šestak e Theresa N'zola, capaci di buone misure come 14,48 e 14,39.

Dopo la maternità si rivede nei 400hs Jana Pittman, che da sposata fa Rawlinson: ottimo il 53″46 non troppo lontano dal suo personale e dalla leadership stagionale.
Si infiamma il pubblico di casa fin che Romain Mesnil si batte per la vittoria nell'asta maschile: finirà terzo a 5,82m. La gara poi andrà a Danny Ecker, leader europeo 2007 con questo salto, salito a 5,87m, a pari con Steve Hoooker ma con uno score più “pulito”.

Per completezza di informazione, meritano una citazione anche l'unico lunghista sopra gli 8 metri, l'americano Brian Johnson con 8,18, il 13″19 di Terence Trammell nei 110hs ed il personale stagionale di Angelo Taylor nei 400hs (48″45) dove il sorprendente sudafricano vincitore dell'ultima tappa della Golden League, Lj Van Zyl, finisce solo terzo in 48″91.

fonte: Redazione Atleticanet / Foto Atleticanet-Gino Esposito

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_del_meeting_27.7.2007.txt (7 Kb)

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