ITALIANI 2° GIORNO: BUONE CONFERME

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Secondo giorno dei Campionati Italiani a Padova caratterizzato dagli acuti dei migliori. Da Chiara Rosa ad Andrew Howe, la cronaca di una giornata ricca di spunti e di conferme dei nostri in vista dei Campionati Mondiali in Giappone.

Non delude la giornata conclusiva degli Assoluti, condita da qualche buon risultato e da molti giovani alla ribalta. Poi ovviamente erano attese le prove degli atleti del giro “Nazionale”, in vista delle imminenti convocazioni per i Mondiali. E le risposte sono arrivate piuttosto puntuali ed energiche, ancora ennesimo segnale di un movimento atletico in salute o quanto meno in netta ripresa.

Prima lieta novella di giornata è arrivata dalla marcia femminile, in cui si è rivista una tonica Elisa Rigaudo. L’atleta delle Fiamme Gialle era intenzionata ad avviare la gara sui ritmi che dovrà sostenere nella gara di Osaka. Il test ha funzionato alla perfezione, anche perché il caldo e l’umidità di Padova hanno replicato abbastanza fedelmente ciò che probabilmente sarà ad Osaka. Per lei vittoria scontata in 21’45”46, crono peraltro interessante. Dietro di lei bel piazzamento per Valentina Trapletti, giovane classe 1985.

Compagni di calura delle marciatrici sono stati i martellisti ancor più penalizzati dalle temperature elevate, per aver gareggiato nel primissimo pomeriggio. Nonostante ciò Nicola Vizzoni ha dimostrato di possedere ancora lo smalto del campione, sparando l’attrezzo al limite dei 78 metri. Male Lingua fuori gara per tre nulli, al secondo posto è finito il carabiniere Lorenzo Povegliano, con 74,67 e la speranza di esser convocato per i Mondiali.

Chi ai Mondiali andrà sicuramente e per di più su di un tappeto rosso sarà la pesista Chiara Rosa, fresca di primato italiano e vittoriosa anche nel pomeriggio padovano. Supportata da un nugolo di fans scatenati e gioviale come sempre, la Rosa anche stavolta non ha deluso dimostrando di valere con una certa costanza misure sopra i 19 metri. La vittoria è arrivata grazie ad un primo lancio da 19,13 che ha fatto quasi gridare al record italiano. Poi gara regolare con media lanci elevata, ed ultimo lancio a 19,09. Seconda Assunta Legnante costretta ad inseguire per tutta la gara ed alla fine con miglior misura di 18,78.

Ottime prove sono arrivate dai velocisti nonostante il solito forte vento contrario sul rettilineo finale. Bella vittoria sui 200 femminili della velocista più in forma di stagione, ossia Anita Pistone con 23”76, e vento di 2,1 m/s contrario. L’allieva di Di Mulo ha così bissato il successo dopo quello dei 100, dimostrando di poter dire qualcosa anche sulla distanza doppia. Dietro di lei due rappresentanti della Forestale, l’esperta Manuela Grillo e la più giovane Giulia Arcioni.
Doppio titolo italiano anche per Andrew Howe che dopo il lungo si è aggiudicato i 200 con un pregevole 20”53, viziato anche in questo caso da un muro d’aria contrario di 2,1 m/s. Per lui successo facile facile e corsa neanche troppo contratta, segno che l’impegno c’è stato sino ad un certo punto. Ai Mondiali per lui sarà solo salto in lungo, ma un’altra buona indicazione per mamma Renè e staff tecnico al seguito è arrivata puntuale anche dalla velocità, a smentire la brutta uscita sui 100 al Terra Sarda di una settimana fa. Secondo posto interessante per Matteo Galvan, il talento vicentino classe 1988, ancora junior ma capace con 21”25 di precedere sul traguardo un atleta del calibro di Alessandro Cavallaro. Poi ancora altri due junior Alessandro Berdini ed Enrico Demonte, segno che qualcosa si muove anche nello sprint.

Nei 400 metri si aspettavano segnali incoraggianti dai due primatisti italiani Andrea Barberi e Daniela Reina. I due non hanno deluso dimostrando che l’avvicinamento al Giappone procede bene. Il laziale ha addirittura tirato fuori un 45”79, miglior crono della stagione, segno che la condizione sta crescendo. Vittoria netta per lui, anche se vale la pena registrare il 46”26 dell’amico Stefano Braciola, tivolese in forza allo Sport Club Catania, capace di eguagliare il personale ottenuto circa un mese fa. Terza piazza per il giovane Teo Turchi del Cus Parma con 46”90.
Tra le donne la Reina ha condotto una gara diligente senza mai essere impensierita dalle avversarie, chiudendo in un buon 52”31, lontano dai tempi under 52” dello scorso anno, ma seconda prestazione rispetto a quanto fatto finora in questo scorcio di stagione. Dietro di lei Marta Milani e Lara Rocco, rispettivamente con 53”76 e 54”05, in una gara che ha visto il crollo di Tiziana Grasso ultima con 54”66.

Una delle gare più interessanti e combattute alla vigilia dovevano essere gli 800 maschili, con Bobbato, Longo e Sciandra a darsi battaglia, così è stato. Alla fine si è imposto Livio Sciandra, bravo ad attendere nelle retrovie sino all’ultimo rettilineo, quando ha lanciato una volata irresistibile per tutti: tempo modesto di 1’51”18, ma impresa importante quella di aver messo dietro sia Longo che Bobbato ed aver dimostrato di essere il miglior 800ista dell’anno. Da segnalare anche il quarto posto del fenomeno curato da Giorgio Rondelli, lo junior Mario Scapini, a precedere di un centesimo Lukas Rifeser.
Nel doppio giro di pista femminile successo scontato di Elisa Cusma, con 2’02”59, anche se è a menzionare il buon finale di Antonella Riva e Elisabetta Artuso, entrambe sotto i 2’04.

Atleta più sorprendente dell’intera manifestazione è stato però Fabrizio Donato (nella foto), al ritorno da un infortunio gravissimo che addirittura ne aveva messo a rischio il proseguio di carriera. Fabrizio non solo ha bruciato i tempi, ma ha anche vinto ed ottenuto uno stupefacente 16,97, misura che potrebbe anche significare un biglietto per Osaka. Sarebbe il premio più bello quanto meno per averci creduto sino in fondo.

Salto di giornata per Tania Vicenzino dell’Esercito, vincitrice del lungo femminile con un balzo a 6,50, che tiene a distanza Thaimi O’Reilly e Valeria Canella.
Buona prova anche per il compagno di squadra Filippo Campioli, primo nell’alto con 2,26 m, misura che è bastata per avere la meglio su Nicola Ciotti fermo a 2,24. Assente il migliore dell’anno Andrea Bettinelli, anche se Campioli è apparso in crescita nonostante i tre errori a 2,28.

Nell’asta femminile la crescita è una parola ben conosciuta da Anna Giordano Bruno. Dopo i continui miglioramenti apportati al primato italiano degli ultimi giorni, ora per lei è arrivato anche il titolo italiano e la speranza di giocarsi qualche chance per partire alla volta dei Mondiali.

Nei 10000 Meucci non guarda in faccia nessuno e colleziona il secondo titolo dopo il successo sui 5000 del giorno precedente.
Nei 5000 donne la sorpresa si chiama Claudia Pinna, atleta del Cus Cagliari, outsider in grado di precedere un’atleta esperta come Silvia Sommaggio.
Rimanendo nel mezzofondo, da segnalare la buona prestazione di Elena Romagnolo nei 3000 siepi. Dopo la fatica di ieri nei 1500, la Romagnolo ha saputo condurre una gara su buoni ritmi, dimostrandosi lucida e pimpante.

Da segnalare ancora la vittoria nei 400 hs di Benedetta Ceccarelli, con un tempo ancora al di sopra dei 56”, e di Claudio Citterio tra gli uomini, in una gara che ha visto l’assenza del primatista stagionale, Gianni Carabelli.
Yuri Floriani si è imposto nei 3000 siepi, mentre disco e giavellotto maschile hanno salutato le vittorie di Hannes Kirchler e Daniele Crivellaro rispettivamente. Infine i successi di squadra in 4×400 di G.S. Carabinieri e G.S. Forestale.

In appendice spazio anche ai vincitori delle prove multiple: nel decathlon il successo è andato a Paolo Mottadelli con 7517 punti, mattatore dell’evento e vincitore anche della sfida con Luca Ceglie e William Frullani, secondo e terzo con 7435 e 7113 punti. Nell’eptathlon si è invece imposta Elisa Trevisan, nettamente vincitrice con 5690 punti.
Ultima nota per quanto si è visto in tv: buona regia, velocità nei collegamenti e sintesi azzeccate, hanno coperto bene l’evento su Raisport, con la solita coppia Bragagna-Monetti. Dispiace per il colpo d’occhio non proprio felicissimo di uno stadio grande ed in apparenza vuoto come l’Euganeo, sensazione rivissuta in edizioni passate all’Olimpico di Roma o al San Paolo di Napoli per citarne alcuni. Qualche zoomata in più sul folto pubblico nella tribuna d’arrivo non avrebbe guastato, anche se impianti come l’Arena di Milano, il Guidobaldi di Rieti, o il Ridolfi di Firenze appaiono cornici più adatte per questi eventi.
Intanto grande attesa nelle prossime ore per la lista dei convocati azzurri alla volta di Osaka.

fonte: Redazione

ALLEGATO: ANet_news_Tutti_i_risultati_28.7.2007.zip (152 Kb)

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