ANCORA IL ROMPIBALLE

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Sono sempre in bilico tra la mia attività prettamente critica e quella propositiva. Alcuni anni fa, all'apice della mia attività critica venni tacciato di essere o comunque appartenere ai “bassifondi di internet”, motivo per il quale mi cosparsi il capo di cenere e scelsi di spostarmi verso terreni più propositivi.
Passato attivamente dalla parte dei buoni propositi, sempre in ambito di alta dirigenza federale di me si disse che mi muovevo così perché cercavo un incarico in Fidal. E' possibile sbagliare sempre a prescindere dall'azione che si compie?
Se proponi sei ruffiano, se critichi sei disfattista. E allora cosa si chiede a chi l'atletica la vive tutti i giorni, la conosce, vi partecipa e cerca di dare il suo contributo? La risposta è: zero-niente-silenzio. Tutti zitti, in posizione supina ed eventualmente lingue lunghe per leccare dove nessuno è mai giunto prima (come per l'Enterprise di Star Trek). Forse solo così saremo bravi cittadini della nostra atletica.
Beh, non ci crederete ma a parte la posizione supina e la lingua lunga, ho sperimentato anche la virtuosa pratica del silenzio. Per molto tempo ho scelto di non parlare ne in bene ne in male. Che cosa abbiamo ottenuto facendo lavorare in pace le vulcaniche menti della dirigenza federale? Pochissimo o niente. Mi sbaglio? Tranquilli, nessuna lunga analisi al microscopio, solo qualche episodio su cui riflettere.

Partiamo dai risultati tecnici e dalla First League di Milano. Leggendo i risultati mi chiedevo: “meglio essere cavalli tra gli asini o ronzini tra i purosangue?” Voglio dire, abbiamo vinto la First League – leggi serie B dell'atletica europea – ma se fossimo stati nella serie A, con i nostri risultati come ci saremmo classificati? La risposta è intuibile (retrocessione) ma se siete troppo pigri per fare i conti, basterà aspettare la prossima edizione. E allora la risposta tra cavalli asini e purosangue è presto data. E la federazione esulta e noi supinamente, pure.

I giovani hanno affrontato a loro volta il più importante appuntamento europeo. C'erano gli europei juniores e quelli under 23. Come va il nostro movimento giovanile? Juniores: 5 medaglie di cui 1 oro e 1 argento. Niente male si dirà. Vero. E in prospettiva come crescono? Male, molto male. Gli under 23 hanno raccolto 2 soli bronzi. Questo dimostra, numeri alla mano, che il movimento giovanile è gestito… al contrario. O sbaglio?

Gli adulti e Osaka prossima ventura. Le convocazioni sia nella loro progettazione originaria che nella relativa applicazione sono al limite della decenza. Alcuni mesi fa scrissi in un altro intervento intitolato “Storie di ordinaria follia federale” ([clicca qui per leggere]) il seguente paragrafo : “Ma aggiungo anche una piccola anticipazione sulla relazione tecnica futura. Sembra (e mi auguro di sbagliare) che nell'analisi relativa ai risultati di Goteborg si voglia applicare una sorta di pittoresco teorema che afferma che le medaglie hanno un valore ma in rapporto agli atleti convocati. Quindi 3 medaglie su circa 30 atleti fanno il 10%. La spedizione azzurra è stata un successone. Se ne avessimo portati 300 solo l'1%, questo si sarebbe stato un disastro. Se avessimo portato solo quei 3 avremmo fatto l'en plein, il 100% ovvero la nazione più forte del mondo. Ancora una volta sono costretto a ripeterlo, non sto scherzando! “.
Ebbene il pittoresco teorema del portare pochi atleti per non fare brutte figure è stato applicato e nessuno ha alzato la mano per chiedere perché. La spedizione azzurra che partirà per Osaka sarà in assoluto la più esigua della storia dei mondiali di atletica. Il geniale risultato è stato generato da un altrettanto geniale regolamento che ancor più genialmente è stato anche disatteso dagli stessi compilatori; cose da cabaret…
E allora la Orsini pur avendo i requisiti rimane a casa (perchè?) e Abate in forte progresso di forma e di prestazioni che meritava con uno strappo alla regola di fare un esperienza di questo genere, rimane a casa. Anna Giordano Bruno fa 2 record italiani nell'asta e centra il minimo B e che fa? Rimane a casa! Vizzoni, campione vero ma con qualche primavera sulle spalle invece sale sull'aereo solo grazie ad un eccezione ad hoc mentre Povegliano di undici anni più giovane e bisognoso di esperienza internazionale i mondiali se li guarda in TV. Ma che bravi questi dirigenti. Viene da chiedersi quali minimi hanno stabilito per loro stessi, per accompagnatori, allenatori, medici, terapisti, shampisti, ruffiani e amici degli amici. Quanti saranno i non atleti che partiranno per il Giappone? Se qualcuno ha una lista aggiornata e completa me la mandi, per favore, sul sito Fidal, ovviamente non c'è.

Colgo l'occasione di Osaka per parlare di media, tv e comunicazione. Qualcuno in Fidal ha capito che se c'è un italiano in gara gli ascolti crescono? Non serve necessariamente il talentuoso Howe, basta anche una batteria di 100 metri in cui i nostri arrivano dietro. Da questo punto di vista le idee sono poche e confuse. L'atletica ha un suo zoccolo duro di telespettatori, non è quello su cui lavorare. C'è da lavorare su chi guarda diversi sport magari con superficialità, su chi l'atletica non la conosce bene. E allora come li attiriamo verso il televisore ed il nostro amato sport? Con quel fenomeno di Bekele che solo gli addetti ai lavori conoscono e aspettano di veder correre o con qualche italiano che corre per i nostri colori con tutta la forza che ha in corpo e che purtroppo non riesce a superare il primo turno di qualifiche? Quanto costano due o tre atleti in più? Come mai si seleziona così rigidamente il parco atleti e si rimane allegri e spensierati sugli accompagnatori/spettatori che partiranno dall'Italia senza neanche una tuta ma con molte cravatte in valigia?

Ancora esempi di comunicazione fatta male? Non c'è che da scegliere. Un paio giusto per sorridere in questa calura di agosto. Primo esempio il record italiano della Di Martino. La brava Antonietta entra nella storia dell'atletica e la Fidal saggiamente titola così il pezzo: “Immensa Di Martino: il 2,02 che cancella Sara” ([clicca qui per leggere]).
Ma come cancella Sara Simeoni??? Un conto è record che si supera, tutt'altra cosa è cancellare il simbolo più visibile dell'atletica italiana. Ma come si può scrivere una cosa simile??? E pensare che nel programma elettorale si diceva: “Atleti di ieri e di oggi: i Testimonial Permanenti. Progetto per un loro utilizzo nella promozione dell’atletica”. Ma come li possiamo avere i testimonial permanenti quando sul sito federale vengono cancellati? Chi sono quelli permanenti? I defunti?

Un altro esempio: a ridosso dei mondiali di Osaka, il forum Fidal, unico strumento di confronto a disposizione della base scompare misteriosamente (per la seconda volta). I primi giorni c'era una scritta che diceva qualcosa del tipo: “speriamo di tornare presto on line e di salvare il salvabile”, adesso c'è (ancora nascosta) una pagina test di un nuovo forum. Ora, non vorrei fare il professorino ma ha senso smantellare un forum alla vigilia di una grande manifestazione mondiale e in vista della seconda parte della stagione? Novembre è un mese troppo pieno per fare questa manutenzione? Ma è così difficile arrivarci? Boh? Si dirà: “imprevisti”…sarà anche vero ma se uno non progetta niente tutto è imprevisto!

Chiudo con l'augurio di vedere tanti dei nostri azzurri sul podio o in posizioni di rilievo. In fondo a noi appassionati interessa vedere belle gare, vedere atleti italiani che vanno al massimo delle loro capacità e, perché no, esultare e commuoverci con orgoglio per un tricolore che sventola alto in terra straniera.

Ma un punto deve essere chiaro: una federazione che ha obiettivi ben definiti, che stabilisce metodi efficaci e si circonda di persone capaci per applicare il progetto, sarà una federazione vincente per mezzo dei suoi atleti che rappresentano il prodotto finale di tutte questi elementi; al contrario chi tira a campare, chi non progetta, chi utilizza scarse professionalità, chi nasconde i propri punti deboli senza lavorarci sarà destinato ad un'attività mediocre e a risultati di basso livello. E non incolpate i rompiballe come me se ve lo vengono a ricordare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *