L’ATLETICA LOMBARDA NON È MERITOCRATICA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Durante la pausa estiva, periodo di rigenerazione e di riflessioni mi sono imbattuto in un postulato (dal dizionario: postulato è proposizione non dimostrata e non dimostrabile che viene ammessa come vera, in quanto necessaria ai fini di una dimostrazione filosofica o scientifica) “ L’Atletica lombarda non è meritocratica” suggeritami senza volerlo dai responsabili del settore tecnico del Comitato Regionale Lombardo della Fidal. Perché questa affermazione? Presto fatto. Navigando in internet per cercare di tenermi aggiornato anche sugli avvenimenti dell’atletica leggera, ho visto le convocazioni dell’incontro per rappresentative regionali promesse/senior in programma sabato 8 settembre e purtroppo mi sono accorto di una “non convocazione”, che secondo la mia modesta opinione avrebbe dovuto essere di normale routine. Mi sono quindi informato con chi di dovere e la risposta è stata “La nostra rappresentativa regionale non è la nazionale, noi vogliamo accontentare tutti preferendo quindi distribuire gli atleti nei due incontri che avremo nel mese di settembre”.

La parola “accontentare” mi e’ sembrata alquanto stridente anche perché non dovrebbe assolutamente entrare nel vocabolario del settore tecnico, ma forse, solamente in quello della politica. Immediata è stata la domanda che mi sono posto “ Quali sono realmente i sistemi di valutazione adottati dal settore tecnico della Fidal della Lombardia?”. Mi sono reso conto, ascoltando le varie disquisizioni, che il metro di valutazione non è uno ed unitario, infatti qualche altro settore, sempre facente parte della Lombardia, non ha deciso di “accontentare” bensì di gratificare gli atleti meritevoli. Allora mi chiedo se la scelta fatta dal responsabile di settore non avrebbe dovuto, sempre a mio modesto parere, essere attentamente vagliata , sottoposta e spiegata al tecnico di società, anche perché per svolgere questo incarico penso sia molto importante avere un continuo contatto con i tecnici sociali così d’avere sempre un aggiornamento costante sulle condizioni e le programmazioni degli atleti di interesse regionale per non cadere in scelte tecniche attaccabili perché non tecniche-meritocratiche ma politiche.

Nella speranza che quanto scritto, serva come stimolo per chi dovrebbe avere a cuore il miglioramento continuo del settore tecnico, supporto fondamentale per la crescita degli atleti, che sono gli attori principali della nostra atletica leggera, porgo a tutti coloro che vorranno operare per il raggiungimento di questi obiettivi, i miei più sinceri auguri di buon lavoro.

Roberto Redaelli

fonte: Roberto Redaelli

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