MONDIALI OSAKA: BEKELE, DEFAR E GLI ALTRI

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Gli atleti etiopi saranno probabilmente i mattatori delle mezzofondo prolungato, sia tra gli uomini che tra le donne. Sfide assai più incerte nel mezzofondo veloce e sulle lunghe distanze di maratona e marcia.

Kenenisa Bekele e Meseret Defar: entrambi saranno chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere sulle piste di mezza Europa in questa stagione. Il primo dovrà dimostrare di essere ancora il numero 1 sui 10000 dopo le interessanti uscite di qualche settimana fa sui 3000. Kenenisa non dovrebbe comunque avere grossi problemi ad imporsi sugli avversari, tra i quali i più pericolosi saranno proprio i connazionali Sihine e Gebremariam.
Meseret Defar dal canto suo dovrà impegnarsi non poco per avere la meglio sui 5000, nonostante abbia già centrato qualche mese fa il record mondiale sulla distanza. Ad impensierirla sarà soprattutto l’amica-rivale Tirunesh Dibaba, oltre ad un nugolo di pretendenti tra cui Cheuyot, Selsouli e compagnia. Una gara tattica potrebbe riservare qualche sorpresa e favorire probabilmente il rush finale della Dibaba. Quest’ultima sarà impegnata anche nei 10000

I 5000 maschili saranno gara tutta da scoprire. Pronostici favorevoli per etiopi, keniani ed africani in genere, ma decifrare un nome su tutti risulta piuttosto difficile. Sihine è il primatista stagionale, poi buone cose le ha fatte vedere quest’anno Kipchoge, ma non bisogna dimenticare neanche l’australiano Mottram, capace peraltro di progressioni fenomenali. Sulla distanza comunque quest’anno non si è andati fortissimo, non si è mai scesi sotto il muro dei 13 minuti, ed è assai improbabile che ciò accada nella finale mondiale.
Le siepi saranno condizionate soprattutto dall’assenza di Paul Kipsiele Koech tra gli uomini, con i soliti keniani a fare la differenza e con diversi outsider pronti a centrare un piazzamento importante. Tra le donne Gulnara Samitova dovrebbe avere un compito agevole specie se imposterà una gara sul ritmo.

1500 maschili nel regno dell’incertezza. Al fianco dei grandi nomi tra cui il francese Mehdi Baala, Kipchirchir Komen, Bernard Lagat e Ivan Heshko, bisognerà tener d’occhio anche i possibili outsider, quali Alan Webb, Adil Kaouch e Tarek Boukensa. Non facili saranno le previsioni anche sulla gara al femminile, dove comunque le uniche iscritte ad essere scese quest’anno sotto i 4 minuti sono la russa Soboleva e la Jamal.

Tanti pretendenti in corsa per gli 800 metri, probabilmente una delle gare più combattute dell’intera rassegna. Da Bungei a Kamel, da Borzakovsky a Laalou, sono molti ad ambire alla vittoria di una gara quanto mai equilibrata. Nessuno quest’anno ha dimostrato di essere superiore agli altri, ed alla fine faranno la differenza l’esperienza e la capacità di gestire le energie nei turni eliminatori. Possibili sorprese da podio potrebbero prendere il nome del giovane americano Nick Symmonds e del canadese Gary Reed, mentre sarà interessante seguire il ritorno di Ramzi dopo un lungo periodo senza gare.

Nella gara al femminile verrebbe da dire solo Russia alla luce di quanto accaduto ai Campionati nazionali di Tula. In realtà Kotlyarova, Cherkasova e Klyuka, dovranno faticare parecchio per arrivare sul podio. Il maggiore ostacolo sarà rappresentato dalla sempiterna Maria Mutola, data in gran forma anche quest’anno. Poi un’altra atleta abituata alle grandi rassegne come la giamaicana Kenia Sinclair, e la keniana. dominatrice della distanza lo scorso anno, Janet Jepkosgei. Per l’Italia sarebbe già un successo la partecipazione di Elisa Cusma nella finale.

La maratona cercherà ancora una volta di portare in gloria il marocchino Jaouad Gharib, anche se l’impresa sarà tutt’altro che facile. Mancheranno Tergat, Baldini e Gebreselassie, ma presenzieranno tutti gli altri, compresi i giapponesi, esperti del percorso e soprattutto desiderosi di far bene davanti al loro pubblico.
Tra le donne ancora un occhio di riguardo alle atlete nipponiche, alle cinesi ed alle keniane ed etiopi. Peserà l’assenza di Paula Radcliffe, mentre ci sarà la vincitrice della Maratona di Roma, Ait Salem.

Marcia infine con i colori italiani che potrebbero sventolare grazie ai vari Brugnetti, Schwazer e Rigaudo. Occhio però ai favoriti “Paquillo” Fernandez, ai russi della 50 km, alla Turava ed alle sempre temibili cinesi. Ma per gli azzurri non è affatto vietato sognare.

fonte: redazione

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