MONDIALI OSAKA – SECONDA GIORNATA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

E' Tyson Gay l'uomo più veloce del momento, e per i tifosi di Asafa Powell, il giamaicano che passa buona parte dell'anno nel nostro Paese, non è una buona notizia.
Alle 22.22 ora di Osaka arriva la notizia worldwide: gli atleti sono sui blocchi della finale dei 100 m in una serata calda e umida (ideale per gli sprinters) e non vi sono partenze false, Asafa Powell parte bene (tempo di reazione 0.145 contro 0.143 del rivale, il migliore è il nigeriano Fasuba con 0.13 ma conta poco)e prende il largo fino ai 60 m, poi la sua meccanica di corsa si inceppa, le frequenze perdono di intensità e il giamaicano finisce addirittura rialzato, rassegnato ad un bronzo che è comunque la prima medaglia individuale importante della sua carriera costellata di record e di strepitose vittorie nei meeting. Tyson Gay mette la freccia e conclude in 9″85 con vento contrario di 0,5 m/s, seguito dal sorprendente bahamense Derrick Atkins, nato in Giamaica, lontano cugino di Asafa, che chiude con uno strepitoso record nazionale di 9″91, Asafa chiude “solo” in 9″96. Dietro Olusoji Fasuba dimostra di essere in progresso di condizione con un buon quarto posto in 10″07, Churandy Martina delle Antille Olandesi è quinto in 10″08, il britannico di colore Devonish, alla miglior stagione della carriera a 31 anni, chiude sesto in 10″14 ed è il miglior europeo (il connazionale Lewis-Francis non si era qualificato di un soffio, battuto da Fasuba per 1/100) davanti al sorprendente sloveno Matic Osovnikar, bronzo europeo un anno fa a Goeteborg, unico bianco nella finale dei figli del vento, settimo con un discreto 10″23 che però fa un po' rammaricare per l'assenza di Collio in semifinale (Osovnikar si era qualificato con 10″17 nella prima vinta ancora da Atkins su Powell mentre l'ottavo della finale, il ritrovato trinidegno Marc Burns, con 10″21 aveva bruciato al fotofinish l'ex-campione del mondo di St. Kitts and Nevis Kim Collins, contro il personale di Collio di 10″18 realizzato al Golden Gala in una serata simile a questa).

E dopo la doverosa partenza dedicata alla finale dei 100 maschili, vediamo le altre gare, con un occhio rivolto ai nostri atleti.
Nella 20 km di marcia partita alle ore 8 locali a causa del caldo e dell'umidità a livelli insopportabili Ivano Brugnetti, il trentenne milanese campione olimpico ad Atene 2004 dopo aver vinto giovanissimo l'oro della 50 km a tavolino ai Mondiali di Siviglia di fine secolo scorso per la squalifica per doping (sopraggiunta due anni dopo!) del russo German Skurygin, ci ha fatto sognare a lungo, andando in fuga prima di metà gara ed arrivando a vantare un vantaggio di 18″ al 12° km sul folto gruppo degli inseguitori, ma a ridosso del 15° km, quando già aveva il fardello di due ammonizioni per sospensione irregolare, è stato dapprima raggiunto dal gruppo, poi si è involato con il formidabile ecuadoregno Jorge Jefferson Pérez, che ha trovato ancora una volta le condizioni ideali per far valere la sua classe, e dopo 1h01'53″ al nostro portacolori è stata purtroppo comminata la terza e decisiva proposta di squalifica, che ha fatto andare in fumo i suoi sogni di gloria. L'ecuadoregno Pérez ha suggellato una volta di più una carriera strepitosa, degna dei mostri sacri della marcia come il sovietico Golubnikhyi ed il nostro Maurizio Damilano, andando a cogliere il terzo titolo mondiale consecutivo dopo St. Dénis 2003 ed Helsinki 2005, che si aggiunge all'oro olimpico di Atlanta '96, alle tre vittorie in Coppa del Mondo ed ai tre successi ai Panamericani, inclusi gli ultimi di fine luglio scorso a Rio de Janeiro, con un tempo (“alto”) di 1h 22'20″ che ben riflette la difficoltà della gara, e con un vantaggio di 20″ sugli inseguitori, accasciandosi poi subito dopo l'arrivo per dei crampi che fossero arrivati prima lo avrebbero messo ancor di più in difficoltà. Alle sue spalle il favorito spagnolo Francisco “Paco” Fernandez ha invece fatto il tris di argenti mondiali dietro l'ecuadoregno, sua vera bestia nera, con una gara che lo ha visto dapprima in difficoltà di fronte all'incalzare del trionfatore e del bravissimo tunisino Hatem Ghoula, poi, nel rettilineo conclusivo dello stadio, ha innestato una progressione formidabile ma “sospetta” che lo ha portato a beffare il maghrebino in evidente crisi nelle strisce orizzontali dell'arrivo. Tanto “sospetta” che inizialmente “Paquillo”, fin lì senza ammonizioni, era stato addirittura squalificato dalla giuria per “evidente marcia irregolare”! Il provvedimento (molto discutibile) è stato poi ritirato di fronte al reclamo spagnolo. Ma con 1h23'39″, soli 3″ dietro il messicano Eder Sanchez quarto, un grandissimo Giorgio Rubino, laziale di 23 anni di belle speranze, con una splendida gara in rimonta è riuscito a chiudere in un bellissimo quinto posto che lo consacra nell'èlite mondiale. Ottimo decimo la nostra grande speranza per l'intera rassegna iridata, ma sulla gara dei 50 km di sabato 1° settembre, l'altoatesino 21enne Alex Schwazer con 1h24'39″, preceduto, oltre che dai citati, dall'irlandese Heffernan, dall'australiano Adams, dal norvegese Tysse e dall'ex-campione mondiale russo Ilja Markov.

Nella terza finale della giornata, il getto del peso femminile, abbiamo avuto un'altra italiana in finale, ma avrebbero potuto benissimo essere due. Mentre la padovana dalla simpatia travolgente Chiara Rosa nelle eliminatorie mattutine aveva chiuso con una grande quinta misura di qualificazione con 18,77, la campana Assunta Legnante, splendida quarta un anno fa agli Europei di Goeteborg, ha chiuso 13. e prima delle escluse con un deludente 18,19, a pari misura con la russa Avdeenko, che però aveva un secondo lancio inferiore. Il rammarico è accentuato dal fatto che l'ultima delle qualificate era la grande favorita della gara e campionessa in carica, la bielorussa Nadezhda Ostapchuk, capace solo di un 18,23 al primo lancio di qualificazione (e la penultima è stata la campionessa olimpica cubana Cumbà con 18,29). La gara di finale non è stata però entusiasmante, anche se Chiara ha conquistato l'ottavo posto per i tre lanci conclusivi con 18,35 che ha poi migliorato con 18,39 al quarto lancio, chiudendo comunque ottava. Le emozioni per le medaglie non sono mancate.
La bielorussa Ostapchuk ha cercato di fare subito dimenticare i brividi della qualificazione aprendo con un 20,04 al primo lancio che la issava in testa, seguita però ad un soffio dalla neozelandese Valerie Adams-Vili con 19,89. Nei lanci successivi la Vili non demordeva, piazzando ancora 19,74, 19,80, nullo al quarto ed un 19,95 al quinto che la portava ad una manciata di cm dalla campionessa in carica, che invece non dava segni di ulteriore miglioramento. Alle loro spalle la tedesca Nadine Kleinert risorgeva dal letargo dimostrato tutta la stagione con un buon 19,45 al secondo lancio che scavalcava la giovane connazionale Petra Lammert, fin lì terza con 19,33. Nei due ultimi lanci di finale la Kleinert, già argento mondiale (doppio) ed olimpico, cercava addirittura la vittoria, portandosi a 19,77 e 19,72 rispettivamente. Andava allora in pedana la Vili, che nell'ultimo lancio esplodeva uno strepitoso 20,54, record del Commonwealth e miglior prestazione mondiale dell'anno, che la portava in testa, a dieci anni di distanza dell'altro oro all-black nei lanci femminili, quello della discobola Beatrice Faumuina ad Atene 1997. Nadezhda Ostapchuk aveva l'ultimo lancio della gara a disposizione e cercava quindi di raccogliere le ultime forze e se ne usciva con un 20,48 che sfiorava solo il secondo oro mondiale consecutivo per lei.
Dietro la cinese Ling Li aveva già superato a sua volta la Lammert con 19,38 per il quarto posto, seguivano le connazionali Mejiu Li con 18,83 e Lijiao Gong con 18,66. Solo nona e fuori dai lanci di finale la vincitrice di Coppa Europa, la russa Anna Omarova con 18,20, decima l'ex-campionessa mondiale bielorussa Korolcik-Pravalinskaya al rientro dopo la squalifica per doping, agli ultimi due posti le cubane Gonzàlez e Cumbà.

Ma per le atlete azzurre c'era già stata una altra gara appassionante. Nella prima semifinale degli 800 la piccola modenese Elisa Cusma Piccione, figlia dell'ex-campione europeo dei pesi piuma di pugilato Lucio, si era inserita nel treno lanciato dalla possente bielorussa Svetlana Usovich, che aveva chiuso una gara tutta di testa con il personale di 1'58″11 dopo un passaggio ai 400 in 58″, ed aveva chiuso al quarto posto dopo una bella volata con altri mostri sacri con il suo nuovo personale di 1'58″63, che migliora di 27/100 il tempo fatto sulla magica pista di Rieti la stagione scorsa. La campionessa europea, la bella russa Olga Kotlyarova, si era già qualificata con il secondo posto, mentre la biondina slovacca Lucia Klocovà aveva beffato nel finale di un solo centesimo la nostra Cusma, arrivando anch'essa al personale. Sembravano tempi da finale, come testimoniava la seconda semifinale, vinta dalla russa Klyuka sull'esperta spagnola Martinez con un 1'58″97 che dava come tempo di possibile ripescaggio solo un 1'59″51 della marocchina Amina Ait-Hammou (solo mestamente ottava la campionessa mondiale uscente cubana Zulia Calatayud, eliminata anche un'altra favorita, la giamaicana Sinclair solo quinta), ma c'era ancora da attendere la terza batteria per sancire un risultato strepitoso: la prima qualificazione di un'italiana in una finale mondiale degli 800!
Purtroppo lì il treno della kenyana Janeth Jepkosgei, anch'essa rinata dopo un anno fin qui incolore, era ancora più impetuoso: 56″8 ai 400 (!) ed un 1'56″17 di oltre 2″ miglior prestazione mondiale dell'anno. Dietro di lei l'altra marocchina Hasna Benhassi argento olimpico e mondiale ad Atene ed Helsinki rimontava Maria Mutola in curva e chiudeva con un grande 1'56″84, mentre la Mutola stessa (all'ennesima finale a 35 anni suonati, stavolta non sarà la favorita) e la slovena Brigitta Langerholc, già finalista olimpica ed europea, si aggiudicavano i tempi di ripescaggio con 1'56″98 ed il personale di 1'58″41. Peccato quindi per la 26enne ragazza con le treccine, ma è arrivato un grande tempo, il secondo italiano di sempre, ad 1″ scarso dal record di Gabriella Dorio più vecchio di lei (risale al 1980…)e la conferma che la minuta emiliana è davvero entrata nel Gotha del mezzofondo femminile.

Si è chiusa anche l'avventura di Gianni Carabelli, che nella terza semifinale dei 400 hs ha chiuso solo settimo con 50″35, lontano 2″ dai tempi necessari per il ripescaggio. In questa gara, grande prima semifinale del polacco Plawgo, capace di correre in nona corsia in 48″18 e di battere il favorito americano James Carter, che ha dovuto sudare non poco per imporsi sui ripescati Danny Mc Farlane (vecchia volpe giamaicana) e Derrick Williams, mentre nella seconda è avvenuto il patatrac per il campione mondiale in carica Bershawn Jackson, in testa fino al 10° ostacolo che si è però dimenticato di …saltare, calpestandolo e buttando alle ortiche una qualificazione tranquilla, appannaggio del rinato dominicano Felix Sànchez, dominatore della prima parte del millennio fine ad Atene 2004, in un ottimo 48″35, e dell'altro outsider greco Periklis Iakovakis. Ottima vittoria infine nella terza per l'altro favorito americano Kerron Clement, che ha controllato battendo di un soffio la sorpresa canadese Kunkel. Appuntamento per una gara che si preannuncia molto incerta per martedì 29.

Daniela Reina può invece proseguire sui 400 femminili, la camerte ha ottenuto la qualificazione alle semifinali piazzandosi quinta nella quinta batteria con un discreto 52″02, miglior tempo stagionale, che le è valso il penultimo tempo dei ripescaggi, mentre la vittoria con un ottimo 50″46 è andata alla rientrante inglese Ohuruogu. Nella quarta batteria buona impressione della giamaicana Novlene Williams, impostasi in scioltezza con 50″21.

Non ce l'ha fatta l'altoatesino Hannes Kirchler nelle qualificazioni del disco maschile che hanno chiuso la sessione mattutina. Con una serie di 57,09 – 60,28 – 60,34 si è piazzato lontano dalle misure che servivano per la finale (ultima misura 62,68 del qatariano Al-Dosari). In questa prova Alekna e Kanter hanno destato una buona impressione con lanci oltre i 67 m, il quarto nella gara del peso, l'olandese Rutger Smith, ha fatto il personale con 66,60, mentre è stato eliminato l'ex-sudafricano ora finlandese per matrimonio (ha sposato la bellissima ex-triplista Koivula) Frantz Kruger che sembrava in forma nelle ultime gare con 60,72.
Chiusa la giornata degli italiani, è doverosa l'attenzione per il miglior risultato tecnico fin qui dei Mondiali, il record europeo nell'eptathlon della grande Carolina Klueft. Con 7032 punti l'imbattibile scandinava ha migliorato di 31 punti il risultato ottenuto vincendo il suo primo oro mondiale a Parigi nel 2003 (seconda di sempre dopo la fenomenale Jackie Joyner-Kersee), con parziali di 13″15 (personale eguagliato) nei 100 hs, 1,95 (personale e terza misura di sempre in Svezia) nell'alto, 14,81 nel peso e 23″38 nei 200 conclusivi nella prima giornata, poi 6,85 (vento + 1) nel lungo, 47,98 (personale) nel giavellotto e 2'12″56 negli 800 conclusivi. A soli 24 anni la fidanzata di Svezia può vantare tre titoli mondiali, un titolo olimpico e due titoli europei, senza contare gli allori giovanili! Dopo il forfait della rivale Eunice Barber, degna comprimaria è stata l'ucraina Lyudmila Blonska, già squalificata per doping, che con 6.832 punti ha stabilito il record nazionale a sua volta (parziali di 13″25-1,92-14,44-24″09-6,88-47,77-2'16″68), mentre la più esperta Kelly Sotherton ha vinto l'ennesimo bronzo della sua carriera sconfiggendo nel derby inglese la giovane Jessica Ennis (comunque miglioratasi) con 6.510 punti contro 6.469. In lizza per le medaglie è stata fino all'ultimo anche la tedesca Lilli Schwarzkopf, che ha chiuso a sua volta col personale di 6.439 punti, così come l'esperta lituana Austra Skuyité (6.380, penalizzata da un 2'23″76 negli 800 conclusivi), l'altra tedesca Jennifer Oeser (personale di 6.378), l'altra ucraina Natalia Dobrynska (6.327). L'attesissima russa Tatyana Cernova si era ritirata al termine della prima giornata dopo una serie di risultati non brillanti.

Appuntamenti per la terza giornata di questi splendidi ma purtroppo ancora infruttuosi per gli azzurri mondiali giapponesi:
Mattino di Osaka (notte italiana):
h.10.00/11.30 (3.00/4.30 ora italiana) LANCIO DEL DISCO donne, qual.
h.10.10 (3.10 ora italiana) 100H donne, batt.
h.10.30 (3.30 ora italiana) SALTO IN LUNGO donne, qual.
h.10.40 (3.40 ora italiana) SALTO IN ALTO uomini, qual. (Bettinelli e Nicola Ciotti)
h.10.50 (3.50 ora italiana) 400H donne, batt.
Pomeriggio:
h.19.30 (12.30 ora italiana) MARTELLO uomini, FINALE
h.20.00 (13.00 ora italiana) 100 donne, semi-finale
h.20.20 (13.20 ora italiana) 3000 SIEPI donne, FINALE
h.20.30 (13.30 ora italiana) SALTO TRIPLO uomini, FINALE
h.20.40 (13.40 ora italiana) 1500 uomini, semi-finale (Obrist)
h.21.10 (14.10 ora italiana) 400 donne, semi-finale (Reina)
h.21.40 (14.40 ora italiana) 10.000 uomini, FINALE
h.22.20 (15.20 ora italiana) 100 donne, FINALE

Diretta televisiva h.2.40-5.30, 12.25-12.55, 13.30-15.45 RAI 2, su Rai Sport sat tutte le gare senza interruzioni e rubrica finale riassuntiva in ora serale.

fonte: IAAF / Foto: www.mittelbayerische.de

ALLEGATO: ANet_news_Risultati_del_2°_giorno_26.8.2007.txt (69 Kb)

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