MONDIALI OSAKA – TERZA GIORNATA

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Si è conclusa la terza giornata di questi caldi campionati del mondo con pochi azzurri in gara, con l’assegnazione del titolo di regina dei 100, con un regale Bekele sui 10000 e con molto altro.

Gli azzurri

Giornata molto sbiadita per i colori azzurri. Si sapeva che le speranze di vedere cose esaltanti erano misere e così è stato.

Nel mattino giapponese sono stati molto sfortunati i nostri altisti Bettinelli e Nicola Ciotti a mancare la qualificazione per 3 cm, entrambi a 2.26.
Il caldo, unito al mattino, momento della giornata in cui i piedi non sono ancora al massimo della reattività, non ha aiutato i nostri saltatori da cui ci si aspettava magari una sorpresa.

Durante il pomeriggio è stata la volta di Christian Obrist e Daniela Reina.

Nella semifinale dei 1500 non era assolutamente facile andare avanti, in una gara tattica in cui bisogna avere ancora tanta benzina nel finale e quell’elasticità necessaria per il cambio di ritmo. Il 3:42.93 con cui ha chiuso Obrist è lontano quasi due secondi dalla speranza di ripescaggio.

Lima, invece, il suo record stagionale la marchigiana Daniela Reina con 51.99. A lei era improponibile chiedere un accesso alla finale, ma forse sperava, come ha detto ai microfoni, un tempo intorno ai 51.50 (senza le batterie sulle gambe questo obiettivo sarà sicuramente raggiungibile).

Le finali

Sono serviti diversi minuti per interpretare il photofinish dei 100 donne e sguardi surreali fra Lauryn Williams e Veronica Campbell prima dell’ufficialità: pochissimi millesimi hanno deciso il passaggio dello scettro dall’americana alla giamaicana, entrambe a 11.01.

Il 10.99 della Campbell in semifinale faceva sperare bene quanto la bella corsa elegante di Torri Edwards in 11.02 dell’altra semifinale.
In finale le carte si sono però scambiate: la Edwards con 11.05 non è nemmeno riuscita a salire sul podio battuta dalle due connazionali presenti, Williams appunto e Carmelita Jeter con 11.02.

Da notare l’ottima prova di Lauryn Williams che, dimenticando tutti i pronostici a sfavore, ha fatto sia una stagione che un mondiale in crescendo, in cui solo i millesimi le hanno tolto la soddisfazione del secondo titolo iridato.

Per la Campbell quest’oro è solo un mattoncino in attesa dei 200, in cui incontrerà altre americane agguerrite, e della staffetta 4×100.

Da segnalare il quinto posto di Kim Gevaert in 11.05 davanti alla francese Arron 11.08, a Kerron Stewart 11.12 e alla nigeriana Osayomi.

Poco prima della finale dei 100 andavano in scena i i 25 giri dei 10000 uomini con i fari puntati sul grande favorito Kenenisa Bekele.
E’ subito partito forte l’eritreo campione di corsa campestre Tadese, dalla corsa spalle avanti un po’ forzata, cercando di imporre di un certo ritmo.
Questa scelta non è dispiaciuta a Kenenisa Bekele, amante dei ritmi sostenuti.
Al penultimo giro si è iniziato a staccare un gruppetto formato dagli etiopi Bekele e Sihine e dal keniano che vive in Giappone Martin Irungu Mathathi.
L’attacco di Sileshi Sihine all’ultimo giro sembrava aver messo in seria difficoltà Bekele ma così non è stato. Il primatista del mondo si è ripreso, ha agguantato il connazionale ed è giunto al traguardo con un cospicuo vantaggio con il tempo di 27:05.90.
Dietro di lui si sono piazzati Sihine 27:09.03, Mathathi 27:12.17 e Tadese 27:21.37, con tutti gli altri molto più lontani.

Altra finale dai contenuti di primissimo livello è stata quella dei 3000 siepi donne dove la Volkova, oltre a stabilire il nuovo record dei campionati e il nuovo record europeo, si è piazzata con 9:06.57 al secondo posto della lista all-time.
Dietro di lei a suon di personale troviamo l’altra russa Petrova in 9:09.19 mentre la keniana Jepkorir completa il podio staccatissima a 9:20.09.
Clamoroso, invece, il settimo posto della favorita delle russe, in quanto primatista del mondo e leader mondiale stagionale, Samitova-Galkina.

Molto belle anche le due finali dalle pedane.

Stupenda quella del martello maschile.
Nei primi turni di lanci il più in forma di tutti sembrava Kozmus, che lanciava 80m con una facilità disarmante.
Ma quando il bielorusso quasi primatista del mondo Tiskhan è sceso in pedana per l’ultimo turno è emersa una classe immane e non ce n’è stata per nessuno: 83.63, migliore prestazione mondiale dell’anno, gl’è valso l’oro e la gloria.
Dietro di lui bravissimo lo sloveno Kozmus con 82.29, Charfreitag con il personale di 81.60 davanti di soli 3 centimetri all’altro bielorusso Devyatovskiy.

Il salto triplo ci regala la definitiva e importante consacrazione del portoghese Nelson Evora, esplosione che i più esperti attendevano.
Con un 17.41 al primo salto ha messo subito le cose in chiaro dimostrando un gran momento di forma, ma quello che ha prodotto al terzo turno è di livello straordinario: dopo aver azzeccato un bell’asse di battuto, è riuscito a mantenere una velocità d’esecuzione che l’ha portato al fantastico record nazionale di 17.74 +1.4.
Jadel Gregorio era forse l’unico in grado d’impensierirlo. Il gigante brasiliano è riuscito stavolta a fare un’ottima misura anche lontano dal suo Sudamerica con 17.59 +0.3 (da notare che i giudici gl’hanno misurato un nullo a 17.86).
Non potevano invece impensierire il portoghese (originario delle isole di Capoverde) Walter Davis, bravo ad agguantare il podio con 17.33 ma chiaramente fuori condizione, il cubano Osniel Tosca, molto piacevole da veder saltare e molto continuo ma non oltre 17.32, l’americano Wilson dall’azione un po’ forzata con 17.31 o l’inglese Idowu che supera i 17 e rischiava di non esserci per problemi fisici.

Qualificazioni, batterie e semifinali

Senza colpi di scena le batterie dei 100h donne in cui le migliori hanno tutte passato il turno. Tutte le migliori atlete hanno cercato di rispiarmarsi per i turni successivi con il miglior tempo di 12.66 che viene dalla svedese Susanna Kallur. Osaka sta portando bene all’interessante giovane australiana dell’86 Sally McLellan che, dopo il personale di 11.17 e l’accesso alla semifinale sui 100, supera anche il turno dei 100h.

Senza uscite importanti anche le batterie dei 400h donne in cui molte atlete sono scese già con facilità sotto i 55. Sto parlando di Yuliya Pechenkina 54.50, Tiffany Ross-Williams 54.24, Tetiana Tereschuk-Antipova 54.74 e Jana Rawlinson 54.77.

Belle semifinali dei 1500 in cui si possono fare delle interessanti considerazioni in vista della finale di dopodomani. Non è piaciuto Alan Webb che ha sofferto tantissimo nel finale mentre sono piaciuti Ramzi, assente durante la stagione ma con le idee ben chiare per questi mondiali, e l’altro statunitense Bernard Lagat dominatore nel finale della prima serie.

Anche le semifinali dei 400 donne ci regalano alcuni spunti e alcune atlete sotto i 50, nonostante l’assenza della regina Sanya Richards.
Nella prima semifinale la giamaicana (favorita) Novlene Williams impressiona correndo un tempo da oro di 49.66, vicinissima al suo PB; lontana dietro di lei ma in netta crescita Ana Guevara in 50.19. Natasha Hastings esce con 51.45, ma va capita perché la sua stagione è stata infinita e il futuro, quando cambierà programmazione, probabilmente sarà con lei.
Dalla seconda serie emerge una fortissima Nicola Sanders in 49.77 che non dovrebbe sorprendere se si pensa che alle indoor correva in 50 netti; poco dietro di lei la russa Antyukh in 49.93 e una DeeDee Trotter ripescata in 50.31.
Nella terza serie qualificazioni per l’inglese Ohuruogu e per l’americana Wineberg di poco sopra i 50.

Dalle pedane altre qualificazioni in mattinata.

Nel disco femminile escono entrambe le americane Breisch e Powell che erano andate fortissimo quest’anno in certe gare ventose, così come esce Pospíšilová-Cechlová, atleta forte e d’esperienza. Miglior lancio quello di Franka Dietzsch con 65.17.

Eccezionale la pedana del lungo che già in qualificazione regala misure da podio: sia Kolchanova che Gomes 6.96, la brasiliana Maggi 6.95, la tedesca Kapller 6.85 ma anche buon 6.84 della Lebedeva e 6.83 per la giovane dell’86 Brittney Reese (personale). Con l’ultima misura delle qualificate accede alla finale facendosi il regalo di compleanno anche la campionessa in carica Tiaanna Madison con 6.59, latitante su misure modeste quet’anno. Fuori Eunice Barber che aveva già rinunciato all’heptathlon per problemi fisici.

Squalificati di prestigio dall’alto maschile: tutti e tre gli americani Williams, Dilling e Nieto, l’ucraino campione in carica Krymarenko, il russo Tereshin che era addirittura tra i favoriti e il ceco Ton.

Appuntamenti per la quarta giornata:

Mattino:

h.10.00/11.25 (3.00/4.25 ora italiana) Martello donne, qual.
h.10.10 (3.10 ora italiana) 400 uomini, batt.
h.11.10 (4.10 ora italiana) 200 uomini, batt.

Pomeriggio:

h.19.30 (12.30 ora italiana) Asta donne
h.19.30 (12.30 ora italiana) Disco uomini
h.19.35 (12.35 ora italiana) 100h donne, semi
h.20.10 (13.10 ora italiana) 200 uomini, quar
h.20.50 (13.50 ora italiana) Lungo donne
h.20.55 (13.55 ora italiana) 3000st uomini
h.21.20 (14.20 ora italiana) 800 donne
h.21.40 (14.20 ora italiana) 400h donne, semi
h.22.20 (15.20 ora italiana) 400h uomini

Diretta televisiva h.2.40-5.30, 12.25-12.55, 13.30-15.45 RAI 2, su Rai Sport sat senza interruzioni.

fonte: Iaaf – Foto: www.jonesbahamas.com

ALLEGATO: ANet_news_Mondiali_di_Osaka_-_Risultati_terza_giornata_27.8.2007.rtf (35 Kb)

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