BRONZO PER L’AZZURRO SCHWAZER NELLA 50 KM DI MARCIA

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Seconda medaglia azzurra ai Mondiali di Osaka. Alex Schwazer di Calice di Racines a 22 anni è riuscito a vincere il suo secondo “metallo” ad un Mondiale, un bronzo come due anni fa a Helsinki. Nessuno prima di lui a questa età è riuscito in questo. Oro al primatista mondiale Nathan Deakes (Australia) in 3h43:53 davanti al campione europeo Yohan Diniz (Francia) in 3h44:22 e Schwazer in 3h44:38. Al traguardo lacrime sul volto di Schwazer, ma stavolta non di gioia. Schwazer era inconsolabile perché si è reso conto di aver perso l’oro per una partenza troppo prudente.

Alex Schwazer è un perfezionista, uno molto determinato che vuole diventare il più forte al mondo. Solo così si può capire la sua rabbia immediatamente dopo l’arrivo e la conquista della sua seconda medaglia di bronzo ai Mondiali. Dopo 3h44:38 di gara, Schwazer in versione senza barba,si e' levato il cappellino dalla testa e lo ha gettato a terra, scoppiando in lacrime. Ha fatto l’impressione di uno che ha appena fatto due passi in giardino e non la gara più massacrante dei Mondiali di atletica. Schwazer è il primo nelle storia ad aver vinto due medaglie all’età di 22 anni. Due medaglie nell’atletica, la regina degli sport, e praticata in tutto il mondo come sottolineano le 203 nazioni partecipanti. Quello, che il biondo di Calice di Racines, piccola frazione di appena 8 case ai piedi del passo Giovo a quota 1443 metri, è riuscito a fare, è un’impresa fantastica. Un a pietra miliare per lo sport altoatesino e non solo. Per l’Italia è la seconda medaglia vinta ad Osaka, e la 36esima nella storia (11 ore, 13 argenti, 12 bronzi). Ben 12 sono arrivate dalla marcia.

Schwazer era inconsolabile. Sapeva che aveva perso una grande occasione. Nessuno quest’anno è stato più veloce di lui ed anche in questa gara ha dato un’ottima impressione. “Il migliore è arrivato terzo. Purtroppo ha fatto l’errore di sottovalutazione propria, altrimenti avrebbe stravinto“, ha detto il bolzanino Franco Bragagna, telecronista della RAI. Schwazer così come il suo allenatore Sandro Damilano si aspettava un tempo finale di oltre 3h50. La tattica è stata costruita su questa valutazione rivelatasi sbagliata. Nel finale è tornato sotto a francese Diniz, avvicinandosi fino a 16 secondi, ma ormai i giochi erano fatti. Per Schwazer si trattava della sua prima gara in Asia. Con i suoi 22 anni per uno sport di resistenza è molto giovane. L’esperienza di oggi gli potrebbe essere utile già l’anno prossimo in occasione delle Olimpiadi di Pechino, dove le condizioni climatiche saranno simili.

Il commento di Schwazer subito dopo la gara:
„Sono molto deluso. Ho sbagliato tattica. È stata la mia prima 50 km a queste condizioni climatiche. Volevo iniziare la gara in modo prudente. Ora so che era troppo prudente. Avrei dovuto seguire il passo dei primi. Sono contento della medaglia, ma con il mio corpo e con la forma che ho, avrei dovuto vincere. Deakes ha fatto una gara perfetta. Ha più esperienza di me. Faccio i complimenti a chi sta davanti a me, perché oggi sono stati più forti di me. A 22 anni sono l’unico con due medaglie ai Mondiali. È una grande stagione per me grazie a questa medaglia, i tre titoli italiani ed il primato stagionale mondiale. Ringrazio tutti che mi hanno dato una mano, soprattutto il mio allenatore Sandro Damilano.

La gara:
Alle 7 di mattina 28 gradi e 55 per cento di umidità alla partenza. Alle 8 poco sopra l’asfalto vengono misurati 40 gradi.

Km 5: Schwazer inizia la gara come previsto con tempi intorno al 4:40 a chilometro. Partono i primi due fuggitivi, ma tra i favoriti nessuno si spaventa

km 10: Schwazer marcia alla fine del gruppo degli inseguitori assieme a tutti i favoriti. Al decimo chilometro è in 12esima posizione.

Km 14: Deakes e Diniz si allontanano da Schwazer. Diventerà decisivo nella lotto per il titolo.

Km 15: Schwazer mantiene il suo ritmo.

Km 20: Schwazer è sempre decimo. Il distacco da Deakes aumenta a 1:29.

Km 25: Schwazer avanza in settima posizione. Il suo ritmo rimane invariato. Il distacco da Deakes però è aumentato ancora: 2:11. Diniz è alle spalle dell’australiano.

Km 30: Schwazer rimane in settima posizione. Fa crescere il suo distacco da Deakes fino a 2:46. Solo in quel momento, il 22 enne Carabiniere mette un’altra marcia. Da qui fino all’arrivo Schwazer risulta il più veloce quasi su ogni chilometro.

Km 35: Schwazer riduce lo svantaggio su Deakes a 2:19. Ha guadagnato una posizione. Ora è sesto. Marcia 4:20 al chilometro, qualche volta scende addirittura sotto i 4:15.

Km 38: Schwazer riesce a liberarsi da Nishegorodov. Il russo, vice campione olimpico, lo aveva accompagnato fino a qui. Poco dopo sorpassa con facilità anche il giapponese Yamazaki. Schwazer ora è in piena zona medaglia, al terzo posto.

Km 40: Dal 35esimo al 40esimo chilometro il distacco da Deakes rimane quasi invariato. Questa parte della gara diventa decisiva per la conquista della medaglia d’oro. Diniz dopo la seconda ammonizione perde 39 secondi su Deakes.

Km 45: Schwazer è il più veloce di tutti. Sui due davanti a lui recupera però solo pochi secondi al chilometro.

Km 50: Sugli ultimi chilometri Deakes controlla la gara. Schwazer recupera ancora parecchio. Al traguardo gli mancano 16 secondi per l’argento e 45 per l’oro. Schwazer dà l’impressione di non aver speso tutto. Chiudo l’ultimo chilometro con un incredibile 4:08.

fonte: Fidal Bolzano – Markus Kaserer

ALLEGATO: ANet_news_Profilo_di_Alex_Schwazer_1.9.2007.doc (32 Kb)

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