MONDIALI OSAKA – OTTAVA GIORNATA: SCHWAZER CI RESTA DI BRONZO

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GLI AZZURRI

E’ medaglia di bronzo, un bronzo che per tutto il movimento dell’atletica italiana è una gioia immensa, una boccata d’aria fresca su questa edizione mondiale finora senza acuti (se si esclude l’argento, in parte atteso ma tutt’altro che scontato di Howe)… ma lui, il 22enne bolzanino di Calice, deve ancora metabolizzarla: sicuramente più passeranno le ore e più capirà il capolavoro fatto, la riconferma della splendida sorpresa di 2 anni fa in terra di Finlandia quando fu splendido terzo e unica medaglia azzurra della spedizione. La rabbia evidente nei gesti, le lacrime quasi inconsolabili, le parole di rimprovero contro se stesso ai microfoni della Rai dovranno essere rivalutati con serenità perché questa medaglia è comunque importante: importante perché gli ha dimostrato di non essere stato solo una meteora “finlandese”; è importante perché ha cancellato la delusione dello scorso anno agli europei di Goteborg; è importante perché sicuramente darà nuova fiducia e esperienza a questo giovane campione. Quella esperienza che probabilmente se avesse avuto in questa mattinata giapponese (notte italiana), non gli avrebbe fatto lasciare andare troppo presto il gruppetto dei fuggitivi e perdere quel terreno, che neanche un finale incredibile come è stato il suo, gli ha permesso di riguadagnare. Ma si sa, con i se e con i ma non si va da nessuna parte: dovrà essere contento di questa medaglia, perché come lui stesso ha detto, vincerne una è il sogno di tutti gli atleti; ma giustamente, sempre dalle sue parole, lui si era allenato per l’oro di questo mondiale, questo era il suo obiettivo e come sempre, mancare un’obiettivo (non importa quanto questo sia grande) lascia sempre un po’ d’amaro in bocca!
Dei dettagli della gara è già stato detto: resta il risultato finale, quel 3:43’53” con il quale l’australiano (che quest’anno per gareggiare in Europa si è trasferito per il periodo estivo in Toscana) Nathan Deakes, che con questa medaglia ha suggellato il record del mondo sulla distanza che già deteneva. Secondo, il francese Yohan Diniz, campione europeo 2006 a Goteborg, che ha marciato nel tempo di 3:44’22”, giusto 16” in meno di Schwazer (3:44’38”).
In gara con lui c’erano anche Diego Cafagna, che è stato 18esimo con il tempo di 4:06’03” e Marco De Luca, che si è ritirato.

Per l’Italia oggi era impegnata anche Silvia Weissteiner nella finale dei 5000m: anche lei altoatesina (vive a Casateia, frazione di Racines; Racines è anche il comune di Calice, dove vive Schwazer); per lei le ambizioni erano più personali, ma la 28enne allenata da Ruggero Grassi non ha tradito: come sempre nelle grandi manifestazioni, si è saputa muovere nel gruppo, non perdendo mai contatto con le più forti atleti africane, e riuscendo (grazie anche ad un ritmo non infernale impostato dalla keniana Vivian Cheruiyot) a farsi trascinare al primato personale. Alla fine è stata 12esima con 15’11”81.

IL PRIMO MONDIALE

La mattinata, oltra alla marcia e le batterie della 4×100 donne, vedeva impegnati i ragazzi del Decathlon; la prima giornata si era chiusa ieri con la rivelazione di questo mondiale, il giamaicano Smith in testa con 4525 punti, secondo posto per Karpov con 4439 punti, terzo per Sebrle con 4434 punti. Per Šebrle, già campione europeo, olimpico e primatista mondiale, la vittoria al mondiale rischiava di diventare un vero tabu. Questa mattina (la notte italiana) invece è riuscito a reagire e risollevarsi, siglando ben 3 migliori prestazioni stagionali, sui 110H (14”33), nel disco (48,75m) e nell’asta (4,80m); ma questo non bastava perché Smith aveva piazzato un 13”91 nei 110h abbastanza notevole, ma anche una bella bordata nel disco con 52,36m (nell’asta aveva ottenuto la stessa misura di Sberle). Anche Karpov si difendeva, facendo meglio del ceco nei 110H (14”03), nel disco (48,95m) e nell’asta (5,00m). Ma alla penultima prova della competizione, il giavellotto, il campione ceco ha tirato fuori dal cilindro una misura eccezionale: alla prima prova ha lanciato a 71,18m siglando anche il suo record personale e lasciando di stucco i diretti avversari; Karpov si è difeso ma non è riuscito a fare meglio di 59,84m, Smith è rimasto lontano con 53,61. A quel punto Roman era in testa alla classifica generale per 44pt davanti a Smith, terzo Karpov.
I 1500 non hanno regalato sorprese: Smith ci ha provato a seguire il ritmo dei migliori, ma Šebrle e Karpov gli si sono incollati come francobolli; all’ultimo giro il giamaicano ha allungato, ma ai 300 anche Šebrle ha reagito (Karpov è rimasto sul passo). Alla fine Smith è stato 4° con 4’33”52 ma Sebrle gli era subito dietro con 4’35”32 e così riusciva a portarsi a casa questa medaglia d’oro che era stata irraggiungibile nelle passate edizioni dei mondiali. La classifica finale ha visto trionfare il ceco con 8676pt, secondo Smith con 8644pt e terzo Karpov con 8586pt.

LA PRIMA VOLTA PER L’AMERICA

Oltre a quella di Šebrle, c’è stata un’altra prima volta in questa giornata del mondiale: è stata quella del primo americano, nella storia dei Campionato del Mondo, a vincere nel salto con l’asta: dopo le prime 6 vittorie del re Bubka, quella dei russi Tarasov (1999) e Markov (2001), quella di Gibilisco nel 2003 e quella dell’olandese Blom nel 2005, a Osaka ha trionfato il 26enne americano Brad Walker (già secondo a Helsinki 2005) con la misura di 5,86m saltata alla prima prova; dietro di lui, si è classificato secondo il francese Romain Mesnil sempre con 5,86 ma saltato alla seconda prova (personale stagionale). A completare il podio di questa specialità che non ha ancora un vero e proprio leader, il tedesco Denny Ecker con 5,80m.

ANCORA ETIOPIA

Dopo la vittoria della Dibaba nei 10000m, anche la distanza più corta, quella dei 5000m è appannaggio dell’Etiopia: la vittoria finale, di una gara condotta su ritmi tattici (prima dalla padrona di casa, la giapponese Kayoko Fukushi e poi dalla keniana Vivine Cheruiyot), l’ha conquistata Meseret Defar con il tempo di 14’57”91 che di per se non ha molto valore, ma impressionante è stato l’attacco che la Defar è riuscita a fare ai 200m dall’arrivo: una volata degna della collega Dibaba. Alle sue spalle le keniana Cheruiyot (14’58”50) e Priscah Jepleting Cherono (14’59”21 per l’atleta che corre in Italia vestando i colori della Camelot). Quinta la medaglia d’argento dei 10000m, la turca di origine etiope Abeylegesse (15’00”88).

CONFERME E RIVINCITE.

Sono stati assegnati anche i titoli dei quartetti veloci: a farla da padrone le squadre di USA e Giamaica, sia in campo maschile che femminile; questi scontri potevano quindi fornire l’occasioni per confermarsi o vendicarsi, ai protagonisti delle gare di sprint quali Powell, Gay, Bolt tra gli uomini e Campbell, Edwards e Williams tra le donne.
In entrambe le gare, hanno dominato gli Usa, ma opposto è stato il valore di queste vittorie: tra gli uomini è stata la conferma di Gay, come re assoluto della velocità in questo mondiale (si porta a casa ben 3 ori!) su Powell; tra le donne invece Williams & C si portano a casa la rivincita sulla giamaicana Campbell che le aveva beffate nei 100m: in realtà la Edwards in ultima frazione ha fatto tremare le americane, a fronte di una Campbell scatenatissima sul lanciato, ma alla fine è riuscita a tenerla dietro per 3 centesimi.

41”98 (miglior prestazione mondiale stagionale) contro 42”01 i tempi di americane e giamaicane; terze e grande sorpresa le belghe capitanate dalla campionessa europea Kim Gevaert, capace con un’ultima frazione impressionante da raccogliere bronzo e record nazionale con le compagne Olivia Boree, Hanna Mariën e Elodie Ouédraogo (42”75). Solo quarta la Gran Bretagna con 42”87 e quinta la Russia con 42”97; ancora peggio la Francia che in mattinata non si era qualificata per la finale correndo in un misero 43”88.

Anche gli uomini hanno dovuto ottenere la miglior prestazione mondiale stagionale per vincere il titolo: con 37”78 Darvis Patton, Wallace Spearmon, Tyson Gay e Leroy Dixon si sono lasciati alle spalle per 11 centesimi la Giamaica di Marvin Anderson, Usain Bolt, Nesta Carter e Asafa Powell (37”89); curioso però che mentre Powell si lanciava nella frazione finale, Gay ha corso la terza evitando quindi sia il primatista mondiale che il vice campione dei 200 Usain Bolt. Terza la Gran Bretagna (Christian Malcolm; Craig Pickering; Marlon Devonish; Mark Lewis-Francis) con il primato stagionale di 37”90.

QUALIFICAZIONI

Si sono svolte anche le qualificazioni delle staffette del miglio.
Per quanto riguarda le donne, la battaglia tra Russia (Yelena Migunova; Natalya Nazarova; Lyudmila Litvinova; Tatyana Levina) e Stati Uniti d’America (DeeDee Trotter; Monique Hennagan; Mary Wineberg; Natasha Hastings) si preannuncia avvincente: entrambe hanno corso fortissimo, rispettivamente in 3’23”49 e 3’23”37. Ma anche Bielorussia e Gran Bretagna hanno ben impressionato correndo in 3’25”14 e 3’25”45 (la Gran Bretagna ha lasciato a riposo la campionessa mondiale dei 400m Christine Ohurougo).
Tra gli uomini, i migliori tempi sono arrivati dalla prima batteria ad opera di Bahamas (Nathaniel McKinney; Michael Mathieu; Chris Brown; Andrae Williams) con 3’00”37, Giamaica (Michael Blackwood; Ricardo Chambers; Leford Green; Sanjay Ayre) con 3’00”99 e Russia (Maksim Dyldin; Vladislav Frolov; Konstantin Svechkar; Denis Alekseyev) con 3’01”07; ma gli Stati Uniti d’America, che hanno corso in 3’01”47 con Bershawn Jackson, Kerron Clement, Darold Williamson e Angelo Taylor restano comunque i favoriti.

Questo il programma orario di domani:

h.7.00 (00.00 ora italiana) MARATONA donne
h.19.00 (12.00 ora italiana) SALTO IN ALTO donne, FINALE
h.19.30 (12.30 ora italiana) 5000 uomini, FINALE
h.19.30 (12.30 ora italiana) LANCIO DEL GIAVELLOTTO uomini, FINALE
h.19.55 (12.55 ora italiana) 800 uomini, FINALE
h.20.10 (13.10 ora italiana) 1500 donne, FINALE
h.20.30 (13.30 ora italiana) 4×400 donne, FINALE
h.20.50 (13.50 ora italiana) 4×400 uomini, FINALE

Diretta televisiva h.23.55(1/9)-3.00, 11.55-13.05, 13.25-14.15 RAI 2.

fonte: Redazione-Giulia Scatena; foto: www.iaaf.org

ALLEGATO: ANet_news_Mondiali_Osaka_-_risultati_7°_giornata_1.9.2007.txt (36 Kb)

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