WELTKLASSE ZÜRICH

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Dopo una lunga pausa riparte il circo della Golden League. La corsa al Jackpot finale con il suo milione di dollari e lo splendido scenario di uno stadio pieno all’inverosimile a tifare per le star dell’atletica.

Tra tutte Sanya Richards e Yelena Isinbayeva, mentre le ambizioni di un’altra grande, Michelle Perry, evaporano al fotofinish nei 100 ostacoli femminili. Il Jackpot finale sembra appartenere sempre più alle regine dell’atletica.

Sanya Richards nei 400 metri ha preferito non correre rischi, con una partenza al fulmicotone ha lasciato subito le sue avversarie alle sue spalle giungendo solitaria al traguardo in 49.36, migliore prestazione mondiale stagionale, alle sue spalle l’atleta giamaicana Williams Novlene 50.85 e la senegalese Thiam Amy Mbacke 50.95.

Il salto con l’asta femminile ha visto il podio appannaggio delle atlete russe, con lo scontro tra Isinbayeva, Feofanova e Golubchikova. La gara che poteva apparire scontata con la formidabile Yelena regina del salto con l’asta e dominatrice in questi ultimi anni delle pedane mondiali, ha invece dato qualche brivido inatteso, quando Yelena ha sbagliato il suo primo tentativo a quota 4 e 75 mentre Svetlana Feofanova superava la misura al primo tentativo e la Isinbayeva sbagliava ancora a 4 metri e 80. Alla fine tutto si risolveva a favore di Yelena quando superata quota 4 metri e 80 riusciva a vincere. Un’ombra è comunque calata sulla vittoria di Yelena tanto da farle dichiarare alla stampa “Ho avuto qualche problema tecnico non so ancora cosa sia successo. Il risultato finale ha visto il podio con Isinbayeva Yelena 4.80, Feofanova Svetlana 4.75 e Golubchikova Yuliya 4.65.

La gara degli ottocento metri femminili poteva sembrare una gara tattica, se non ci fosse stato il cronometro a ricordare il passaggio ai primi 400 metri in 59 e 68. Il gruppo compatto d’atlete, con la nostra Elisa Cusma chiusa nella solita stretta mortale delle migliori al mondo, è transitato al primo giro di pista lasciando trasparire che si sarebbe risolta negli ultimi duecento metri con un tremendo rush finale. La campana dell’ultimo giro ha risvegliato la keniana Janeth Jepkosgei che sì è involata verso il traguardo trascinando le sue avversarie dietro di lei. Subito in difficoltà Elisa Cusma è riuscita nel finale a sfatare quello che sembrava essere il solito copione che la vedeva sempre chiusa tra le giganti degli 800, riuscendo a sgusciare tra le russe Cherkasova e Klyuka la slovena Langerholc e la canadese Cummins agguantando il podio dietro all’imprendibile Jepkosgei e alla spagnola Martínez. Il suo è un risultato che suona come una piccola rivincita dopo la sua mancata finale d’Osaka. Il podio alla fine è stato diviso tra la Jepkosgei Janeth 1:59.03 Martínez Mayte 2:00.42 e Elisa Cusma Piccione 2:00.50.

Nei 3000 metri maschili lascia un’ottima impressione il campione di 1500 e 5000 metri d’Osaka Bernard Lagat. Mentre molte delle medaglie dei mondiali sono apparse poco reattive l’americano è andato a vincere con il tempo di 7:38.77.
Altro atleta in splendida forma è Xavier Carter che sulla pista svizzera è andato a stabilire il record del meeting coprendo la distanza dei 200 metri in 19.92 lasciando lontano il giamaicano Usain Bolt 20.19 e lo svedese Wissman Johan 20.47.

Nel salto in alto femminile Blanka Vlasic conferma la sua leadership vincendo la gara con la misura di 2 metri e 04, con due ottimi tentativi al record del mondo a 2 metri e 10, dietro la croata si è piazzata la medaglia d’oro delle olimpiadi d’Atene Yelena Slesarenko con la misura di 2 metri e 01 terza l’altra russa Savchenko Yekaterina 1.98. Al quarto posto pari merito uno stuolo d’atlete tra cui la nostra Antonietta di Martino ferma alla misura di 1 metro e 90, ma in buona compagnia, con la spagnola Ruth Beitia, la svedese Kajsa Bergqvist e la russa Anna Chicherova.

Nel lancio del giavellotto maschile Andreas Thorkildsen vince la gara con il suo primo e unico lancio alla misura di 89.51, dopo di questo si ritira per evitare di infortunarsi, infatti, la temperatura nello stadio di 13° gradi poteva dare alito a problemi al campione norvegese che ha preferito fermarsi. La competizione è continuata con il campione del mondo Tero Pitkämäki che ha cercato di contrastare il solitario lancio del norvegese senza, però, riuscire ad avvicinarsi troppo . Il risultato finale ha visto Andreas Thorkildsen vincere con 89.51, al secondo posto Tero Pitkämäki 87.44, terzo l’americano Breaux Greer 83.15.
Tra gli altri italiani in gara da segnalare il carabiniere Christian Obrist che sì e piazzato al sesto posto con 3:39.50 nei 1500 metri vinti dal francese Baala Mehdi con 3:38.62

fonte: Iaaf foto Gino Esposito per Atleticanet

ALLEGATO: ANet_news_Risultati_meeting_in_formato_txt_8.9.2007.txt (6 Kb)

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