RAI FIDAL DIRITTI E ROVESCI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Riceviamo da Daniele Martinelli, produttore di filmati di atletica leggera, questo interessante approfondimento relativo ai rapporti economico-giuridici tra Fidal, Rai e organizzatori dei Meetings. Ribadiamo la consueta disponibilità di Atleticanet a pubblicare eventuali repliche, precisazioni ed approfondimenti.
____________________________________________

Un milione e mezzo di euro più i.v.a. E’ l’importo che la Rai ha sborsato in 6 rate trimestrali fatturate alla Fidal per acquistare in sublicenza i diritti d’immagine “in esclusiva” di alcuni appuntamenti da mandare in onda nella stagione 2005-2006, dove si promette particolare riguardo al Golden Gala e al meeting di Rieti per i quali la Rai fa pure da “host broadcaster” (art. 5).

La cifra è scritta nell’articolo 7.1 del contratto stipulato tra i due enti, entrambi pubblici, che curiosamente in maniera “privata” si impegnano a non divulgarne i contenuti, espressi al punto 8.3 in cui sta scritto che le parti si obbligano a trattare con la massima riservatezza i dati di natura confidenziale di cui dovesse venire a conoscenza in relazione all’esecuzione del contratto e a non divulgare e a comunicare in alcun modo in tutto o in parte i citati dati ed informazioni a chicchessia salvo espresso e preventivo assenso della controparte.

Stiamo parlando ovviamente dei 13 fogli dell’accordo scaduto l’anno scorso nel quale all’articolo 12 si legge: il presente accordo ed i crediti da esso derivati non potranno essere ceduti dalla Fidal a terzi in qualsiasi forma, modo né a qualsiasi titolo.

Ricapitolando: la Rai, canale pubblico sostenuto dal canone dei cittadini compra i diritti d’immagine dalla Fidal, a sua volta ente pubblico sostenuto da fondi pubblici, atleti e società affiliate, di una serie di manifestazioni che si disputano in luoghi pubblici (strade o stadi), che a loro volta sono fonte di notizie e di critica di cui ne garantisce il diritto di libertà di espressione l’articolo 21 della Costituzione italiana a rispetto della pluralità delle fonti.

I contenuti di questo scritto sono l'effetto prodotto dal disagio che il sottoscritto ha raccolto tra molti organizzatori di gare di buon livello in giro per l'Italia che non si sanno spiegare i motivi per i quali la Fidal Romana non ha inserito la loro gara nel palinsesto Rai. Qui potete sentire alcune interviste prese a campione [clicca qui per vedere subito il video alla pagina di YouTube] oppure [clicca qui per scaricare il file in formato flv (16mb)]

Quindi ecco che tra le righe dell’accordo elenco in sintesi alcuni punti a riguardo delle manifestazioni 2005-2006:
Alle clausole di apertura A e B si legge che la Fidal, titolare di tutti i diritti delle manifestazioni indicate ai successivi articoli 2.1 2.2. 2.3, cede (nel punto 1.2.) in esclusiva alla Rai tutti quei diritti, sia che vengano organizzati dalla Fidal stessa che dalle società affiliate e che la Rai si impegna a riprendere e/o trasmettere oltre che utilizzare e sfruttare con qualsiasi modo e mezzo tecnologico presente e futuro, in diretta o in differita in tutto o in parte senza limiti di tempo, di numero di passaggi ne' di altro genere nel mondo intero come recita il punto 2 e successivi.

Oltre al particolare riguardo per il Golden Gala e il meeting di Rieti, nel punto 2.1 sono elencate una serie di manifestazioni che la Rai si impegna a riprendere con propri mezzi e a trasmettere compatibilmente alle esigenze istituzionali della rete senza quindi garantirne la messa in onda vera e propria.

Tradotto: la Rai con un milione e mezzo di euro alla Fidal si appropria dei diritti di queste manifestazioni ed espone gli organizzatori a due svantaggi: il primo è che si vedono spogliati di qualunque possibilità di trattare direttamente gli spazi col canale pubblico – magari anche con l'interazione della federazioni regionali e le sedi Rai regionali – il secondo svantaggio è che questi organizzatori non possono permettere ad altre emittenti di riprendere e trasmettere il loro l'evento perché già profumatamente pagato dalla Rai alla Fidal romana, quindi merce congelata in attesa di conferme per la messa in onda.

Condizioni che legano mani e piedi e che permettono alla sola Fidal di interagire con la Rai!

Un’atletica “privatizzata”, che rovescia quella norma costituzionale confusa nel calderone della multiforme e strana realtà italiana accontentata con i famosi tre minuti canonici concessi alle altre fonti…(che pluralità!!)

Così che se la Rai ritenesse – per esempio – “L’isola dei famosi” programma istituzionalmente prioritario su altri, potrebbero in teoria saltare senza appello gare anche come i campionati italiani!

Le polemiche che sono seguite alla mancata diretta della maratona di S.Antonio sede di campionato italiano (finito sul satellite a tarda notte) o la mancata diretta alla maratona di Treviso potrebbero essere spiegate perché probabilmente rimpiazzate da programmi di “impegno istituzionale” come ad esempio la messa in Vaticano!

Nel contratto si legge che per il 2005 la Rai ha acquisito i diritti della Coppa dei campioni di cross di Mantova, maratone di Treviso, Roma, Padova, Torino, Carpi, Venezia, Firenze, Milano, Stramilano, meeting di Torino, Padova, Rieti, Rovereto, campionati italiani in pista indoor e outdoor, oltre ai cross 5 mulini e Campaccio.

L’accordo si integra anche con spazi riservati su Rai sport satellite per altre manifestazioni pianificate con apposite riunioni periodiche tra Fidal e Rai, passibili di variazioni a patto che si rispetti il termine dei 30 giorni di anticipo.

Il punto 2.2 non quantifica ore di trasmissione ma ripete la norma di spazi condizionati dalle esigenze del canale stesso e con riferimento alla necessità che le immagini siano autoprodotte dalla stessa Fidal o dagli organizzatori.

Il punto 2.3 vincola la Fidal a presentare il calendario di massima dell’anno successivo alla Rai entro il 30 novembre e a definire gli appuntamenti da mandare in onda entro il 31 dicembre, pena l’annullamento dell’accordo per l’anno successivo!

Nel testo sta scritto anche che in ogni caso il calendario dovrà contenere le stesse manifestazioni dell’anno prima o di pari rilevanza. (!!)

Ecco forse spiegato il motivo che lamenta Alessandro Confalonieri di Piacenza nell’intervista su Youtube, ossia le maratone in onda in chiaro ogni anno sono sempre quelle probabilmente per comodità, per amicizie consolidate, per diritti acquisiti o per chissà quali altri motivi che dal contratto non emergono.

Come del resto rimane lecito chiedersi cos’è che determina la rilevanza di una manifestazione, chi la decide e con quali criteri se non qualche misterioso figuro interno alla Fidal?

Tra le righe si chiede poi tempestività senza definire vincoli di tempo veri e propri per quanto concerne le comunicazioni di variazione di gare e/o di programmazione che la Rai raccomanda alla Fidal.

Questo aspetto starebbe a dimostrare che la Rai non preclude spazi anche a coloro che si ritrovano a inoltrare la richiesta in Fidal al di là dei canonici 5 o 6 mesi come dice sempre nell’intervista Gianni Usala del meeting di Nuoro.

L’emittenza locale fortunatamente si salva, nel senso che l’accordo prevede che sia concesso alle emittenti locali di rilevanza non regionale la trasmissione delle immagini delle manifestazioni federali, anche in più emittenti a patto che il loro segnale non si interlacci nei singoli territori e che sia rispettato l’embargo delle 24 ore dal momento di messa in onda in Rai, proprio come nel caso di chi scrive…

E aspetto altrettanto curioso che emerge è che non ci sono articoli che vincolano l’emissione di immagini su Internet (ci sarebbe stato da ridere)!

In teoria e anche in pratica non ci sono clausole che vietano a chiunque di riprendere per intero anche il Golden Gala e il meeting di Rieti se questi finissero in rete, magari loggati da Youtube o da yahoo.com che hanno sede legale fuori dall'Italia.

Già perché il vincolo viene posto a tutti i mezzi di diffusione televisiva (satellitare compresa) ma solo a quelle che trasmettono su Hot bird dall’Italia.

Ciò significa che se per esempio un giornalista di Como disponesse di uno spazio sportivo su “Luganosat” (il nome è puramente casuale) potrebbe presentarsi all'organizzatore munito di videocamera per riprendere iò che gli serve e mandarlo in onda (nel rispetto della pluralità e libertà di critica che il milione e mezzo di euro paiono voler affogare)

Nell’articolo 11 la Rai chiede negoziazione per i diritti del 2007, ossia se per espmpio Sky o Sport Italia proponessero un’offerta alla Fidal per acquistare i diritti delle manifestazioni, la Fidal sarebbe tenuta ad informare la Rai per invitarla al tavolo delle trattative!

In definitiva per vedersi la propria gara trasmssa in Rai bisogna un po' “giocarsela” proprio perché il rapporto è strettamente elitario tra l’ufficio stampa federale di Roma e qualcuno dentro la Rai di Saxa Rubra che decidono di volta in volta.

Manca una rete di organizzazione e la possibilità da parte degli organizzatori di poter interagire anche con le sedi Fidal regionali per avere anche solo 10 o 20 minuti di spazi e accontentare i sempre più magri sponsor.

Quindi credo che il consiglio più adatto per chi organizza sia quello di armarsi di caparbietà, inoltrare la domanda per tempo all'ufficio stampa romano e martellarlo di chiamate per seguire passo passo l’evolversi della propria richiesta di spazi che dal contratto SPETTA A TUTTI INDISTINTAMENTE!

Credo non ci siano alternative, santi in paradiso ed euro nel portafogli permettendo…

Daniele Martinelli [e-mail] – [sito web]

fonte: Daniele Martinelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *