70. EDIZIONE DELL’ISTAF DI BERLINO DAVANTI A 70.000 SPETTATORI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Settanta edizioni, ma lo spirito dell'ISTAF di Berlino non li dimostra. Grande pubblico, 70.352 spettatori, ed è quasi un record per la Golden League (ma alla prima edizione, 1° agosto 1937, erano 84.000…).
Diamo subito spazio alla piccola grande impresa di Silvia Weissteiner, 28enne di Vipiteno: è giunta sesta nei 5.000 femminili, purtroppo disputatasi prima del collegamento televisivo internazionale, rimontando addirittura nell'ultimo giro sulle prime e chiudendo in 15'02″65, terza prestazione italiana di sempre, che migliora di quasi 12″ il precedente, realizzato nella magica notte del 16 giugno ad Oslo quando Meseret Defar ha realizzato il primato del mondo. A quando il primo – 15', Silvia???
La gara è stata vinta dalla medaglia d'argento mondiale Vivian Cheruyot in 14'50″78 davanti all'etiope Meselech Melkamu in 14'53″89 ed alla medaglia di bronzo dei Mondiali dei 10.000, la statunitense Kara Goucher, nel personale di 14'55″02.
Malissimo gli altri italiani presenti all'Istaf: ritirato Carabelli dopo 200 m sui 400hs, ritirata Elisa Cusma dopo 500 m degli 800 femminili, solo decimo Fabrizio Donato nel triplo con appena 15,69 quando per entrare almeno nei primi otto di finale bastava un misero 15,91!
E dopo questa doverosa parentesi azzurra, onore alle vere prime delle classe, al duo che si è aggiudicato il jackpot 2007 della Golden League per aver vinto tutte le sei gare della loro specialità disputate ad Oslo, St. Denis, Roma, Zurigo, Bruxelles ed appunto Berlino.
Yelena Isinbayeva, dopo i brividi di Bruxelles, si è imposta stavolta nell'asta femminile con maggiore scioltezza con 4,82 al primo tentativo, andando poi a tentare, in modo un po' velleitario per le sue condizioni di forma, per tre volte il mondiale a 5,02. Alle sue spalle, stavolta Monika Pyrek (4,72 al 1° salto) ha avuto la meglio su Svetlana Feofanova (4,72 al 2°), seguono la francese Boslak con 4,62 e l'argento mondiale, la ceka Badurovà con 4,52 (stessa misura della graziosa astista di casa Silke Spiegelburg, sorella d'arte).
Sanya Richards, dal canto suo, nell'ultima gara femminile non ha avuto ancora rivali (suscitando l'ennesimo rimpianto per l'incredibile quarto posto nei Trials di Indianapolis in giugno che non l'ha qualificata per i Mondiali), scendendo ancora a 49″27 sui 400, miglior prestazione dell'anno. A Stoccarda per le World Athletic Finals saprà migliorarsi ancora? Alle sue spalle, colei che ad Osaka c'è andata a sorpresa e poi ha vinto con ancor maggiore sorpresa (ed inevitabili polemiche): l'inglese di colore Christine Ohuruogu in 50″40, “fresca” di una squalifica di un anno per doping, davanti alla connazionale bianca Nicola Sanders, costante in 50″70, ed alla ex-campionessa del mondo senegalese Amy Mbacke Thiam, quarta in 50″75.
Un gradino sotto (ma di molto poco) va citata la grande rivelazione dell'atletica dell'anno, l'altista croata Blanka Vlasic, che si è imposta per la 5. volta in una tappa della Golden League, oggi “appena” con due metri superati al terzo salto (e tre nulli a 2,06). Un peccato davvero per lei che ad Oslo si fosse fatta superare dalla russa Yelena Slesarenko, qui terza con 1,97 (battuta a parità di misura dalla connazionale Yekaterina Savcenko), altrimenti le regine della Golden League quest'anno sarebbero state (meritatamente) tre.
Un'altra regina che si è confermata tale è stata Janet Jepkosgei sugli 800, che ha dominato da par suo anche se ha chiuso con un 1'58″62 di non particolare rilievo. Dietro di lei la coriacea spagnola Mayte Martinez ha rimontato nel rettilineo l'argento mondiale dei 1.500, la bella russa Yelena Sobolyeva, chiudendo con 1'59″83 contro 2'00″20 della russa e 2'00″28 della bielorussa Svetlana Usovich.
Che dire poi della biondina svedese Susanna Kallur, quarta ai Mondiali sui 100 hs, che fino all'ultimo ostacolo della finale aveva la medaglia d'oro al collo e per un'indecisione si è vista scendere dal podio? Dopo Osaka ha infilato uno stupendo tris di vittorie nelle tappe valide per il jackpot, togliendo ogni velleità di successo alla campionessa di Osaka Michelle Perry (vendetta, dolce vendetta!) che fino ai Mondiali cullava il sogno dell'en-plein. A Berlino Susanna si è anche migliorata con 12″49 (vento + 0,9), tempo di grande valore che possiamo considerare il vero primato di Svezia (visto che la russa naturalizzata Narozhilenko-Engquist ha poi confessato di avere fatto uso di doping…). Alle sue spalle, con grande distacco, la Perry con 12″67 e la giamaicana Delloreen Ennis-London (argento ad Osaka) con 12″69. Poi l'australiana McLellan in 12″74 e la canadese Whyte in 12″75.
Nel giavellotto unico successo per le campionesse di casa, con Christina Obergfoell, primatista europea e argento mondiale, vincitrice con 64,58 all'ultimo lancio davanti alla campionessa ceka di Osaka, Barbora Spotakovà, superata di soli sette cm. Terza la 35enne campionessa europea Steffi Nerius con 64,49!
Nella velocità l'ex-campionessa mondiale dei 100 Lauryn Williams ha rischiato di fare doppietta, ma con un campo di partenza non da finale mondiale. Sui 100 (vento -0,3) si è fatta superare dal bronzo mondiale Carmelita Jeter con 11″24 contro 11″15 (terza la francese Arron, 34 anni compiuti in settimana, con lo stesso tempo della Williams), mentre sui 200 (vento + 1,2) ha chiuso con un non irresistibile 22″95 davanti alla grande delusa dal Giappone Torri Edwards (23″07) ed a una serie di altre atlete tutte sopra i 23 secondi.
Il miglior risultato a livello maschile è stato senz'altro l'88,58 nel giavellotto del campione del mondo finnico Tero Pitkamaki. Qua Tero ha avuto poca concorrenza, fronteggiando solo un 84,50 al secondo lancio dello svedese Magnus Arvidsson, mentre il campione olimpico e grande rivale norvegese Andreas Thorkildsen non ha fatto meglio di 80,71 (quarto posto), battuto anche dall'altro finnico Teemu Wirkkala con 82,54.
Buona anche l'asta, con l'idolo di casa Danny Ecker capace di imporsi con 5,86 alla prima prova dopo due errori a 5,81, superando così il connazionale Bjoern Otto (5,81 alla 1^) ed il campione del mondo americano Brad Walker (5,81 alla 2^).
Grande show anche di Jeremy Wariner sui 400. L'erede e conterraneo di MJ si è imposto in scioltezza con 44″05, lasciando l'argento mondiale Angelo Taylor ad 1″16, battuto anche dal bronzo di Helsinki 2005, il canadese Tyler Christopher, con 45″10. Non male ancora lo svedese Johan Wissman, quinto con 45″41 dietro l'altro texano Williamson con 45″38.
Per il resto, gare combattute ma risultati non eccezionali. Sui 100 (-0,5 m/s) l'ex-gambiano ed ora primatista norvegese Jaysuma Saidy Nduré si è imposto in 10″14 davanti ai due inglesi di colore Marlon Devonish (10″15) e Rikki Fifton (10″17 di personale). Sui 200 Wallace Spearmon, reduce dal bel 19″88 di Bruxelles, ha fatto il bis con 20″22 ed un vento contro di 0,8, davanti al quarto di Osaka Rodney Martin (20″54) ed al giamaicano Marvin Anderson (20″61).
Sui 110 ostacoli il vecchietto Allen Johnson ha approfittato dell'assenza di Xiang Liu e di Trammell per imporsi in 13″33 (vento -0,5) sull'ucraino Sergyi Demidyuk con 13″38, Ryan Wilson con 13″40, Anwar Moore con 13″46 e il bronzo mondiale David Payne in 13″49.
Nel triplo gara risoltasi grazie alla terza misura della serie (!), poiché il vincitore Aarik Wilson ed il campione del mondo portoghese Nelson Evora avevano come prime due misure entrambi 17,07 e 17,02. La terza è stata favorevole a Wilson (17,00 contro 16,74). Terzo l'argento mondiale brasiliano Jadel Grégorio con 16,99.
Ed altra gara decisa di un soffio sono stati i 400 hs, con il polacco bronzo ad Osaka Marek Plawgo capace di rimontare nel rettilineo finale il duo americano James Carter (replay del Giappone!) e Kenneth Ferguson, chiudendo rispettivamente con 49″01, 49″02 e 49″05. Solo quarto il campione olimpico ed argento mondiale Félix Sànchez con 49″93.
Chiusura del meeting con i 1.500 maschili, dove il doppio oro mondiale Bernard Lagat si è fatto rimontare e superare ai 50 finali dall'ex-connazionale più giovane di dieci anni Daniel Kipchirchir Komen, impostosi con 3'34″09 contro 3'34″79. Terzo in 3'35″55 l'altro kenyano Shadrack Korir.
I risultati completi su http://www.tilastopaja.net/db/results.php?Season=2007&CID=10650442.

fonte: Tilastopaja Oy (foto Getty Images)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *