I MONDIALI DI NANI PRAMPOLINI

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Questi Campionati Mondiali organizzati in Italia dal 4 al 15 settembre partivano a priori con un'organizzazione logistica più orientata al successo economico che alle esigenze degli atleti. Gestire una manifestazione con 8900 iscritti e probabilmente 7000 presenti è sicuramente un grosso sforzo organizzativo. (Nella foto di N.Prampolini i partecipanti alla gara di salto in alto M55)

La situazione logistica era favorevole, visto che settembre tradizionalmente è già un mese lavorativo per gli italiani. Tuttavia questo non può aiutare chi, essendo master, ha (ancora…) un lavoro, oltre alla passione per l'atletica. La ricettività alberghiera era discreta, soprattutto per chi si organizzava da solo. Bastava tener presente che la prima settimana era ancora frequentata da famiglie in vacanza, la seconda, a scuole iniziate, più per lo più da pensionati, con un discreto effetto di contrasto con gli atleti. Questi Mondiali si potevano affrontare in vari modi: dedicare due settimane di sport e vacanza, come hanno fatto parecchi degli stranieri e anche qualche italiano, oppure gareggiare partendo la mattina da casa e ritornando in giornata, vista la posizione abbastanza centrale, oppure cercare delle vie di mezzo.

Io, già alle prese con impegni di lavoro e di famiglia, ho cercato comunque di partecipare. Arrivo il mercoledì sera della prima settimana da solo. Mi organizzo per entrare subito nel clima della manifestazione. Vado a cena da Rosa Marchi, che con Barbara Ferrarini e Fabiola Dolcini hanno affittato un appartamento per le due settimane. Alla cena partecipano anche Marie Kay, australiana vincitrice dell'eptathlon W45 (e vincerà anche i 400), Joy Upshaw, californiana W40 che porterà a casa il lungo, 2° nei 100, terza negli ostacoli e nei 200, Cindy Steenberger, texana in finale nei 100 e 200 W50 e Carla Hoppie, quarta nel'eptathlon W50. Arrivano anche Franco Pizzi, reduce da un pesantissimo (clima e organizzazione) decathlon M50 e Alessandro Cipriani, ostacolista M50 ad aiutarmi a tenere alto l'onore dei ragazzi italiani. Serata simpaticissima, giustamente internazionale, nelle migliori tradizioni di queste gare: comunque presto a letto per le gare dell'indomani.

Vado a Riccione e incontro un mare di amici. Impossibile citarli tutti, mi fermo a mangiare con Max Clementoni, grande velocista indomabile, nonostante i tendini provino a rallentarlo. Arriverà in finale nei 100, con le scarpe di gomma come da anni, ma soprattutto arriverrà all'oro nella 4×100 M45 con 44”24 record italiano davanti agli americani. Poi mi sposto a Misano per le batterie dei 400 ostacoli. Non sono in forma, la mia presenza è un po' velleitaria, ma sono iscritto, ci sono anche gli amici in gara ed è sempre bello partecipare. Sulla mia gara meglio sorvolare. La gara è contrastata da un fortissimo vento contrario sul rettilineo iniziale, che fa faticare e sbagliare passi a più di uno: anche i tempi dei migliori sono 3-4 secondi più alti del normale.

La gara di asta W45 si svolge a Misano. E' previsto un bel duello tra le due grandi: Carla Forcellini, 3.40 quest'anno e vincitrice a Helsinki, europei indoor di quest'anno, in una gara rocambolesca e l'olandese Brigitte Van de Kamp, sportivissima e vista in gran forma. La gara, come da programma, prevede assieme le categorie W45-W50-W55. Questo significa che le ragazze iniziano il riscaldamento alle 14, alle 15.10 call room, in pedana per le 16.30. Il primo salto alle 19, dopo aver aspettato saltare le meno giovani alle misure inferiori. Brigitte sbaglia un salto di prova, non trova la buchetta con l'asta e cade male: contusioni varie e bruciatura alla spalla. Prova a continuare lo stesso, ma il dolore al polso è troppo forte. Carla si ritrova da sola, salta 3 metri e vince, poi il sole tramonta e l'energia pure.

Nel frattempo sono tornato a casa, e seguo i risultati su Internet, poi martedì sera ritorno a Riccione. Questa volta vado in pedana per l'alto M55 a Riccione. La pedana è bella, il tempo magnifico, gli avversari in realtà tutti amici. Questa è una gara senza contatto fisico o l'avversario al fianco, dove si ha il tempo per guardare anche gli altri e incoraggiarsi a vicenda. Ad ogni salto riuscito sono comunque applausi tra di noi, perchè a questa età saltare in alto è sempre più difficile. Il regolamento prevede la progressione di 6 cm. in 6. Non era mai stata così elevata, al massimo 5 cm. nei precedenti Campionati. E' evidente la preoccupazione per gare troppo lunghe, e la decisione di cercare di ridurre il numero degli atleti in fretta. Il regolamento prevede anche che quando si rimane in gara in soli tre atleti la progressione scenda a 3 cm. Ma questo non si verifica negli M55 e neanche negli M50, dove finiranno in 4 a 1.75 e in 7 a 1.69. La nostra gara gara vede vincitore Jan Huijbers, olandese volante. Aveva 1.96 da giovane, ci racconta che non è mai riuscito a fare 2 metri ed eccolo ancora a 1.75, con il fosbury. Vari ex duemetristi provano a insidiarlo, ma fosbury o ventrale, tutti si fermano a 1.69. Io mi fermo a 1.51. 11°, ma sono soddisfatto.

Mi riposo un paio d'ore, e poi mi ripresento per i 100 ostacoli. Questa volta sono con me Tullio Hrovatin, l'immancabile Antonio Montaruli, e Beppe Da Milano. A turno siamo stati i vincitori degli ostacoli alti agli italiani degli ultimi dodici anni nella nostra categoria. Un bel gruppo di amici. Tullio e Antonio vanno in finale, arriveranno quinto e settimo. Io sbatto già sul secondo ostacolo, per troppa precipitazione, quasi cado, riparto e riesco a non arrivare ultimo. Ho commesso un errore da diciassettenne, peccato che ho solo quaranta anni in più! Per me le gare sono finite, è sera e devo ancora fare tre ore di auto per andare al lavoro domani.

Complessivamente ombre e luci su questi Campionati: organizzazione carente; il cattivo tempo delle prime giornate non l'hanno deciso gli organizzatori, ma la scelta delle date sì. L'inizio di settembre non garantisce certo il bel tempo. Orari spesso illogici e sovrapposizioni. Per esempio lungo e 80 ostacoli W40, finale, esattamente alla stessa ora. Parecchie atlete hanno dovuto rinunciare a una delle due. Atmosfera bella, molti amici, difficoltà a ritrovarci, sparpagliati tra i vari stadi e di conseguenza la scelta degli alloggi.

Durante i Campionati è stata scelta la sede per i Campionati Mondiali del 2011: in ballottaggio Porto Alegre Brasile e Sacramento California. Porto Alegre è nel sud del Brasile, e per poterli fare durante la loro estate era previsto dal 6 al 15 gennaio, data un po' diversa delle solite. Invece per Sacramento date tradizionali. Ha vinto, come era logico aspettarsi, il dollaro. Quindi sarà Sacramento, la capitale della California, una città anonima nel centro della California a due ore da S.Francisco.

Si capisce che questi Campionati sono oramai una fonte di arricchimento per chi li organizza e la scelta delle località che li ospitano ne viene di conseguenza. I prossimi Mondiali Indoor saranno a Clermont Ferrand in Francia. La data è da martedì 18 marzo 2008 a sabato 22, esattamente la settimana che termina con Pasqua. Le prime informazioni sono che è una città industriale, poco da vedere, fredda e difficile da raggiungere… Ci vediamo lì, possibilmente più in forma.

fonte: Redazione

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