I MONDIALI DI VINCENZO FELICETTI

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“RICCIONE 2007: IL CAMPIONATO MONDIALE PEGGIO ORGANIZZATO NELLA STORIA DEI MASTERS” Il titolo mi attirerà sicuramente qualche critica, ma anche tanti consensi, specie da quanti, come me, hanno girato il mondo da parecchi anni a divertirsi e correre agonisticamente a livello internazionale. Riccione e l’Italia hanno avuto l’onore di ospitare il Campionato Mondiale Master su pista del 2007, ma a mio avviso, con la brutta figura organizzativa fatta, hanno perso l’occasione per porre la propria candidatura almeno per i prossimi venti anni. Settembre è un mese infausto per i fatti del 2001 e purtroppo non ha portato fortuna ad un progetto che ha visto l’adoperarsi di un’intera regione: l’Emilia Romagna e di un numero considerevole di Enti, compreso il massimo organismo internazionale dei Masters (W.M.A.).

Voglio spiegare il perché con il racconto di fatti veramente accaduti, partendo da una considerazione d’apertura: organizzare un evento con più di 9.000 atleti partecipanti e con un afflusso di 20.000 persone nel globale, non è cosa semplice. Proprio per tale motivo, al di là dell’impegno profuso individualmente (vedi in primis quello del vero motore della manifestazione, l’amico Lamberto VACCHI) , la grandezza e l’importanza dell’evento, avrebbero dovuto necessariamente includere tre importanti presupposti: una grande esperienza nell’ambito dell’organizzazione di eventi sportivi di alto livello; una meticolosità e precisione possibile in una squadra esperta, motivata e professionalmente all’altezza; infine l’idealità di voler fare qualche cosa di grande, da consegnare al ricordo della grande popolazione dei Masters.

Personalmente , penso che quanto sopra sia stato disatteso e l’unanime opinione che ne è emersa è stata di grande disappunto e delusione per aver assistito e partecipato ad un Campionato superficialmente organizzato. Lo specchio, quindi di un’Italietta che non funziona a qualsiasi livello.

Voglio partire con l’aspetto propriamente strutturale e logistico dell’organizzazione. Tre stadi, distanti parecchio uno dall’altro, sono stati dispersivi e scomodi; difficilmente raggiungibili e per i ritardi delle navette e per la totale assenza si cartelli pubblicitari indicatori delle direzioni. Ho saputo addirittura che in alcune occasioni i mezzi hanno terminato il servizio lasciando migliaia di atleti in totale abbandono a Misano.

Assurdo poi che i tre stadi fossero sprovvisti di tabelloni luminosi. Un Campionato così importante avrebbe dovuto attrezzarsi, visto il volume di gare, per fornire informazioni sulla composizione delle batterie, sui risultati in tempo reale, affinchè gli atleti potessero sapere delle proprie performances, senza aspettare il responso cartaceo, disponibile con tanto ritardo rispetto alla fine della gara. Gli stessi spettatori avrebbero partecipato con più interesse se informati tempestivamente di quanto stava accadendo in pista in termini di tempi e misure.

Gli stands commerciali erano tutti concentrati a Riccione e credo che, per il loro alto costo d’affitto, abbiano praticato prezzi un pò alti, comunque non favorevoli agli atleti. Che dire poi dei prezzi salatissimi del bar di Riccione e del Sef Service, peraltro di qualità scadente? A Misano e San Giovanni in Marignano i ristori erano assolutamente inadatti alle esigenze di una popolazione sportiva: poca varietà di cibo e carenza di aree per un decente relax. Infine, i servizi igienici, anch’essi assolutamente insufficienti: mi è capitato spesso di vedere lunghe code ai bagni delle donne. Ci sarebbe voluto poco per provvedere a potenziare questo aspetto con servizi chimici mobili.

Passo ora all’esame degli aspetti tecnici del Campionato: esso è stato salvato dai grandi risultati che, come sempre, i Masters di tutto il mondo realizzano in ogni parte del globo. Gli italiani hanno fatto un’ottima figura sia per partecipazione che per risultati eclatanti. Per il resto è meglio stendere un velo pietoso: chissà quanti fatti mi saranno sfuggiti e vorrò essere sintetico per ovvie ragioni di spazio. Già dai primi giorni, funestati purtroppo da un vero nubifragio, gli eventi hanno trovato impreparato lo staff tecnico: la gara di cross è stata annullata e spostata su un degno tracciato perché il proprietario del campo da golf, ne vietava lo svolgimento per evitarne il calpestio nel fango… Ma perché dipendere dai privati? Stessa cosa nell’ultimo giorno di gare, quello delle staffette, dove veniva vietato l’accesso all’attiguo campo in erba di riscaldamento, perché di proprietà della squadra di calcio che ci doveva giocare la partita nel pomeriggio… Risultato: il riscaldamento di centinaia di atleti, costretti a correre sull’asfalto e sugli spezzoni di spazi verdi dal terreno accidentato. Dov’erano le piste in tartan per poter effettuare qualche allungo in velocità?

Mai mi era capitato di assistere a così tante false partenze nelle gare veloci chiamate con grave e costante ritardo. E che dire della doppia finale nella gara degli 800m femminili F40 per una dimenticanza di un foglio di gara? Nei salti in alto e con l’asta la gare sono durate un’eternità a causa di un accorpamento delle categorie. Spesso si sono usate pedane per i salti disposte contro sole, con la possibilità di usarne altre disponibili col sole a favore.

Dulcis in fundo: nell’ultimo giorno di gare, l’arrivo della maratona nello stadio in contemporanea con lo svolgimento delle staffette. Non si poteva evitare il caos che poi si è determinato in pista? Si sono sfiorati pericolosi contatti fra atleti, le serie delle staffette spezzate e quindi stravolte dal punto di vista tecnico. Il pubblico costretto a seguire due eventi così emozionanti in contemporanea! E quando i vincitori si aspettavano di godersi il meritato trionfo ed il giusto momento di gloria con l’appoggio del calore del pubblico, si vedevano consegnate le medaglie in un angolo, fuori dallo stadio, con quattro intimi, compresi i fotografi, prontissimi a lanciarsi nel Business.

Ecco la chiave giusta e finale: gli italiani, come si sa ormai da diversi anni, sono bravissimi nel Business, molto meno nell’edificare fatti positivi! Il tutto, purtroppo, approvato ed avallato dalla stessa W.M.A.! Una beffa in tutti i sensi.

fonte: Vincenzo Felicetti

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