STOCCARDA, ANDREW HOWE E MOLTO ALTRO

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L’azzurro vola nella gara di lungo durante la seconda giornata di World Athletics Final e regala con 8,35 la prima vittoria di un atleta italiano nella manifestazione. Il tutto in una giornata divertente e scoppiettante di risultati.

E’ vero, mancavano Irving Saladino e Dwight Phillips, i principali rivali di tutta la stagione, ma Andrew ha confermato ancora una volta di trovarsi a suo agio lassù nell’Olimpo dell’atletica mondiale. Desiderava una vittoria nella WAF e ci teneva a voler chiudere bene la sua stagione internazionale. Nonostante un inizio di gara poco entusiasmante, ad Howe, stuzzicato dalla misura sopra gli 8 metri di Brian Johnson, è bastato richiamare all’ordine muscoli e cervello per tirar fuori dal cilindro il salto della vittoria e raggiungere tutti i suoi obiettivi. 8,35 la misura di giornata che ha chiuso i giochi in anticipo, risultato inarrivabile anche per il sudafricano Godfrey Mokoena, mina vagante in ogni momento. Una festa per l’italiano a concludere nel modo migliore una stagione prodiga di successi, in attesa dell’ultima fatica dei Societari a Palermo tra una settimana.

Ma la seconda giornata di Stoccarda ha regalato belle gare e risultati prestigiosi un po’ ovunque.
Il più importante lo ha fatto segnare il giovane cubano Dayron Robles nei 110 hs, con uno strepitoso 12”92, quarto risultato di sempre al mondo. Robles aveva già dimostrato quest’anno di poter valere grandi tempi, anche se spesso le condizioni meteo ne avevano limitato le sue performances. Il cubano rappresenta da tempo una delle più solide speranze della specialità, e con una prestazione del genere si candida ad essere uno dei maggiori rivali per il cinese e detentore del record mondiale, Xiang Liu, in vista dell’Olimpiade di Pechino.

Gare divertenti anche sulle pedane, a cominciare dall’asta maschile, che finalmente ha mostrato una gara di alto livello e combattuta sino in fondo, come raramente si è potuto assistere durante l’anno. Il merito è stato di un ritrovato Hooker, degli incitatissimi tedeschi Ecker e Otto, e dello statunitense campione del mondo Brad Walker. I quattro hanno superato i 5,81, con Walker unico in grado di imporsi a 5,91, davanti a Otto secondo con 5,86. La giornata di grazia sulla pedana dell’asta è poi stata sottolineata dallo statunitense con il tentativo di record del mondo a 6,16, evento che non si verificava più da anni dopo il ritiro dello zar Sergey Bubka.

Passando alla pista, nei 200 metri risultato a sorpresa per il norvegese Saidy Ndoure, autore di un incredibile prestazione da 19”89. Il giorno precedente aveva corso in 10”06 sui 100, finendo dietro al solo Powell, sulla distanza doppia ha viaggiato ancor più forte, uscendo dalla curva nettamente davanti ai più esperti Wallace Spearmon e Rodney Martin. Il risultato finale vale il nuovo record di Norvegia che fa il paio con il primato di Svezia ottenuto da Johan Wissman, finito quarto con 20”30.

Sanya Richards dal canto suo, fresca della doccia dorata del jackpot di Golden League, ha ancora una volta dominato il giro di pista, chiudendo in 49”27 e lasciando a qusi un secondo la britannica campionessa del mondo Christine Ohuruogu, quasi a voler sottolineare l’ingiustizia di quell’oro mondiale sui 400 per la poco pulita “inglesotta”. Per Sany resta il rammarico della gara sbagliata ai trials ed i postumi di una malattia che dovrà combattere anche in futuro.

Nei 400 hs la scuola polacca l’ha fatta da padrona anche al femminile: dopo la vittoria di Marek Plawgo tra gli uomini, è arrivato anche il successo di Anna Jesien tra le donne, capace di anticipare sul traguardo persino la campionessa mondiale Jana Rawlinson Pittman. Per Plawgo e Jesien una serie di successi fantastica in questo finale di stagione, a confermare la loro leadership nel Vecchio Continente.

Il mezzofondo non ha riservato grandi sorprese. Gli 800 femminili sono stati vinti agevolamente da Janet Jepkosgei con la solita gara di testa, salvo la bella rimonta della spagnola Martinez seconda. Solo settima Elisa Cusma, sempre sotto i 2 minuti e comunque degna di far parte delle migliori al mondo della specialità. Nei 1500, gara tattica, Mehdi Baala ha finito per inchinarsi al rush finale di Daniel Komen Kipchirchir, keniano dalle lunghe leve delusione ai Mondiali.
Sempre Kenya nei 3000 siepi grazie alla progressione impetuosa di Paul Kipsiele Koech, atleta capcae di non bagnarsi le scarpette alla riviera, vero dominatore della specialità quest’anno nonostante l’assenza ai Mondiali per aver sbagliato la gara dei trials keniani. Koech si è imposto in 8’00”67, precedendo Mateelong e Kipruto. Addirittura noiso il predominio keniano nei 5000 con cinque uomini nei primi cinque posti, tutti davanti al favorito della gara, l’etiope Sileshi Sihine. Vittoria finale per Edwin Cheruyot Soi che bissa il successo sui 3000 del giorno precedente e porta a casa 60000 dollari.
Per chiudere con il mezzofondo, crono di valore per la solita Meseret Defar nei 3000 con 8:27.24, che corona la sua splendida annata con il record della manifestazione ed il giusto stimolo per i personali sulla distanza delle sue inseguitrici, le keniane Cheruyot e Cherono.

Lanci lunghi in tutte le gare del pomeriggio tedesco, inaugurato dai colossi del martello con lo splendida gittata del campione mondiale Ivan Tikhon, a far segnare un buon 82,05.
Nel frattempo nel peso femminile si assisteva ad uno splendido duello Vili-Ostapchuk, con la bielorussa ad avere la meglio per soli cinque centimetri con un lancio a 20,45. Solo sesta Chiara Rosa, l’altra italiana in gara nel pomeriggio tedesco, ferma ad un modesto 17,82.
Il disco donne ha regalato il successo al pubblico di casa della tedesca Franka Dietzsch, una delle più continue e rappresentative campionesse di atletica in Germania, mentre Tero Pitkamaki ha pensato ad illuminare per l’ennesima volta in stagione la gara di giavellotto con un lancio oltre gli 88 metri, aggiudicandosi la sfida con l’amico avversario Andreas Thorkildsen.

Nell’alto maschile si è rivisto il gesto scomposto ma estremamente efficace di Donald Thomas. Il saltatore bahamense acquisito dal basket ha vinto la gara con 2,32, sopravanzando ancora quel concentrato di tecnica ed esplosività di Stefan Holm.
Gara un po’ sotto tono infine quella del triplo femminile, che ha salutato la vittoria della cubana campionessa mondiale Yargelis Savigne, con 14,78, davanti alla greca Devetzi ed alla solita Lebedeva.

Tutto sommato una discreta due giorni di gare, con buon pubblico e ritmo tra una gara e l’altra, anche se in più di qualche occasione si è sentita la mancanza di alcuni nomi importanti. Appuntamento al prossimo anno, forse non a Stoccarda e questo sarebbe davvero un peccato per uno stadio che ha contribuito con Europei e Mondiali alla storia dell’atletica mondiale.

fonte: IAAF – Foto: Simone Proietti per Atleticanet

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