AL OERTER, GYULA ZSIVOTZKY: L’ADDIO A DUE GRANDI CAMPIONI

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Nel giro di pochi giorni l’atletica mondiale piange la scomparsa di due protagonisti del passato: Gyula Zsivotzky, martellista ungherese e Al Oerter, il leggendario discobolo statunitense,quattro volte olimpionico della specialità.

Il magiaro è scomparso dopo una lunga malattia a Budapest il 29 settembre scorso a 70 anni. Iniziò a lanciare l’attrezzo giovanissimo, a 15 anni. Nel 1958 il primo riscontro agonistico di assoluto rilievo; la medaglia d’argento agli Europei di Stoccolma con la misura di 63.68m. L’anno seguente è presente a Torino alla prima edizione delle Universiadi e lì sale sul gradino più alto del podio. Nel 1960, almeno in Europa, prende il comando delle operazioni siglando due primati europei: 68.22m. e 69.53m., entrambi a Budapest. Appena due giorni prima del secondo lo statunitense Harold Connoly migliorava il primato mondiale, che già gli apparteneva scagliando l’attrezzo a 70.33m., primo atleta oltre il muro dei settanta metri.

Alla prima esperienza olimpica (Roma 1960) vince l’argento con 65.79m. alle spalle di Vasily Rudenkov, che inaugura un lunghissimo dominio sovietico, che solamente Zsivotzky riuscirà ad interrompere otto anni dopo, mentre l’attesissimo Connolly finirà solamente ottavo. Nel 1961 a Sofia vince per la seconda volta le Universiadi. Agli Europei di Belgrado1962 domina vincendo con 69.64m. staccando di oltre tre metri gli altri medagliati della gara, accoppiando titolo e primato europeo. Pochi giorni dopo a Budapest ottiene un nuovo primato europeo con 70.42m. giungendo vicinissimo al mondiale di Connolly(70.67m.). Alle Olimpiadi di Tokyo1964 è ancora secondo alle spalle di uno dei suoi più fieri avversari: il sovietico Romuald Klim che l’anno seguente gli strapperà il primato europeo con 71.02m. Ma l’ungherese è atleta di grande tempra agonistica e così pochi giorni dopo a Debrecen si prende una clamorosa rivincita con la misura di 73.74m. E’ il nuovo primatista mondiale: Connolly e Klim sono superati. Sempre nel 1965, in casa propria, a Budapest, chiude la tripletta alle Universiadi. Agli Europei di Budapest1966, con il pubblico amico è il grande favorito ma l’indomabile Klim gli gioca un brutto scherzo superandolo; Gyula deve accontentarsi dell’argento.

Il 1968 è l’anno migliore: il capolavoro della carriera alle Olimpiadi di Mexico City: campione olimpico con 73.36m. dopo un’aspra battaglia con l’eterno Klim piegato solo per otto centimetri. Poche settimane prima aveva migliorato a Budapest il suo mondiale con la misura di 73.76m. Gli ultimi riscontri agonistici sono gli Europei di Atene1969 (4°posto) e le Olimpiadi di Monaco 1972 (5°posto). La rivista Track&Field lo ha giudicato miglior martellista dell’anno nel 1963, 1965, 1968. Dopo il ritiro è stato membro della Federazione Ungherese di atletica, della quale ha ricoperto per parecchi anni il ruolo di vice-presidente. E’ stato pure allenatore del figlio Attila, che ai Mondiali di Helsinky 2005 ha ottenuto l’argento nel decathlon.

A soli due giorni dalla scomparsa di Gyula Zsivotzky si è spento Alfred-Al-Oerter nell’ospedale di Fort Myers Beach in Florida, poco distante dalla sua abitazione. Nato ad Astoria -New York- il 19.09.1936 è stato di fatto il più grande discobolo di sempre entrando nella leggenda dello sport mondiale per i quattro titoli olimpici consecutivi dal 1956 al 1968. Soltanto Carl Lewis nel salto in lungo riuscirà ad eguagliare questo straordinario primato vincendo dal 1984 al 1996, rimanendo nel campo dell’atletica.

Dopo un inizio di carriera incerto la svolta si ebbe nel 1956,quando giungendo 4° ai campionati universitari si guadagnò il diritto di partecipare ai famigerati Trials olimpici. A Los Angeles azzeccò un solo lancio, ma sufficente per garantirgli il pass per Melbourne. A Melbourne non era fra i papabili e di fatto il non essere mai considerato il favorito principale della gara diverrà una costante in tutte le sue gare olimpiche. Il primatista mondiale Fortune Gordien era il gran favorito, giunto ormai alla terza partecipazione olimpica. Viceversa primo alloro per Oerter con un lancio di 56.36m.; con 54.81m. Gordien si deve accontentare dell’argento. Oerter raccontava che il suo allenatore gli disse che aveva buone probabilità di medaglia. Doveva concentrarsi al massimo nel primo lancio, soprattutto, ed in effetti con quello si impose.
A Roma 1960 il connazionale Rink Babka, che pochi giorni prima aveva portato il mondiale a 59.91m. attirava tutti i pronostici: invece arriva per Oerter il secondo oro con 59.18m., Babka è secondo con 58.02m. Fra il 1962 e il 1963 Oerter ottiene tre primati mondiali: 61.10m., 62.45m., 62.62m.

Il 1964 si apre con un altro mondiale a 62.94m.(l’ultimo della sua carriera), ma a due mesi dalle Olimpiadi è il cecoslovacco Danek ad ottenere con un lancio a 64.55m. il record ed a presentarsi da favorito ai Giochi Olimpici. A Tokyo1964 la storia si ripete: 1°Oerter 61.00m., 2°Danek 60.52m. Oerter pativa dell’infortunio ad una costola occorsogli in allenamento alla vigilia della gara: fasciato ed in condizioni precarie, con un quinto lancio quasi al rallentatore, per il dolore, ma da manuale arriva il terzo successo.

A Mexico City, l’ormai trentaduenne Oerter è poco considerato, si attende la vittoria di Jay Silvester, che alla vigilia ha lanciato a 68.40m; ovviamente primato mondiale.
Risultato finale? Quarto titolo olimpico per Oerter con 64.78m., 2°Lothar Milde-Ddr-63.08m., 3°Ludvik Danek-Cec-62.92m.,malinconicamente quinto Silvester. Oerter affermava che l’interruzione della gara per la pioggia mandò in tilt i suoi avversari, già preoccupati per vederlo lanciare sotto la pioggia senza troppi problemi.Al terzo lancio l’attrezzo vola a 64.78m., irraggiungibile per i frastornati avversari. Onestamente Oerter considerava questa come la sua vittoria più semplice.

Ritiratosi nel 1970,tornerà clamorosamente alle gare a 44 anni nel 1980 lanciando incredibilmente a 69.46m, suo primato personale definitivo. Sulla strada di Mosca troverà un avversario insormontabile: il boicottaggio.
E’ stato proclamato dalla rivista Trackandfield come miglior discobolo dell’anno in 6 occasioni: 1956, 1960, 1962, 1963, 1964, 1966. Dopo l’uscita di scena lavorò presso la Grumman Aircraft Corporation e la Reebok dilettandosi anche come improvvisato pittore.

fonte: Gazzetta dello Sport – Iaaf

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