NON ME NE FREGA NIENTE DEI MASTER

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Pubblico con la massima urgenza e con il minimo piacere questa email giunta in redazione da Lyana Calvesi. Non la pubblico per l'importanza o l'estrema rappresentatività della persona, bensì per il fatto che da tempo sono convinto che i Master siano considerati una categoria minore (o di minorati atletici?) di cui far bella mostra di medaglie e portafoglio gonfio in sede di iscrizioni e tesseramento. Molte le lamentele dopo il mondiale peggio organizzato (e più redditizio) della storia del movimento master, ma qui si sfiora l'insulto e la presa in giro. Ecco il testo della mail:

Mondiali di Riccione
Lino Tadei, master classe 1921 vince un oro e un argento nella 5 e 10 km
di marcia, è iscritto anche alla maratona. Quando ci si iscrive il regolamento è ancora ignoto, l'importante è versare il grano. Lino scrupolosamente legge il regolamento e mi chiama “E' vero che c'è lo sbarramento alla mezza delle tre ore e alla maratona delle sei ore?” Mi sembra impossibile che mettano lo sbarramento visto che è aperta a tutte le categorie e nelle edizioni precedenti non c'è mai stato. Lino mi dice “se c'è non parto nemmeno da Aosta, non vorrei correre per sei ore e, magari per pochi minuti, venire escluso dalla classifica” Mi fiondo a verificare.
Trovo, al punto d'incontro degli Italiani, il nostro team-manager Claudio Rapaccioni, chiedo a lui dello sbarramento, mi risponde che sarebbe assurdo che ci fosse e che avrebbe portato avanti la questione. Gli chiedo quando ci sarebbe stata la riunione tecnica riguardo la maratona, combinazione era in atto proprio in quel momento, ma non aveva ritenuto opportuno andarci perchè nelle precedenti riunioni aveva solo perso del tempo. Lo sollecito a non aspettarne il termine, per evitare di avere risposte successive del tipo nessuno è intervenuto per cui resta il regolamento come da pubblicazione. Mi dice di andare pure che se ne sarebbe occupato subito e mi avrebbe dato quanto prima una risposta. Dopo un'ora mando Marisa Belletti, ma ancora niente. Un'ora più tardi mi chiama e mi dice che tutto è a posto, non sarebbe stato applicato il tempo massimo né alla Maratonina né alla maratona. Cerco immediatamente Lino e molto fiera di me glielo comunico.

Aosta, non Gabicce mare. Si mette in treno e torna per la maratona. Il 15, giorno di chiusura dei mondiali il nostro piccolo, grande uomo, si presenta al via, passa alla mezza in 3 ore e cinque minuti, viene fermato dal giudice perchè ha superato le tre ore. Michelangelo Bellantoni mi chiama dopo averlo incontrato, mortificato, avvilito e con gli occhi umidi. Io ero a festeggiare la mia fresca campionessa del mondo sulle siepi, Samia Soltane, al campo di Misano. Come una furia salgo in macchina,direzione Riccione, per capire chi dovevo ringraziare di questa BASTARDATA (termine poco elegante, che rende l'idea).

Vado da Rapaccioni che si stupisce, ma non troppo, perchè dice che deve essere tutta colpa di quel ……. di delegato tecnico canadese che ne aveva fatte di tutti i colori, vado di corsa al punto dei 21 km, non esiste anima viva, non solo, il canadese che ero pronta ad affrontare, in quel punto non era proprio mai stato. Torno per presentare ricorso, mi presento dai giudici che mi dicono che non posso fare un bel niente perchè il regolamento lo prevedeva. Dovevo capire chi mi aveva preso in giro, dico che il nostro team-manager aveva avuto garanzia dal super responsabile certo Luca. Viene contattato e Luca dice di non saperne niente. A questo punto il giudice al quale mi ero rivolta per il ricorso dice che è suo compito andare fino in fondo alla faccenda, va da Rapaccioni e esce un altro nome simile a Mazzini, che dice in effetti di averlo detto a qualcuno, ma non si ricordava più a chi.

VERGOGNA! Avessero preso in giro solo me pazienza, ma uno di 86 anni è troppo. Gli hanno fatto fare un viaggio di un sacco di ore, Aosta è servita malissimo, 2 ore e mezza solo per arrivare a Torino (100km), per rapinargli la medaglia d'oro che gli toccava.

Si sono passati la palla per ore, ma la presa in giro diventava sempre più evidente. Non sapevo come affrontare Lino Tadei, mi sentivo in colpa per avergli detto, piena di entusiasmo che poteva partire perchè tutto era a posto. Bene, vorrei che il responsabile uscisse.

Vorrei fare qualcosa, ma sono sicura che nessuno mi ascolterebbe.
Vorrei venissero fatte scuse ufficiali a Lino Tadei.
Vorrei che rimborsassero l'iscrizione, al momento della quale non era prevedibile ci fosse lo sbarramento, visto che la gara era aperta anche ai novantenni.
Vorrei che il tempo massimo fosse applicato a tutte le gare, possono metterci una vita a fare gli 800 e per 5' su tre ore si tolgono dalla classifica? Ma andiamo, allora impedite che gli ottantenni gareggino, sarebbe più onesto.
Vorrei che gli venissero rimborsati il viaggio e l'albergo.
Vorrei che gli venisse consegnata la medaglia d'oro che stava vincendo,che era già sua sulla mezza Maratona.
Vorrei che lo ripagassero UFFICIALMENTE per l'umiliazione subita.
VORREI, VORREI, VORREI, Vorrei più umanità ed onestà.
Non hanno mai sentito parlare di rispetto, soprattutto degli anziani?
Ma chi devo ringraziare?

Lyana Calvesi

fonte: Lyana Calvesi

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