INTERVISTA A RALPH FRUGUGLIETTI, TRA SOGNO E REALTÀ.

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Ralph Fruguglietti è il vincitore della gara del lancio del disco, nella categoria M50, ai recenti campionati mondiali master. La storia di un suo misterioso incontro, avvenuto su una pista del veneziano, ha attirato la mia attenzione. Ralph – o meglio Raffaele, in quanto l'atleta statunitense è di origini italiane – aveva raccontato agli amici del sito master americano www.masterstrack.com una specie di favola in cui uno sconosciuto, che somigliava in maniera impressionante al defunto Adolfo Consolini, gli dava un prezioso consiglio che si rivelerà poi fondamentale per il lancio della vittoria ai mondiali di Riccione. Sogno, realtà? Dalla soluzione del mistero è nata un'intervista al campione statunitense che negli anni settanta ha vestito la maglia azzurra.
(Nella foto Ralph Fruguglietti – Archivio Fruguglietti)

La favola
Pochi giorni prima di partecipare ai mondiali di Riccionem, Ralph è in visita con la sua famiglia alla città di Venezia. Decide di allenarsi e chiede informazioni su una pista. Gli consigliano il Campo San Giuliano di Mestre, facilmente raggiungibile con l'autobus. Sono le 8,30 del mattino e non c'è anima viva intorno. Le sue aspettative sono bassissime: quale impianto può trovare vicino alla magica città costruita sui canali? Ralph rimane però sorpreso dalla bellezza del posto: l'impianto circondato da alti alberi, l'erba curata e una splendida gabbia per il disco. Il paesaggio gli sembra quasi surreale. Inizia a lanciare, quando nota una persona su un tagliaerba che si ferma ad osservarlo. A un certo punto, mentre si appresta a raccogliere il disco, lo sconosciuto gli rivolge la parola e gli chiede: “Ma quanti anni hai? Lo sai che lanci bene? Dovresti però rallentare un attimo nella fase finale del giro; vedrai che lancerai meglio”. Ralph rimane allibito: un perfetto sconosciuto gli sta dando lo stesso consiglio tecnico che il suo allenatore, in America, gli aveva tanto raccomandato. Continua a lanciare fino a quando, dopo un lancio particolarmente riuscito, scorge nuovamente l'uomo vicino alla gabbia che gli dice: “Molto bene, bravo!”.
Al termine dell'allenamento, Ralph lo incrocia un'ultima volta: l'uomo lo saluta con un sorriso e un movimento della testa, come se gli stesse dicendo “Sei pronto ora, in bocca al lupo!”. Mentre Ralph esce dalla pista si sente un po' strano, come se avesse vissuto un'esperienza particolarmente toccante. Si sente più ottimista e fiducioso nelle proprie possibilità, anche se si rende conto di non aver neanche chiesto il nome a quel personaggio misterioso.
Tre giorni dopo, a Riccione, al suo primo campionato mondiale master, Ralph vince la medaglia d'oro per la categoria M50. “Il consiglio offertomi da quello sconosciuto mi è rimasto particolarmente impresso” confida agli amici di masterstrack.com “E' stato anche per merito suo, se sono riuscito a vincere. E non conosco neanche il suo nome…”. Incuriosito, Ralph inizia delle ricerche in internet. Rimane letteralmente basito quando crede di riconoscere, in una foto del nostro campione olimpico Adolfo Consolini, le sembianze dello sconosciuto del campo San Giuliano. Ma Consolini è morto nel 1969. Ralph, per un istante, ha come la sensazione di aver vissuto un'esperienza surreale, simile a quella interpretata da Kevin Costner nel film “L'uomo dei sogni” (Field of Dreams).

La soluzione del mistero
Ma cosa è successo veramente a Ralph? Ha vissuto il suo “Field of Dreams”, o qualcosa di molto più semplice e realistico? Ken Stone, l'attivissimo gestore del sito masterstrack.com, mi chiede aiuto per provare a risolvere il mistero. Abito a 30 km da quella pista e, con un paio di telefonate agli amici master della Voltan Martellago, riesco facilmente a svelare l'identità del misterioso personaggio: si chiama Giorgio D'Este ed è un dirigente e allenatore del Gruppo Atletico Coin, la società che, insieme alla Fenice 1923, ha in gestione la pista di atletica San Giuliano di Mestre. Quel giorno, mentre stava tagliando il prato, gli era venuto spontaneo di dare un consiglio a quel discobolo “foresto”.
Pochi giorni dopo ho l'opportunità di conoscere personalmente Giorgio D'Este. Ci troviamo proprio alla pista San Giuliano dove, con gli amici del Voltan Martellago e un casalingo tiramisù, festeggiamo insieme i risultati dei mondiali di Riccione.
Gli racconto tutta la storia: “Ma lo sa che Fruguglietti credeva che lei fosse Adolfo Consolini e che pochi giorni dopo il vostro incontro ha vinto il titolo mondiale a Riccione?” gli chiedo. D'Este sorride e mi risponde, con tutta la semplicità del mondo: “davvero? Ne sono felice.” – e poi – “Sai qual'è la cosa strana? Spesso, se mi capita di dare un un consiglio ad un atleta italiano, il suo allenatore si impermalosisce. E invece guarda un po' come ha reagito quell'americano!”.
Ora Fruguglietti e D'Este sono in contatto via e-mail.
Ralph ha confidato che custodirà comuque sempre, tra i suoi ricordi più belli, quell'allenamento mattutino al Campo San Giuliano.
Io mi sono sentita un po' come la Amélie Poulain del film “Il meraviglioso mondo di Amelie”, quando scopre il mistero dell'uomo delle cabine fotografiche. Nessun fantasma, nessun spettro, ma solo quotidianità, persone gentili e generose che arricchiscono la nostra vita rendendo il confine tra sogno e realtà un po' più sottile.


(Ralph Frugulietti in azione – Archivio R.Fruguglietti)

L'INTERVISTA A RALPH FRUGUGLIETTI

Ralph, o meglio Raffaele, è nato a Grumento Nova, in Basilicata, il 12 marzo 1955. A 6 anni si è trasferito negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia. Fino al 2002 ha mantenuto la cittadinanza italiana, poi è diventato cittadino statunitense. Ora gestisce un ristorante italiano a Shafter, in California.

In quali anni hai vestito la maglia azzurra?
Nel 1976 e 1977. In quegli anni ero anche tesserato con la Pro Patria di Milano.

In quegli anni a quali campionati internazionali hai partecipato?
Ai Campionati Europei di Atene, ai mondiali universitari di Sofia, in Bulgaria, e a qualche altra manifestazione, come ad esempio un meeting a Lisbona, in Portogallo.

Quali sono i tuoi più bei ricordi di quel periodo?
Soprattutto l'onore di competere per l'Italia, ma anche l'opportunità di conoscere alcuni grandi atleti di quei tempi: il martellista Gianpaolo Urlando, i discoboli Armando De Vincentiis e Silvano Simion, il pesista Marco Montelatici, la saltatrice in alto Sara Simeoni ed il “super sprinter” Pietro Mennea.

Qual'è il tuo record assoluto nel lancio del disco?
Nel 1976, a 21 anni, fui capolista mondiale under 21 con 61.57 metri.

Quando terminasti la tua attività da assoluto?
Smisi di lanciare a 22 anni, quando mi diplomai all'Università del Sud California (USC). Dopo il 1977 la squadra italiana mi chiese di trasferirmi in Italia per prepararmi in vista delle Olimpiadi del 1980, ma avevo appena trovato un buon lavoro presso l'IBM e mi stavo per sposare, così rifiutai l'offerta. Confesso che ho un po' di rammarico. Se potessi tornare indietro, probabilmente mi trasferirei in Italia con mia moglie e parteciperei alle Olimpiadi, ma… ora è troppo tardi.

Quando hai iniziato le competizioni master?
Nel 1998, quando iniziai ad allenare mio figlio Giovanni nel lancio del disco, e poi mia figlia Katina. Ancora adesso Katina è una lanciatrice di disco e martello alla Cal State University Bakersifeld.

Qual'è il tuo personale da master?
L'ho stabilito nel mese di luglio di quest'anno, quando ho lanciato il disco da 1,5 kg. a 60,74 metri. Vorrei il prossimo anno migliorare il record americano M50 di Al Oerter (vincitore di 4 ori olimpici consecutivi dal 1956, ndr) di 62,74 metri. Penso di esserci, ormai. In allenamento ho infranto più volte la barriera dei 63 metri.

Come è stata la tua esperienza ai campionati mondiali di Riccione?
Per me sono stati dei campionati fantastici. Vincere la gara del disco al primo lancio, con la misura di 59,61, è stato per me molto bello, nonostante le condizioni non fossero le ideali per ottenere grandi prestazioni. Avrei desiderato aver la possibilità di riscaldarmi meglio nella finale. Abbiamo avuto la possibilità di fare solo due lanci di prova.
Comunque gli impianti erano molto belli e i giudici sono stati molto gentili, soprattutto quando hanno sentito che parlavo loro in italiano. Sono rimasti sorpresi nel sentire un atleta con la divisa statunitense parlare correntemente italiano. Durante la gara ho poi ricevuto le incitazioni e il tifo sia dagli spettatori italiani che americani, tanto che, in quel momento, mi sentivo come se stessi gareggiando per entrambe le nazioni.
E poi non potrò scordare l'esperienza vissuta durante l'allenamento al Campo San Giuliano ed il mio fortunato incontro con Giorgio D'Este, sicuramente uno dei ricordi più belli.
Alcuni giorni dopo i Mondiali sono poi ritornato a Grumento Nova, in Basilicata, per far conoscere la mia famiglia ai miei zii e cugini. Ritornare nella casa dove sono nato e dove sono rimasto per 6 anni è stato molto emozionante. Abbiamo festeggiato con delle fantastiche cene e dell'ottimo vino locale.

Link agli articoli pubblicati su masterstrack.com (in inglese)
– American thrower finds his own Field of Dreams [clicca qui]
– Mystery solved! No ghosts involved in thrower's tale [clicca qui]
– USC student spins great version of Ralph's story [clicca qui]
– Italian detective shares her version of Ralph's story [clicca qui]


(Giorgio d'Este e Rosa Marchi al campo San Giuliano di Mestre – Archivio R.Marchi)

fonte: Atleticanet

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