ANIKÒ KALOVICS SI RICONFERMA ALLA MARATONA D’ITALIA, MENTRE STEFANO BALDINI ESEGUE UN OTTIMO TEST

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Albeggia, quando i circa duemila maratoneti salgono sugli autobus che li porterà a Maranello.
L’atmosfera è goliardica, e tra slogan e battute gli atleti cercano di esorcizzare la tensione della gara. Oggi come minimo dobbiamo fare 42 chilometri, è questo il motto che accomuna tutti, fatto con accenti di ogni parte d’Italia che si mescolano a quelli di inglesi, tedeschi e francesi.

All’entrata di Maranello troneggia il simbolo della Ferrari, un muscoloso cavallo rampante, che sì staglia contro il cielo, per un attimo tutti tacciono ad ammirare la scultura, che quasi come in un brusco risveglio riporta tutti alla realtà, la partenza è vicina.
Un freddo pungente accoglie i maratoneti del Memorial Enzo Ferrari, tra tutti spicca la figura di Stefano Baldini, l’olimpionico d’Atene 2004, che con una calma e tra la folla che lo ammira estasiata, si riscalda senza lesinare un saluto od una stretta di mano a chi lo chiama.
Tra i favoriti della manifestazione, in campo femminile, l’ungherese Anikò Kalovics che prova a ripetersi dopo l’edizione del 2006, all’appello mancano due protagoniste della scorsa edizione Rosalba Console, neo mamma da pochi giorni e la terza classificata dello scorso anno,Vincenza Sicari.
Tra gli uomini, una nutrita pattuglia di atleti keniani lascia ben poco da presagire sull’eventuale vittoria.
La partenza avvenuta in perfetto orario, vede subito Stefano Baldini prendere la testa della gara, nonostante il suo allenatore, il professor Luciano Gigliotti, abbia dichiarato all’inizio della competizione, che Baldini sì sarebbe limitato ad una corsa tranquilla, la medaglia d’oro di Atene sembra levitare verso il 25° km, dove concluderà il suo test in vista della maratona di New York. Il suo è un ottimo crono che gli fa coprire la distanza al ritmo di 3 minuti e 04 secondi al chilometro. Dietro Baldini si forma subito un gruppo formato dall’onda nera composta da Philip Biwott Kiplagat, Willy Korir, Noah Serem Kiplagat, James Cheruiyot e altri che seguono ad un riverenziale distanza il campione olimpico al ritmo di 3 e 10 al km. E' solo verso il 30° km che una scrollata del debuttante Willy Korir, riaccende il fuoco sopito dei contendenti al podio.

A Soliera, cittadina posta a pochi chilometri da Carpi, si presentano in quattro, Noah Serem Kiplagat, Philip Biwott Kiplagat, James Cheruiyot e Willy Korir, questi quattro atleti imprimono una progressione che porterà nel finale alla vittoria per Noah Serem Kiplagat. Il tempo e di 2 ore 11 e 18 per il vincitore, a seguire con un distacco di 11 secondi Philip Biwott Kiplagat, poi con 1 minuto e 34 secondi James Cheruiyot, quarto il debuttante Korir con il tempo di 2 ore 13 e 16.
Tra le donne la gara è sembrata, nei primi chilometri, molto incerta, con un nutrito gruppo di atlete che si sono serrate attorno alla campionessa in carica.
Le cose sono cambiate poco dopo il decimo chilometro, quando, Anikò Kalovics, ha iniziato a distanziarsi dalle altre, dietro di lei a seguire la keniana Pauline Chepkorir Atodonyang, Ornella Ferrara e l’ex primatista mondiale dei 3000 siepi Justina Bak. L’ungherese accompagnata come un’ombra dal suo patner, Zsolt Zsoder, è la vera regina di questa gara, riesce ad arrivare solitaria all’arrivo con il tempo di 2 ore 28 minuti e 14 secondi, poco dopo il traguardo sì lascia andare ad un gesto di stizza, perché come ci confiderà poco dopo, voleva stare al di sotto delle 2 ore e 28. Al secondo posto si classifica l’italiana Ornella Ferrara, che come in una seconda giovinezza taglia il traguardo della classica emiliana in 2 ore 30 minuti e 22 secondi, questo dopo aver subito due interventi ai tendini negli scorsi anni, dimostrando di poter ancora dire la sua.
Terza, l’autentica rivelazione di questa maratona, Justina Bak, che sì migliora di oltre dieci minuti dal suo precedente limite.
La maratona d’Italia dopo questa edizione sì avvia a vivere un momento particolare, che la vedrà nel 2008 impegnata con le celebrazioni del centenario della maratona olimpica di Dorando Pietri, un eroe che al di fuori dell’Italia, è molto più apprezzato che in patria. A Londra e a Carpi è ormai iniziato il conto alla rovescia per l’edizione del secolo.

Classifica Uomini (42,195 km)
1. Noah Serem (Ken) 2h11’18”
2. Philip Biwott (Ken) 2h11’29”
3. James Cheruiyot (Ken) 2h12’52”
4. Willy Korir (Ken) 2h13’20”
5. Yared Mekonnen Temesgen (Eti) 2h14’37”
6. Joseph Keino (Ken) 2h15’04”
7. Debele Teklemedhin (Eti) 2h15’14”
8. Abraham Yilma (Eti) 2h15’20”
9. Tesfaye Bogale Reta (Eti) 2h17’27”
10. Philemon Lisoreng (Ken) 2h19’50”

Classifica Donne (42,195 km)
1. Aniko Kalovics (Hun) 2h28’17”
2. Ornella Ferrara (Ita) 2h30’22”
3. Justyna Bak (Pol) 2h30’45”
4. Salomie Getnet Kassa (Eti) 2h34’44”
5. Paola Ventrella (Ita) 2h37’05”

fonte: Luigi Esposito (Gino)

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