PARLA GIUSEPPE GIBILISCO, IN ESCLUSIVA PER ATLETICANET

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Il campione dell’asta, qualche giorno dopo la conferma da parte del CONI della squalifica di 2 anni, concede un’intervista esclusiva al nostro redattore Simone Proietti. I pensieri di un campione lasciato solo da tutti, la sicurezza della sua innocenza e poi l’orgoglio che lo contraddistingue: a Pechino voglio vincere l’oro!

E’ un Gibilisco grintoso e determinato quello che traspare dall’intervista. Dalle accuse al CONI alla voglia di dimostrarsi pulito, dai rapporti deteriorati con Petrov alla passione per l’atletica nonostante sia stato abbandonato dalla Fidal e dal suo gruppo sportivo. Lui intanto continua ad allenarsi duro, con un sogno nella testa: vincere l’oro a Pechino e dimostrare a chi gli ha procurato “guai” di essere davvero un grande campione.

SP – Ciao Giuseppe, cominciamo con il presente: come ti senti dopo la fresca conferma dei 2 anni di squalifica? Più rassegnato o voglioso di dimostrare la tua innocenza?
Giuseppe Gibilisco – Ho la tranquillità di chi ha la coscienza a posto.

SP- Ora farai ricorso al Tribunale Sportivo di Losanna, che chances di vittoria pensi di avere?
Giuseppe Gibilisco – Fuori dal Coni sono sicuro che verrà fatta giustizia. D’altronde già un pm, un gip e la commissione d’appello Fidal mi hanno completamente prosciolto da queste accuse infamanti. Il Coni invece mi ha dato il massimo della pena.

SP- Sei stato squalificato per 2 anni per aver instaurato contatti con un medico sospetto, il Dott. Santuccione, senza mai aver dato positivo ad alcun controllo. Che vuoi rispondere a chi ti accusa di presunta “intenzionalità” a voler provare prodotti illeciti?
Giuseppe Gibilisco – Che cos’è la presunta intenzionalità? Se leggo un libro sul doping sono un dopato? Ma questa è giustizia da medioevo, una caccia alle streghe.

SP- Di certo fa sensazione vederti punito allo stesso modo di altri atleti trovati effettivamente positivi. L'Italia oggi è uno dei Paesi al mondo che lottano con più forza contro il doping, è vero o è solo apparenza?
Giuseppe Gibilisco – Solo apparenza. Sul calcio vanno molto più cauti, non vogliono pestare i piedi ai poteri forti. Uno come me è un bersaglio facile. E’ abbastanza famoso, serve a fare notizia e a giustificare la presenza del mastodontico apparato antidoping del Coni.

SP- In questi mesi ti sei fatto una ragione di ciò che ti è successo? Spiacevoli coincidenze, capro espiatorio per qualcuno o semplicemente sei stato troppo ingenuo? Chi pensi sia stato il “nemico” di Gibilisco?
Giuseppe Gibilisco – Capro espiatorio. E lo sanno anche loro, visto che continuano a pedinarmi e a tenermi sotto controllo. Vogliono avere qualcosa di concreto in mano per dire: avete visto, avevamo ragione…

SP- Come hai conosciuto Santuccione? Perchè sei andato da lui?
Giuseppe Gibilisco – Noi atleti siamo allo sbando, non c’è una seria struttura sanitaria e medica che ti segue. Santuccione all’epoca in cui lo frequentavo era iscritto all’albo dei medici sportivi e continua a esercitare la sua professione. Dalle intercettazioni ambientali risulta chiaramente che io e lui non abbiamo mai parlato di sostanze dopanti. Solo diete. Le presunte “bombe” erano gli integratori che compri in farmacia.

SP- Che tu sappia c'erano altri atleti che come te hanno avuto contatti con Santuccione? Si parla anche del martellista Nicola Vizzoni e della ex maratoneta Franca Fiacconi, ma alla fine solo tu hai subito una squalifica. Che ne pensi?
Giuseppe Gibilisco – Appunto. Noi atleti siamo allo sbando.

Su tale domanda abbiamo ricevuto una comunicazione da parte del legale di Nicola Vizzoni, l'avvocato Giovanni Fontana con una richiesta di rettifica. In considerazione di tale richiesta e in ottemperanza ai successivi accordi tra le parti, pubblichiamo quindi tale smentita così come ricevuta dall'avvocato Fontana dando alla stessa medesima evidenza della domanda contenuta nell'intervista per forma e visibilità.

L'avvocato Fontana ci evidenzia quanto segue:
Il Sig. Vizzoni non conosce il dott. Santuccione, non lo ha mai frequentato nè gli ha mai parlato. Dunque non corrisponde ai doveri di una corretta informazione accomunare situazioni che non hanno nulla in comune e far passare il Sig. Vizzoni come un atleta nella stessa situazione del Sig. Gibilisco ma “graziato” dalla giustizia non si sa per quale motivo. Da parte mia e del mio assistito auguriamo di certo al Sig. Gibilisco di tornare presto sui campi di gara e di uscire completamente esente da colpe nei procedimenti in corso, ma non possiamo esimerci dal chiedere la smentita e la cancellazione di una frase che getta ombre ingiustificate sulla figura dell'atleta Nicola Vizzoni.

SP- Qualche maligno dice che il tuo calo di rendimento nelle ultime due stagioni fosse dovuto proprio alla mancanza di qualche “aiuto”, come risponderesti a queste persone? Che invece c'entri qualcosa il distacco dal tuo allenatore Vitaly Petrov?
Giuseppe Gibilisco – Quest’anno, in piena tempesta mediatica, avevo già fatto 5.70 ad Atene e 5.60 a Padova sfiorando i 5.80. Petrov non è un fenomeno. La Isinbayeva con lui ha perso 20 centimetri. Faceva 5.01 ora vince con 4.80.

SP- Ha colpito molto la tua intervista sulla Rai durante il meeting di Padova qualche mese fa. Sono passati quei pensieri di voler smettere definitivamente o nell’atletica ci credi ancora?
Giuseppe Gibilisco – Io ci credo, anche se il Coni ha deciso di scaricarmi.

SP- Può davvero un campione del mondo e bronzo olimpico, che da ragazzo ha fatto mille sacrifici per allenarsi, chiudere con l’atletica dall’oggi al domani, come se niente fosse accaduto?
Giuseppe Gibilisco – Nella vita c’è altro…

SP- In campo internazionale hai mai avuto sospetti fondati che qualche avversario o altro atleta si aiutasse con il doping? E in Italia ti è mai capitato di nutrire qualche sospetto?
Giuseppe Gibilisco – Io non vivo di sospetti. I sospetti li ha il procuratore Torri che, sulla base di questi, chiede 2 anni. E ovviamente viene accontentato dal Gui, che lavora a 2 metri da lui. Bella giustizia…

SP- Ti senti ancora con qualche campione dell’asta o qualche altro collega? Se sì con chi? E con Vitaly Petrov?
Giuseppe Gibilisco – I colleghi mi chiamano. Sono solidali con me. Vitaly Petrov invece segue la sua strada, io la mia.

SP- Cosa dice la tua famiglia ed i conoscenti su quanto ti è capitato? Hai notato un atteggiamento diverso nelle persone?
Giuseppe Gibilisco – Sì. La gente ora mi vuole più bene di prima.

SP- Che sostegno hai avuto in questo periodo dal tuo gruppo sportivo e dalla Federazione?
Giuseppe Gibilisco – Zero.

SP- Se non ci fosse stata la vicenda doping Gibilisco cosa avrebbe potuto fare ad Osaka, alla luce dei risultati ottenuti dagli altri?
Giuseppe Gibilisco – Avrei lottato con il cuore, come sempre.

SP- Ultima domanda: se oggi ti annullassero definitivamente ogni squalifica, domani torneresti al campo di allenamento per preparare l’Olimpiade di Pechino?
Giuseppe Gibilisco – Mi sto già allenando. Voglio vincere l’oro e poi stampare la medaglia in faccia a chi so io…

Nella speranza che ti si possa veder volare ancora sulle pedane di mezzo mondo, in bocca al lupo per le vicende giudiziarie e per il proseguio della carriera di uno dei più grandi campioni azzurri di sempre.

fonte: Redazione

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