NOVEMBRE, NON SI FERMA LA LOTTA AL DOPING

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In questo periodo dell’anno il mondo dell’atletica vive agonisticamente una fase di passaggio. La stagione outdoor è ormai conclusa,quella indoor muoverà i primi passi solo fra qualche settimana, mentre l’appuntamento con i cross è solamente agli inizi. Focalizziamo dunque l’attenzione su due argomenti extra-agonistici assai diversi tra loro ma di sicuro interesse.

Il primo riguarda l’eterna lotta al doping. Facciamo un passo indietro al 16 gennaio 2006: aula del tribunale di Magdeburgo, si sta celebrando il processo al tristemente noto allenatore tedesco Thomas Springstein, accusato da una giovane atleta (Ann Kathrin Elbe) di averla sottoposta a doping. Nel corso del dibattimento era emerso che durante una perquisizione a casa sua (settembre 2004) era stata trovata una e-mail inviata a Berend Nikkels, medico dei pattinatori olandesi. Ecco lo stralcio più significativo ed inquietante: “Il nuovo Repoxygen è difficile da avere, per favore dammi presto nuove istruzioni affinché possa ordinare il prodotto prima di Natale”. Springstein fu bloccato nella sua azione, subendo una condanna a 16 mesi di carcere, ma quella sua e-mail rappresenta la prova che l’era del doping genetico è iniziata. Oggi la Wada, l’agenzia mondiale anti-doping riunita proprio in questi giorni per eleggere il proprio presidente (Pound succederà a sè stesso?) ha ufficializzato che dal 01/01/2008 entrano nella lista delle sostanze e dei metodi proibiti anche gli inibitori della miostatina e gli agenti che ne modificano le funzioni; tra di loro il Repoxygen citato nella e-mail di Springstein e primo prodotto del doping genetico entrato nel mondo dello sport.
La miostatina è il fattore che frena la crescita muscolare; bloccandola si va soggetti ad una sorta di ipertrofismo accelerato. Il rischio futuribile è di avere soggetti con muscolature abnormi ottenute senza allenamento oltre a prevedibili danni alla salute. Inoltre la Wada finanzierà attivamente la ricerca di metodi che smascherino quest’ultima frontiera del doping. La ricerca si preannuncia lunga e difficile mentre ombre inquietanti si allungano sui Giochi Olimpici di Pechino 2008. I ricercatori si mantengono prudenti affermando che risultati concreti si otterranno non prima del 2012.

Il secondo argomento riguarda Oscar Pistorius, il ventunenne quattrocentista sudafricano che corre con l’ausilio di due protesi. In questi giorni si trova a Colonia,dove su richiesta della Iaaf si sta sottoponendo ad una serie di test in uno dei massimi centri mondiali di biomeccanica per sapere se potrà correre a Pechino2008 con gli atleti normodotati, coronando il sogno della sua vita agonistica. Le analisi sono complesse e bisognerà attendere almeno un mese per sapere se la Iaaf in base a tali dati permetterà o meno a Pistorius di gareggiare ai prossimi giochi olimpici. Quello che interessa maggiormente è sapere se le protesi determinano dei vantaggi, soprattutto nella seconda metà della gara. Il giovane sudafricano,amputato ad entrambe le gambe sotto le ginocchia all’età di 11 mesi per una malformazione ai peroni, corse nell’estate scorsa una serie dei 400metri con atleti normodotati al Golden Gala di Roma. Da allora il dibattito sulla possibilità di permettere a Pistorius di correre a Pechino 2008 ha diviso il mondo atletico, con polemiche anche roventi. Le protesi sono di carbonio, usate solo per correre ed hanno la parte inferiore dotata di chiodi, simili a quelli usati dagli sprinter. Per la loro particolare forma e composizione permettono di trasformare ogni appoggio dell’atleta in spinte elastiche. Gli accuratissimi esami di questi giorni permetteranno alla Iaaf di prendere una decisione definitiva non solo di fatto per Pistorius ma per tutti quegli atleti che sognano orizzonti sportivi oltre le manifestazioni paralimpiche.

fonte: Gazzetta dello Sport – Iaaf

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