SAM DOBIN, VERI MOMENTI DI GLORIA

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“The Great Court Run”è la corsa del grande cortile del Trinity College, probabilmente il più prestigioso collegio universitario di Cambridge. Il cortile è sovrastato da un orologio che a mezzogiorno si mette in moto con un carillon di tocchi preliminari, prima di battere le 12 con serie di rintocchi di campana. Dal primo all’ultimo rintocco passano 43″6. Le origini della corsa affondano nel XIX secolo e si svolge nel seguente modo: si scatta al primo suono del carillon e si corre lungo il perimetro della Great Court (quattro cantoni con curve ad angolo) cercando di completare il giro di 401y (367 metri) prima dell’ultimo rintocco.

L’evento descritto è stato immortalato nel film”Momenti di gloria”(Chariots of fire), vincitore di quattro Academy Awards nel 1981. La pellicola raccontava la storia di due studenti-atleti, che tra vicissitudini varie diventano Campioni Olimpici a Parigi1924 nei 100m.(Harold Abrahams) e nei 400m. (Eric Liddell).
Nella finzione cinematografica Abrahams riesce nell’impresa di correre la “Great Run” nel tempo prefissato ma nella realtà questo fatto è un falso storico ed ispirato a Lord David Burghley (olimpionico nei 400hs ad Amsterdam1928) il quale ottenne realmente tale risultato correndo nel 1927 in 43″1. Ora ottanta anni dopo, nel mese di ottobre, uno studente diciannovenne, Sam Dobin, è balzato agli onori della cronaca avendo coperto il rettangolo fra i quattro cantoni in 42″77 migliorando il primato di Lord Burghley. Il risultato desta ancor più sorpresa in quanto il giovane Dobin non più tardi di un anno fa corse gli 800 in 2'06 e una frazione di 4×400 in 54″6.

Comunque sia questo sconosciuto ragazzo, originario di Herne Bay (Kent), che sogna la partecipazione a Londra2012, è riuscito in un’impresa che nel corso dei decenni si è rivelata oltremodo ostica ed impossibile anche a campioni affermati. Uno però ci riuscì: fu il leggendario mezzofondista Sebastian Coe,che nel 1988 gareggio insieme a Steve Cram vincendo la prova e correndo al di sotto dei 43”. Purtroppo la sfortuna ci mise lo zampino e mancò l’effetto scenico. L’orologio aveva subito un danno il giorno prima per cui la campana suono “più in fretta” e quindi nonostante il tempo finale di 42”53, la corsa del grande Seb terminò dopo l’ultimo rintocco. Ma allora si correva per beneficenza nessuno ci fece caso…o quasi.

fonte: trin.cam.ac.uk

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