SI È RITIRATA L’ASTISTA YVONNE BUSCHBAUM

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L’annuncio che arriva dalla Germania e che sancisce il ritiro dell’astista Yvonne Buschbaum di per sè non costituirebbe “una notizia da prima pagina”. Viceversa è la motivazione “inusuale e coraggiosa” (definizione dell’agenzia ufficiale di stampa tedesca D.P.A.) a situarla non certo nella sezione “notizie brevi”: nessun infortunio né tantomeno una logica conclusione di carriera dopo anni di competizioni, bensì una non facile e rispettabile scelta di vita. L’atleta ha affermato che si ferma per cambiare sesso e diventare un uomo precisando che da qualche tempo si sta sottoponendo ad un’intensa cura ormonale e che al momento opportuno cambierà anche il nome di battesimo.

Nel suo sito l’astista teutonica precisa, fra le altre cose: “Da molti anni mi sento in un corpo sbagliato. Io mi sento un uomo e devo vivere la mia vita nel corpo di una donna. So che la transessualità è un argomento al limite, ma non voglio più nascondermi”. Nell’ultimo periodo il disagio si era fatto insopportabile tanto che l’atleta ha intimamente connesso tormenti esistenziali e fisici attribuendo il cronico malanno del tendine d’Achille alle ferite dell’animo giungendo alla conclusione di non potere rinviare oltre questa svolta esistenziale. Augurandosi di ottenere il dovuto rispetto per tale decisione,ha altresì chiarito con vigore che in questa storia non c’entra in nessuna maniera il doping. La Buschbaum chiarisce che i risultati ottenuti fino ad oggi, anche di valore, sono legittimi e naturali essendo sempre risultata negativa ai vari test anti-doping.

L’astista ha pure dichiarato che la sua carriera termina così: “Con i maschi non gareggerò mai” (teoricamente come uomo potrebbe partecipare alle Olimpiadi di Londra2012). Dunque nulla a che spartire con la terrificante e triste storia della pesista Heidi Krieger, campionessa d’Europa a Stoccarda1986 nel getto del peso, fra le fila dell’allora Germania Orientale. Sottoposta ad un’elevata assunzione di ormoni maschili tramite lo steroide anabolizzante Oralturinabol, subì scompensi ormonali talmente devastanti da farsi operare nel 1997 cambiando sesso. Oggi il quarantaduenne Andreas Krieger vive con la ex-nuotatrice Ute Winter, dovendo sempre fare i conti con un complesso e fragile equilibrio fisico e psicologico, come lui stesso ha dichiarato per un qualcosa di “orrendamente imposto” e non certo scelto liberamente e consapevolmente.

Andando a ritroso nella macchina del tempo, il caso più eclatante è stato quello dell’enigmatica e vagamente androgina velocista polacca Stanislawa Walasiewicz : olimpionica a Los Angeles1932 ed argento a Berlino1936 nei 100m. nonchè bi-campionessa europea a Vienna1938 (100 e 200m.). Pur gareggiando per il paese d’origine,viveva negli USA, dove aveva americanizzato il nome in Stella Walsh e lì morì tragicamente, colpita da una pallottola vagante durante una rapina, nel 1980. L’autopsia rivelò che era un uomo. Ritornando alla Buschbaum ecco le note più salienti della sua carriera. Nata ad Ulm (14/07/1980) lascia con questi primati:outdoor (4.70m. Ulm-29/06/2003) indoor (4.65m. Vienna-03/03/2002). Ha partecipato all’Olimpiade di Sydney2000 ottenendo con 4.40m. il 6°posto ed a tre edizioni dei Campionati Mondiali (Siviglia1999 -quattordicesima-, Edmonton2001 -settima-, Parigi2003 -sesta- ).

La competizione che le ha regalato le maggiori soddisfazioni sono stati i Campionati Europei, dove ha conquistato due medaglie di bronzo: Budapest1998 con 4.31m. e Monaco2002 saltando 4.50m. Vanta anche una medaglia d’argento agli Euroindoor di Vienna2002 ed il titolo di Campionessa Europea Juniores conquistato a Riga1999. Nel ranking di Track and Field appare in quattro occasioni nella top ten, avendo come miglior piazzamento il 2°posto nel 2002 alle spalle della Feofanova. Infortunatasi nel 2004 ha subito alcuni interventi chirurgici ai piedi e dopo un discreto rientro nel 2006 non è più tornata ai livelli dei primi anni di carriera. Ora inizia il capitolo sicuramente più importante della sua vita.

fonte: Gazzetta dello Sport – Foto: ndr.de

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