ATLETICA AZZURRA 2007 – PARTE 2 – IL SETTORE GIOVANILE

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Su tutti gli juniores: tra i giovani sono stati soprattutto loro i migliori di una stagione contrassegnata da tre avvenimenti di spicco: i Mondiali Allievi a Ostrava, gli Europei Juniores di Hengelo e gli Europei under 23 di Debrecen.

E proprio in terra olandese sono arrivati i risultati migliori ed un bel bottino di medaglie che speriamo si possano tradurre in successi importanti anche per il futuro, con la maturazione dei giovani talenti intravisti ad Hengelo. Su tutti il mezzofondista Mario Scapini, allievo di un allenatore dal grande passato, Giorgio Rondelli, ed atleta con i numeri del campione. Per lui è stato oro nei 1500 in una gara impostata in maniera impeccabile e conclusa con caparbietà. La giusta coronazione di una stagione già portatrice di personali frantumati (1’48 sugli 800 e 3’44 sui 1500) e di due titoli italiani di categoria su 800 e 1500, entrambi a discapito di Merhium Crespi, rivale di qualità, giunto alle sue spalle anche agli Europei, al termine di una volata che lo ha visto medaglia di bronzo.
I due giovani lombardi si prefigurano come le speranze più convincenti del mezzofondo veloce azzurro a cui si deve affiancare di diritto anche il nome di Giordano Benedetti, per cercare quanto meno di riportare in auge la tradizione di un settore che ha regalato in passato campioni ed imprese indimenticabili.

Nella velocità gli juniores hanno messo a segno un bronzo di valore con Giuseppe Aita, una delle rivelazioni migliori, capace addirittura di frantumare il personale sui 100 portandolo sino a 10”50. Il tutto aspettando il colpaccio di Matteo Galvan sui 200, che però non è arrivato. Il vicentino in realtà ha avuto modo poi nel corso della stagione di migliorarsi notevolmente, non sui 200 ma sul giro di pista, portando il suo personale assai vicino al muro dei 47” netti (47”10). I 400 non saranno la sua distanza preferita, ma probabilmente rappresenteranno il futuro della sua nuova carriera professionistica nelle Fiamme Gialle. Le altre medaglie juniores sono arrivate dalla tradizione della marcia grazie alla tenacia di Matteo Giupponi, con un argento sudato sino in fondo e da Tamara Apostolico, lanciatrice fenomenale, in grado di scagliare il disco oltre i 50 metri. Poi a corollario delle medaglie sono arrivati i miglioramenti di molti azzurrini, tra cui spicca il personale salito a 2,21 di Silvano Chesani nell’alto. Alla fine l’esperienza degli Europei juniores si è tradotta in un’iniezione di fiducia per l’atletica nostrana, che conferma la qualità di un bel gruppetto di giovani talentuosi nella categoria e dalle ottime prospettive future. Tra questi sono da segnalare anche Serena Capponcelli, arrivata a 1,86 nell’alto, Fabio Buscella oltre i 16 metri nel triplo, Emanuele Sabbio miglioratosi nel giavellotto sino a superare i 70 metri, e la sorpresa John Mark Nalocca sui 110 hs, autore del record italiano juniores ma ancora indisponibile per la squadra azzurra a seguito di problemi burocratici di cambio di nazionalità.

Quanto di buono raccolto dagli juniores non ha trovato riscontro nelle altre categorie, a cominciare dalle promesse, impegnate anch’esse in una rassegna europea, a Debrecen. Le sole due medaglie di bronzo conquistate, ad opera degli ottimi Daniele Meucci nei 10000 ed Emanuele Abate nei 110 Hs, non rendono tuttavia il giusto merito ad una trasferta comunque positiva, caratterizzata da diversi risultati di prestigio. A cominciare dalle medaglie mancate con la squalifica sul finale di gara di Giorgio Rubino nella marcia ed il quarto posto di Fabio Cerutti nei 100. Due atleti che nel corso della stagione hanno mostrato miglioramenti importanti, con il primo addirittura capace di figurare tra i migliori al mondo ai Mondiali di Osaka.
Prestazioni importanti sono poi arrivate dalle velociste delle due staffette, con Tiziana Grasso e Maria Aurora Salvagno in evidenza: le due saranno anche le dominatrici per il resto della stagione nelle discipline veloci, la prima su 200 e 400, la seconda sui 100. Gli Europei hanno poi lanciato la grintosa Tania Vicenzino, arrivata sino a 6,50 nel lungo, mentre il martello ha regalato i piazzamenti di Silvia Salis e Laura Gibilisco. Senza considerare naturalmente Andrew Howe, questi sono i nomi che hanno dominato nel 2007, cui possono aggiungersi Elena Scarpellini nell’asta, Elisa Scardanzan e Nicola Cascella sui 400 hs, Teo Turchi sui 400. Proprio sul giro di pista si è purtroppo perso per strada Claudio Licciardello, autore in maggio di un ottimo 46”26, ma poi costretto a fermarsi per infortunio. Il siciliano si è rivisto solo ad ottobre, dimostrando comunque di aver ritrovato la salute fisica e la condizione di un tempo. Interessante sarà poi seguire l’evoluzione dei vari Stefano La Rosa, Andrea Lalli, Simone Gariboldi, Marco Salami, moschettieri degli Europei di cross e speranze del mezzofondo italiano. Il mezzofondo femminile under 23 ha corso soprattutto sulle gambe di Valentina Costanza, in attesa del rientro di Adelina De Soccio, mentre nella velocità vale la pena menzionare i netti miglioramenti di Stefano Tobia ed Alessandro Guazzi che, con Cerutti ed Howe, costituiscono il nuovo mondo dello sprint azzurro.

Gli Allievi da parte loro dovevano confrontarsi con la manifestazione più insidiosa delle tre, i Campionati Mondiali di categoria. Poi tutti a Belgrado per gli EYOF e tirare in una settimana un mezzo bilancio della stagione. Dai due appuntamenti alla fine delle indicazioni sono emerse come anche qualche giovane talento di spicco. Per esempio l’altista Elena Vallortigara, medaglia di bronzo ai Mondiali e vincitrice degli EYOF. Sulla falsa riga di Antonietta Di Martino, punto di riferimento nella categoria assoluta, ha migliorato il personale dell’anno precedente di due centimetri, arrivando a 1,87, misura che l’ha confermata tra le migliori interpreti mondiali della specialità, a soli 3 centimetri dal record italiano allieve di Barbara Fiammengo, datato addirittura 1983. La sedicenne avrà un altro anno a disposizione per tentare l’impresa.
Un altro medagliato è stato il marciatore Vito Di Bari, ennesimo prodotto di un settore che in Italia non ha mai tradito le aspettative e che propone regolarmente atleti di valore internazionale anche tra i giovanissimi.
Sempre nella marcia si è messo in evidenza anche un altro talento come Riccardo Macchia, mentre tra le marciatrici si è fatta applaudire la determinazione di Antonella Palmisano, autrice ad Ostrava del record italiano di categoria sui 5 km.

Una menzione particolare va fatta poi per la mezzofondista Valeria Roffino, giunta al record italiano dei 2000 siepi con il 6:40.29 di Ostrava, e poi protagonista anche per il resto della stagione con l’impresa del doppio oro agli Italiani nei 3000 (10’13”74) e 2000 siepi.
Lo sprint nel corso dell’anno ha dato segno di esistere con la crescita dei vari Baini, Tumi, del romano Valerio Rosichini, campione italiano sui 100, e di Marta Maffioletti. Oltre ai già citati Rosichini e Baini, tra i maschietti, si è poi esaltato, durante i Campionati Italiani di categoria, un altro giovane interessante, Diego Marani, autore sui 200 di un ottimo 21”78, seguito da vicino proprio da Rosichini (21”81). Valentina Zappa e Chiara Natali hanno dominato e condiviso la leadership dei 400, mentre Sophia Ricci si è distinta sui 400 hs con annessi ritocchi al personale. I 400 hs al maschile hanno lanciato il nome di Eusebio Haliti, allievo al primo anno, vincitore del titolo italiano con 54”15.

Ma nomi da seguire, emersi durante la stagione, sono stati anche quelli del lunghista Levantino, atterrato a 7,27 a Belgrado, e di Stefano Nardini, capace di un ottimo 68,50 nel giavellotto, tutti ragazzi da seguire e per i quali si spera di dover parlare ancora a lungo.

Nella foto: Matteo Galvan, nuovo acquisto delle Fiamme Gialle

fonte: Redazione – Foto: Simone Proietti

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