EUROPEI DI CROSS: A LEBID LA SETTIMA CORONA!

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • 0
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Si sono svolti questa mattina i 14esimi Europei di Cross nella cittadina di Toro, nel nord della Spagna.
A livello assoluto vittorie di Sergey Lebid (al settimo titolo assoluto nella specialità) e alla padrona di casa Marta Dominguez.
La Spagna ha trionfato a livello assoluto, sia tra gli uomini che tra le donne, ma importante è stato anche il successo nelle categorie giovanili, maschili e femminili, della Gran Bretagna.
Questo il Report per categorie:

SENIORES
Vittoria doppia per la Spagna grazie alla medaglia d’oro individuale dell’atleta di casa Marta Dominguez (all’esordio nella rassegna di cross). La campionessa europea in carica dei 5000m è rimasta coperta per quasi tutta la gara; in testa è partita l’ungherese Aniko Kalovics (quinta alla fine), dietro c’erano sette atlete tra cui appunto la Dominguez ma anche l’altra spagnola Morato, la francese Julie Coulaud e la britannica Katie Reed. A 500m dalla fine la spagnola Dominguez, rimasta da sola con la Coulaud e la Morato, ha cambiato passo ed è andata a cogliere una importante vittoria.
Seconda proprio la francese, mentre il bronzo è targato ancora Spagna, grazie a Rosa Morato.
A raddoppiare la vittoria della Spagna ci pensano Iris Maria Fuentes Pila e Alessandra Agiular, rispettivamente 12esima e 17esima che con i loro piazzamenti consentono la medaglia d’oro di squadra davanti alla solito Gran Bretagna e al Portogallo. Affonda l’Italia, che già alla vigilia aveva perso la sua pedina più importante: dopo la rinuncia della Weissteiner, la Romagnolo incappa in una giornata-no e non le permette di andare oltre il 32esimo posto in classifica e la delude decisamente. La squadra è sesta e ultima in classifica.
Le altre italiane: Michalska (35°), Belotti (36°), Desco (37°), Tschurtschenthaler (38°).

Tra gli uomini, immenso Sergey Lebid: dopo la battuta d’arresto della scorsa edizione della rassegna, l’ucraino torna a vincere e conquista la settima vittoria agli Europei di Cross.
Fin dall’inizio è partito in testa, a metà gara si è intruppato nel folto gruppo di testa forse per ripararsi dal forte vento che batteva sui prati di Toro. Poi l’iniziativa dello spagnolo Josè Manuel Martines (alla fine quinto) che ha scremato il gruppo e si è portato dietro i soli favoriti della vigilia Lebid e il naturalizzato svedese Mustafa Mohamed. A due giri dalla fine è stato lo svedese a prendere l’iniziativa e a mettere in crisi lo spagnolo ma Lebid non ha ceduto, anzi, ha cercato ancora un allungo e si è mantenuto sempre leggermente avvantaggiato rispetto al coloured svedese e negli ultimi 200m con il suo rush finale ha scavato quei 9” che lo hanno portato alla medaglia d’oro proprio davanti a Mohamed. Terzo un sorprendente Rui Silva che era attardato in settima posizione all’inizio dell’ultimo giro, mentre quarto è finito il 35enne svedese Erik Sjoiqvist (che negli anni passati non aveva mai fatto meglio di un 22esimo posto).
Migliore degli italiani il solito Gabriele De Nard, 22esimo.
Vittoria a squadre per la Spagna che fa il paio con quella femminile, davanti al Portogallo e alla Francia.
Italia ancora a fondo, ottava e penultima.
Gli altri italiani in gara: Scaini (31°), Bona (40°), Perrone (46°), Caliandro e Gualdi (rit).

PROMESSE U23
Con un palmares così c’era da aspettarselo che oggi ci avrebbe provato: la rumena Ancuta Bobocel, campionessa europea juniores di cross nel 2005 e bronzo sempre tra le juniores lo scorso anno, non ha aspettato nessuno, allo sparo è volata in testa e con una grande prova di forza, si è aggiudicata la medaglia d’oro, anche se finendo un po’ in riserva ha rischiato di farsi acciuffare proprio negli ultimi metri. La sua vendetta, per la contro-performance dello scorso anno, è stata servita!
Dietro di lei un gruppetto di nove atlete si davano battaglia per i gradini più bassi del podio, ma dopo poco più di 2km la polacca Kowalska (in estate campionessa U23 nei 3000st proprio davanti alla Bobocel) e l’olandese Adrienne Herzog hanno lasciato la compagnia per andare a caccia della battistrada. Negli ultimi 800m l’olandesina è rimasta da solo e ha provato disperatamente a riagganciare la Bobocel, ma alla fine e anche se per due soli secondi, si è dovuta arrendere. Terza è finita la Kowalska, che ha tagliato il traguardo 9” dopo la vincitrice. Delusioni per la bielorussa Volha Minina (campionessa europea U23 quest’anno nei 10000m) finita 15esima e per l’altra olandese Susan Kuijken, bronzo due anni fa tra le juniores, che si è addirittura ritirata.
Per l’Italia la migliore doveva essere Adelina De Soccio, lo scorso anno splendida quinta sui prati di San Giorgio su Legnano. Che non fosse nella massima forma lo si sapeva, ma il suo 25esimo posto lascia comunque delusi, nonostante all’inizio abbia cercato di restare attaccata alle inseguitrici. Dietro di lei piace invece Giulia Francario, in crescita rispetto alle uscite nei cross sui prati italiani, che alla fine taglia il traguardo 28esima a soli 3” dalla molisana De Soccio.
Per quanto riguarda la coppa di team, la vittoria è andata alla solita Gran Bretagna davanti a Russia (seconda) e Polonia (terza). L’Italia, lo scorso anno bronzo, è rimasta lontana, settima.
Le altre italiane in gara: Dongiovanni (41°), Rocco (45°), Costanza (50°), Vasari (53°).

Questa era la gara più attesa per l’Italia, qui esordiva in categoria il molisano Andrea Lalli, lo scorso anno sul tetto d’Europa tra gli juniores, che in questo avvio di stagione di cross aveva già palesato un ottimo stato di forma.
La gara prende avvio su ritmi non impossibili ad opera del turco Kemal Koyoncu; a metà gara si entra nel vivo con l’azione proprio del turco che si sgancia dal quintetto di atleti che si stava portando dietro: il russo Yevgeniy Rybakov, l’inglese Vernon, l’irlandese Ledwith e Lalli. Rybakov va all’inseguimento del turco ma è proprio l’azzurro che risente del nuovo cambiamento di ritmo, cede posizioni fino alla settima; e mentre davanti Koyoncu va a cogliere la vittoria davanti proprio a Rybakov e terzo è l’inglese Vernon, l’italiano risale la china e taglia il traguardo in quarta posizione. Dietro di lui, sorprendente, è quinto il grossetano Stefano La Rosa, ad un solo secondo da Lalli.
Anche tra gli uomini U23 la vittoria di squadra va alla Gran Bretagna-pigliatutto davanti alla Polonia e alla Russia. L’Italia, nonostante il quarto e quinto posto dei due azzurri, cede il passo rispetto all’argento dello scorso anno ed è settima.
Gli altri italiani in gara: Gariboldi (42°), Ruffoni (64°), Iannone (70°), Garavello (rit).

JUNIORES
Stephanie Twell ce la fa! A distanza di 12 mesi, si riconferma campionessa europea juniores di cross ed entra nella storia come prima atleta riuscita a bissare il titolo.
La britannica passa al comando dopo poco più di 1000m; alla fine del primo giro infatti era ancora nascosta (sesta) ma nel gruppo delle prime trainato dalle russe Ivanova e Gordeyeva. All’inizio dell’ultimo giro la Twell, ancora avanti di 3” sulla Gordeyeva, da un’ulteriore strattone: le sue compagne di nazionale, guidate dalla Pidgeon (quarta lo scorso anno, argento nel 2005) sono risalite in terza, quarta e quinta posizione. Con 20” di ritardo, undicesima (dopo essere passata 19esima al giro precedente) passa anche la polacca Danuta Urbanik: la sua corsa ha una marcia in più, in 1.5km recupera 17” sulla vincitrice: le è mancata quel pizzico di sicurezza in più dovuto anche al fatto di avere poca esperienza sui cross, essendo lei una mezzofondista da 4’16” sui 1500m (settima quest’anno agli Europei di categoria in pista). Terza e quarta ancora due britanniche, Charlotte Pur due e Charlotte Roach mentre cedono il passo la Pidgeon (sesta), la norvegese Kristine Engeset (argento lo scorso anno, oggi nona) e la russa Marina Gordeyeva (decima).
Per l’Italia, la migliore come anche lo scorso anno è stata la biellese Valeria Roffino, 45esima (che peggiora il 36esimo posto del 2006) mentre la squadra è 12esima: quasi potrebbe sembrare un miglioramento rispetto allo scorso anno quando era stata 14esima ma come era accaduto anche nel 2006, il team risulta il penultimo della classifica, qui a Toro davanti solo alla squadra turca.
Con la Twell, bissa il successo anche il team britannico che piazza 5 atlete nelle prime 10; seconda la Russia e terza l’Ucraina che piazza la 17enne Olha Skrypak al quinto posto.
Le altre italiane in gara: Sgarbanti (52°), Costa (62°), Epis (64°), Pulina (72°), Inglese (75°).

Tra gli uomini la “profezia” del corso Mourad Amdouni si è avverata: aveva infatti dichiarato di sentirsi in grado di vincere una medaglia e che se lui ce l’avesse fatta, anche la squadra sarebbe salita sul podio; il campi dice che per entrambi è medaglia d’oro.
Il giovane francese, dodicesimo lo scorso anno, è rimasto sempre in testa: all’inizio accompagnato dal connaziona Carvhalo, poi a due giri dal termine è stato raggiunto dall’ucraino Lashyn, il favorito della vigilia, ma non si è perso d’animo e a conquinato a trascinare il terzetto fino alla fine quando è riuscito a guadagnare un margine di 3” sul secondo classificato, proprio l’altro francese Florian Carvhalo; terzo a 8” l’ucraino Sergey Lashyn (sesto nel 2006).
Gli italiani non sono riusciti a ripetere le belle gesta dello scorso anno: il migliore è risultato Paolo Pedotti, 17esimo (78esimo nel 2006) che partito con calma, dopo il primo giro e fino alla fine ha mantenuto la posizione. Dietro di lui 25esimo e 26esimo nell’ordine Crespi e Turroni (a 27” dal vincitore).
La vittoria di squadra va alla Francia (con 3 atleti nei primi sei), davanti alla Gran Bretagna e alla Turchia (terza). L’Italia, squadra campione in carica, alla fine è stata solo sesta, sorpassata anche da Germania (quarta) e Spagna.
Gli altri italiani in gara: Turroni (21°), Crespi (26°), Seppi (66°), Fortino (75°), Scialabba (rit).

Nella foto la neo campionessa europea di cross, la spagnola Marta Dominguez

fonte: www.european-athletics.org; foto:www.dedeporte.es

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *