BOCLASSIC E FONDO ITALIANO: 4 CHIACCHERE CON GIANNI DEMADONNA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Lunedì 31 Dicembre, ultimo giorno dell’anno, si terrà a Bolzano la classicissima corsa di San Silvestro; la Boclassic, gara internazionale su percorso cittadino, giunta alla 33esima edizione, quest’anno diretta dal Sig. Thomas Vonmetz, ha in Gianni Demadonna lo storico race director della manifestazione.

Per il trentino ex fondista di ottima caratura (28’04” sui 10000m nel 1984, un po’ schiacciato solo dalla contemporaneità di campioni del calibro di Antibo, Cova, Panetta, ma anche splendido secondo alla maratona di New York del 1987), oggi tra i migliori manager al mondo, si tratta della 12edizione della classica bolzanina, visto che ha cominciato a lavorare con il team organizzativo nel 1995.
Anche quest’anno ha portato in Alto Adige grandissimi atleti, a partire dai migliori dello scorso anno: il marocchino Abderrain Gourmi (secondo a Londra e New York quest’anno, vincitore della scorsa edizione e secondo nel 2003) e l’etiope Ashaw Fedaku Habtamu (terzo nell’edizione 2006); ma ci saranno anche il keniano Edwin Soi Cheruiyot (vincitore del World Athleticas Final nei 3000m e 5000m, uno dei favoriti di Demadonna), il portacolori del Qatar Shami Mubarak Hassan (vicecampione del mondo di maratona nel 2007) e il campione europeo di cross Sergiy Lebid, che torna a Bolzano dopo essere stato assente lo scorso anno, in ottima condizione per cercare una vittoria che ha già conquistato cinque volte negli anni passati.

In chiave italiana, assente Baldini per esigenze di preparazione ha deciso di non partecipare, ci sarà il campione europeo indoor dei 3000m, Cosimo Caliandro ma anche i maratoneti Daniele Caimmi, Ruggero Pertile e il trentino Giuliano Battocletti.

Tra le donne a difendere la corona dello scorso anno ci sarà l’ungherese Aniko Kalovics che dovrà vedersela con la keniana Sylvia Kibet (quarta ai mondiali sui 5000m nel 2007) e l’ucraina Tetyana Holovchenko (ex campionessa europea di cross, nel 2006).
Madrina della manifestazione, l’altoatesina Silvia Weissteiner che pur non al meglio della condizione (visto i malanni di inizio mese che l’hanno costretta al forfait dell’ultimo minuto per gli Europei di Cross di Toro), cercherà di difendere il podio dello scorso anno, quando fu terza.
Con lei, saranno della partita anche le sue compagne Agnes Tschurtschenthaler e Renate Rungger, ma anche la maratonete Bruna Genovese.
La gara femminile si svolgerà sulla distanza di 5km, quella maschile sui 10km; la manifestazione sarà in diretta su RaiSportSat dalle 15.

Vista la presenza telefonica di Gianni Demadonna, grande esperto e conoscitore di atletica e fondo in particolare, ne approfittiamo per qualche domanda:
Il cast che sei riuscito ad allestire è senz’altro di primissimo piano; gli appassionati sicuramente sapranno apprezzare; ma io mi chiedo il perché della scelta di investire su atleti stranieri, dei quali molto spesso è difficile ricordare i nomi, piuttosto che su atleti nostrani, che sono sempre in netta minoranza al via…

R. La realtà è molto semplice; apparte Baldini, che quest’anno ha fatto delle scelte diverse per quanto riguarda Boclassic ma che è sempre capace di ben figurare anche se non sempre sale sul podio, e Caimmi, Pertile, Andriani che non sono più giovanissimi, altri atleti non ce ne sono disposti a gareggiare.
Giovani come Lalli e La Rosa hanno preferito i cross, Meucci è fermo, ma il resto è inesistente; c’è un buco generazionale, di atleti attorno ai 25-26 anni, importantissimo.
Ma la colpa di questa di situazione, di questo calo di vocazione…
R. Sicuramente non si è lavorato come doveva essere fatto con atleti classe 78-79 e primi anni 80; forse tra le donne va un pochino meglio, vedi Weissteiner, Rungger, Cusma, ma tra gli uomini a parte qualche risultato estemporaneo, mancano veramente gli atleti.
Ma sicuramente è anche questione d’immagine dell’atletica: nel ciclismo per esempio,è vero che non c’è la concorrenza dei neri me la gente si appassiona, perché i giornali ne parlano in grande, grazie anche al fatto che ci sono campioni come Bettini, Petacchi, ma anche Cipollini e Pantani prima, a cui agganciarsi e farsi trascinare; oltre al fatto che la televisione dia ampio spazio al movimento ciclismo. Per l’atletica si muove qualcosa ora con Howe, ad esempio, che potrebbe vestire i panni del trascinatore, ma manca l’attenzione dei media, insomma siamo alle solite: l’atletica alla televisione si vede pochissimo.
E niente altro? Ma non sono proprio diversi gli approcci alla fatica?
R. Per essere campioni occorrono prima di tutto i geni del campione, e solo madre natura può aiutare; sicuramente in Italia si soffre un po’ la mancanza di talenti, soprattutto si soffre di quel cambio generazionale di cui si parlava prima. Ma per essere un campione non basta questo, occorre un’atteggiamento da campioni, quello che non ti fa accontentare del primo successo ma che ti permette invece di farti confrontare con il resto del mondo.
In questo sicuramente anche i Corpi Militari, che se in linea di principio fanno del bene agli atleti, ne uccidono anche un po’ le ambizioni; giovani ventenni che si ritrovano con uno stipendio di più di mille euro, si sentono arrivati invece di capire che quello sarebbe solo un trampolino di lancio.
Ma in generale i nostri atleti hanno la tendenza ad accontentarsi e di tacciare per dopato chi invece si ritaglia un po' di spazio.
E’ per questo che segui maggiormente atleti stranieri?
R. Quando ho iniziato, nel 1989, a fare il procuratore, la mia scommessa di vita era partita proprio con atleti italiani; ultimamente ne seguo veramente pochissimi e spesso quando si affaccia un nuovo talentino non lo cerco neanche; non per presunzione ma perché sono troppo fuori dall’atletica mondiale, non solo in termini di risultati, ma proprio in termini di atteggiamento. I più che ottengono un minimo risultato o prestazione si sentono subito campioni, ma fuori c’è un mondo intero di atleti di caratura mondiale nei confronti dei quali questi campioni nostrani sono veramente poca cosa.
Gianni Demadonna nel 1984 nonostante il suo 28’04” nei 10000m non ha partecipato alle Olimpiadi di Los Angeles; questo perché davanti al lui c’erano atleti italiani fortissimi come Cova, Antibo e Panetta a sbarrargli la strada; quest’anno saresti stato il migliore d’Italia nonostante siano passati 20 anni, quarto in Europa…
R. Ma come io, anche Panetta, Cova, Antibo, tutti noi saremo saremmo ancora tra i migliori; Panetta faceva 8’08”, magari oggi avrebbe fatto 8’03 non 8’26 come si fa da noi nel 2007!

Con i ringraziamenti di rito e con un in bocca al lupo per il prossimo anno, a partire già dal suo impegno con Boclassic di San Silvestro chiudiamo la nostra chiaccherata, apprezzando sicuramente la schiettezza e la competenza di Gianni.

Appuntamento allora alle ore 13.30 nel centro storico di Bolzano, Piazza Walther, per l’antipasto della gara internazionale, la Boclassic 4 ALL, giro podistico di 5km per le vie del centro. Poi alle 15 al via la gara internazionale femminile e a seguire, alle 15,30 quella maschile.

fonte: Giulia Scatena
fonte foto: DAP

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *