ATLETICANET INTERVISTA SERGIY LEBID

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Rientrato in Italia dopo le ultime fatiche “post europeo”, caratterizzato dalla vittoria al Cross spagnolo di Yecla (16 dicembre) davanti al portoghese Rui Silva, e dal secondo posto al Cross Cup di Bruxelles (con lo stesso tempo del vincitore, il keniano Paul Koech che l’ha preceduto in volata), il sette volte Campione d’Europa di Cross, l’ucraino Sergiy Lebid si concede piacevolmente per una piccola intervista.

Felicemente colpita dal suo incredibile italiano e dalla sua gentilezza, in momento di scarsa vocazione del fondo italiano, fa bene ascoltare la sua determinazione e passione per quello che è il suo mestiere di atleta.

Partiamo dallo scorso anno; dopo la controprestazione di San Giorgio su Legnano del 2006, come sei riuscito a reagire e a trovare gli stimoli giusti che ti hanno permesso di aggiungere un’altra perla al tuo palmares?
Lo scorso anno avevo patito un infortunio ad ottobre che aveva condizionato la mia preparazione; sapevo quindi che la forma non era buona ma ho voluto provare a difendere il mio titolo; il risultato non è stato dei migliori, e le critiche sono piovute da tante parti. Dopo quell’esperienza avevo bisogno di riscattarmi, dovevo dimostrare a tutti che non ero finito come dicevano e a settembre di quest’anno sono ripartito con la preparazione per Toro molto motivato.
In Spagna poi sapevo di stare bene e sono riuscito a giocarmi al meglio tutte le mie carte.

L’ultimo giorno dell’anno sei in Alto Adige per correre la classicissima di San Silvestro Boclassic; ritorni a Bolzano dopo l’assenza dello scorso anno ma con un bottino di 5 vittorie e un terzo posto. Sei uno dei pochi bianchi che riesce a combattere quasi ad armi pari contro lo strapotere africano; come ti senti in questo ruolo che dovrei vestire anche alla Boclassic?
Innanzitutto sono molto felice di poter correre a Bolzano perchè il percorso è molto bello e soprattutto sono tanti gli spettatori lungo la gara che calorosamente salutano gli atleti.
Per quanto riguarda gli atleti di colore, è vero, se sto bene non ho paura di affrontarli perché so che posso giocarmi le mie carte; ma non mi preoccupo mai di loro: io cerco sempre di correre forte, indipendentemente da loro ma anche da tutti gli altri, l’unico mio pensiero è quello di stare bene e correre bene.

In carriera hai vinto molto, soprattutto sui prati ma anche in pista (con la perla del bronzo europeo nel 2002 sui 5000m); a 32 anni hai ottenuto un altro splendido oro europeo di cross, meno di un mese fa; in Italia sta venendo meno la vocazione al mezzofondo e fondo mentre tu sembri non stancarti mai…
Sì, è vero; io continuo ad avere sempre fame di vittorie e gli stimoli arrivano sempre da dentro di me: io voglio correre forte e più corro forte, maggiore è la voglia di fare. Ma sono fortunato perché anche quando sono infortunato o non in buona condizione, non mi abbatto e anzi, la voglia di fare e di riscattarmi cresce ancora di più, se possibile.

Quest’anno è la stagione olimpica; in pista non sempre hai espresso il tuo maggior valore: cosa ti aspetti da questo 2008?
Sicuramente la mia preparazione è incentrata sulle Olimpiadi di Pechino dove vorrei correre sia i 5000m che i 10000m. Logicamente devo ancora ottenere il minimo olimpico per poter volare in Cina, ma l’obiettivo della stagione è quello.
Alle Olimpiadi sarebbe un’ottima cosa se riuscissi ad entrare nei primi sei; ma da ambizioso quale sono non nego che la medaglia la sogno eccome!

La tua preparazione è fatta anche di gare: tra i programmi dei prossimi giorni so che sarai il 30 in Francia per la Corrida de Houilles e il 31 a Bolzano; impegni così ravvicinati…
Si, sono due gare in due giorni; ma non c’è nessun problema. Del resto quando gareggi nelle grandi manifestazioni come mondiali e olimpiadi capita sempre di dover affrontare batterie, semifinali e finali molto ravvicinate. Non ci trovo niente di strano!
Inoltre il 6 Gennaio correrò il Campaccio, sullo stesso percorso dello sfortunato europeo dello scorso anno. Poi rientrerò in Ucraina dove starò una settimana prima di tornare ad allenarmi in Italia.

In bocca al lupo, Sergiy!

fonte: Redazione – Giulia Scatena / Foto: www.hln.be
fonte foto: www.hln.be

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