PISTOLA E STARTER: DUE ELEMENTI IMPORTANTI PER L’AVVIO DELLE GARE DI CORSA

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LO STARTER E….LA PISTOLA
Ai Giochi di Atene del 1896 la partenza delle gare di corsa avvenne a mezzo del colpo di pistola, esploso dal sig. Spiridon Arvanitis, lo starter in bombetta, ripreso nell’esercizio delle sue funzioni dal fotografo ufficiale di quella olimpiade, il tedesco Albert Meyer.
L’uso della pistola, come segnale di partenza, risaliva a qualche anno addietro, anche se rimane difficile stabilire la data precisa, in cui venne utilizzata per la prima volta.
Sicuramente la scelta di un attrezzo che emettesse un suono forte e chiaro, può essere fatta risalire a quell’insieme di norme che si dettero come loro primo atto operativo nella seconda metà dell’800, le prime federazioni sorte in Europa (l’inglese Amateur Athletic Association nel 1880) e oltre oceano (la statunitense Amateur Athletic Union nel 1888).
Si sa inoltre per certo che in precedenza si erano usati per dare la partenza altri mezzi sonori, quali lo squillo di una tromba o il suono sordo di un tamburo, in alternativa allo sventolio di un fazzoletto o all’agitare di una bandierina, come si era usato fino ad allora.
Gli storici narrano che nelle Antiche Olimpiadi, prima delle prove del programma ufficiale, si svolgevano gare riservate ai trombettieri e agli araldi, prove che avevano il fine di designare a quale di questi doveva essere affidato il compito di mossiere.
Un famoso trombettiere, che a buon ragione potrebbe essere considerato il primo starter della storia, fu tale Erodono di Megera, che per dieci anni consecutivi (dal 328 al 292 a.C.), dette ufficialmente il via alle gare di Olimpia.
Nello sforzo di individuare la data di inizio dell’uso della pistola in atletica, ci viene in aiuto uno dei padri e diffusori di questo sport negli Stati Uniti: William B. Curtis, personaggio singolare, meglio conosciuto con l’affettuoso appellativo di Father Bill.
Curtis, nato a Salisbury il 17 gennaio 1837, fu in gioventù atleta praticante e si fregiò per tre anni (1876, 1878 e 1880) del titolo di campione nazionale di lancio del martello e di quello di sollevamento pesi (1878). Egli fu inoltre uno dei fondatori del New York Athletic Club e della Amateur Athletic Union.
Father Bill lasciò molti scritti sulle origini dell’atletica nel suo Paese; il più noto fu The Infancy and Childhood ef Amateur Athletics Sport in America, scritto nel 1899, ma che vide la luce solo diversi anni dopo la morte di Curtis, avvenuta il 30 giugno 1900 (secondo alcuni il 1° luglio) a causa di una tempesta che lo sorprese mentre effettuava con il suo inseparabile amico, Allan Ormsbee, una scala sul Monte Washington nel New Hampshire.
William Curtis, il quale viene anche indicato di essere stato il primo atleta a far uso di scarpette chiodate (11 novembre 1868 nel corso della prima grande riunione indoor americana svoltasi all’Empire City Skating Ring di New York), racconta nel suo libro che l’uso della pistola per avviare le gare di corsa si era reso necessario per ovviare agli inconvenienti che si verificavano durante le partenze date con il così detto mutuo consenso.
Le modalità di questa insolita procedura vennero descritte da Curtis nel 1899, un anno prima della sua morte, ma furono pubblicate dal New Athletic Journal solo alcuni anni dopo.
La descrizione di questo sistema di partenza venne riproposta anni addietro dal campione olimpico Archie Hahn nel suo How to sprint. Ecco cosa in pratica avveniva: i concorrenti (di solito si gareggiava in due per volta, ma in alcuni casi il numero degli atleti veniva portato anche a quattro) indietreggiavano di 15-20 passi dalla linea di partenza tracciata attraverso la pista, sulla quale si poneva invece il giudice. Gli atleti avanzavano tutti insieme tenendosi con le mani a leggero contatto di dita; quando giungevano all’altezza dello starter, il contatto si interrompeva e questo era il segnale della partenza.
Ma non sempre le operazioni di partenza avvenivano con il consenso dei concorrenti, e vi era qualcuno che tentava di avvantaggiarsi anticipando lo start.
Per evitare queste irregolarità e le discussioni che ne scaturivano, venne deciso che se non si riusciva a partire entro un’ora dall’orario previsto, la partenza sarebbe stata data da un colpo di pistola.
Il ricorso alla pistola, causa la litigiosità dei concorrenti, si rese sempre più frequente e pertanto, gradualmente lo sparo soppianto il sistema del mutuo consenso, finendo per diventare il metodo più diffuso di partenza.

DA ATLETI….A STARTER
Poco si sa di Spiridon Arvanitis, il signore in bombetta che funzionò da starter nella prima edizione dei Giochi Olimpici dell’Era Moderna, mentre invece sappiamo che Papadiamantopulos, starter della gara di maratona ad Atene 1896, era il colonnello comandante il reggimento nel quale aveva assolto il servizio militare Spiridon Louis, l’atleta che risultò vincitore della corsa più lunga dei giochi..
Nelle successive edizioni dei giochi troveremo operanti nella funzione delicata di starter, specie in quelle precedenti la Seconda Guerra Mondiale, diversi ex atleti e, fra questi, molti velocisti.
E’ il caso dell’inglese Charles L. Lockton, starter ai Giochi di Londra del 1908, che in gioventù, oltre a giocare nella nazionale di rugby, era stato più volte campione inglese di salto in lungo e velocista di buona levatura (10.1/5 sulle 100 yards).
I Giochi di Parigi del 1924 videro alternarsi nel compito di starter tre giudici, uno dei quali: il francese Charles Poulenard, aveva fatto parte della staffetta 4 x 400 che otto anni prima a Stoccolma aveva conquistato il secondo posto dietro alla formazione degli Stati Uniti. Il miglior tempo di Poulenard sui 400 metri fu il 50.3/5 corso il 20 maggio 1912. Dopo la prima guerra mondiale il francese abbandonò lo sport attivo e divenne un allenatore molto quotato. Fra gli atleti affermatisi sotto la sua guida ricordiamo il mezzofondista Jules Ladoumègue, argento sui 1500 ai Giochi di Amsterdam e primatista del mondo dei 1000, 1500, miglio e 2000 metri.
Anche Séraphin Martin, primatista del mondo dei 1000 nel 1926, fu fra gli atleti seguiti da Poulenard.
Buon velocista e olimpionico ai Giochi di Londra del 1908, era stato anche l’olandese Jacobus “Jacob” Johannes Hoogveld, starter ai Giochi di Amsterdam del 1928.
Maggior fama e palmares invece per il canadese Robert Kerr che fu in servizio a Los Angeles nel 1932 insieme al neozelandese Theodore Leslie Wright ed al giornalista tedesco Franz Miller.
Kerr aveva partecipato con scarsa fortuna a tutte le gare di sprint dei Giochi di St. Louis nel 1904. Ai Giochi di Londra nel 1908 il canadese si presentò con un biglietto da visita di tutto rispetto, fresco vincitore del titolo inglese delle 100 yards (vinte in 10.0, tempo che uguagliava il primato della manifestazione) e 220 yards, successi che gli erano valsi l’assegnazione della Harvey Memorial Cup.
Ai giochi londinesi Kerr vinse la medaglia d’oro dei 200 metri e quella di bronzo dei 100 dietro al sorprendente sudafricano Walker ed all’americano Rector.
Due dei tre starter, ed uno degli assistenti, che funzionarono nelle olimpiadi di Londra 1948, erano stati atleti di ottimo livello.
Frederick “Fred” Hulford prima di arrivare all’atletica (tesserato per il Birchfield Club), aveva praticato il nuoto e aveva giocato a football. Nel 1906 aveva vinto il titolo A.A.A. delle 4 miglia. Ai Giochi di Stoccolma (1912) gareggiò sugli 800 metri, raggiungendo la semifinale (settimo) e sui 1500 (eliminato in batteria).
L’assistente George Nicol era stato semifinalista a Londra 1908 nei 400 metri. Partecipò anche ai Giochi di Stoccolma dove vinse il bronzo con la staffetta 4 x 400. Nel 1913 vinse il titolo A.A.A. delle 440 yards e fece parte della staffetta 4×440 yards del Polytechnic Harriers che si laureò campione inglese negli anni 1913, 1914 e 1915.
Il finlandese Heikki Makinen starter dei 100 metri ai Giochi di Helsinki del 1952, era stato campione nazionale di salto triplo negli anni 1930, 1931 e 1932, con una miglior prestazione personale di m. 14.90.
Ai Giochi di Roma nel terzetto degli starter ufficiali figurava Ruggero Maregatti di cui si ricordano le partecipazioni ai Giochi di Parigi (riserva), Amsterdam ed a quelli di Los Angeles dove aveva conquistato il bronzo con la staffetta italiana della 4 x 100.
Fra gli assistenti della edizione romana dei giochi troviamo anche il fiorentino Vasco Lucci, che nel 1930 vinse il titolo italiano juniores sui 100 metri e si laureò campione italiano lo stesso anno della 4 x 100, correndo nella formazione della Giglio Rosso di Firenze.
Ancora un ex-grande della velocità nella équipe di partenza ai Giochi di Monaco di Baviera (1972). Capo servizio fu infatti Franz “Bubi” Buthe-Pieper che negli anni al 1925 al 1935 era stato uno fra i migliori velocisti al mondo in virtù del 10.5 sui 100 metri ottenuto a Gelsenkirchen il 21 maggio 1933.
Bisogna poi attendere il 1991 per ritrovare fra gli starter un nome con un passato da grande velocista.
Ai Mondiali di Tokio, terza edizione della manifestazione, lo starter dei 100 metri fu il giapponese Hideo Iijima, che era stato fra i protagonisti della prova di velocità ai Giochi Olimpici del 1964 quando, primo fra i velocisti del Sol Levante, aveva raggiunto la semifinale sia nella prova individuale che nella staffetta 4 x 100.
Iijima si ripeterà a Città del Messico quattro anni dopo, correndo in 10.2 ed avvicinando il suo primato di 10.1 che costituiva all’epoca il primato asiatico sulla distanza.
Dopo di allora la stirpe dei velocisti di grido passati al ruolo di starter si è praticamente estinta.

fonte: Redazione Atleticanet
fonte foto: Foto di archivio

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