A MOSCA UN’ITALIA DA PODIO

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

L’Italia maschile chiude al terzo posto, nella quarta edizione di Coppa Europa indoor. In Russia gli azzurri si sono mostrati pimpanti, con un Licciardello in condizione strepitosa. Meno bene le ragazze che non fanno meglio del quinto posto.

Una trasferta tutto sommato positiva quella del CSKA Arena. L’Italia rispetta gli obiettivi della vigilia e materializza il miglior piazzamento nella storia della manifestazione. Tutto merito dei ragazzi in campo, bravi ad onorare la maglia anche in assenza dei pezzi da novanta.

A cominciare da chi nella stagione passata ha dovuto fare i conti con gli infortuni rinunciando al sogno di Osaka. Stiamo parlando di Claudio Licciardello, talentuoso quattrocentista siciliano, impegnato a Mosca nella sua prima uscita stagionale, naturale sostituto di Andrea Barberi dominatore delle ultime stagioni. Meglio di così non poteva andare, con Licciardello a vincere la sua serie in 46”57, nuovo primato personale, a due soli centesimi dallo svedese Wissman, già vincitore nella prima serie. Il miglior secondo posto di giornata che riconsegna all’atletica italiana un campioncino desideroso di fare storia.

Un tris di secondi posti è poi arrivato dal mezzofondo, con Sciandra, Obrist e Caliandro. Quest’ultimo è forse quello che ha più da recriminare per una gara sui 3000 persa in volata con un solo centesimo a dividerlo dal russo Ivanov. Una buona prova comunque per Cosimo Caliandro in vista dei Mondiali di Valencia.
Negli 800 Livio Sciandra è finito alle spalle dello spagnolo Marco fermando i cronometri a 1’49”73. Sempre uno spagnolo rovina la festa nei 1500: si tratta di Diego Ruiz che precede sul traguardo Christian Obrist, al termine di una gara piena zeppa di tatticismi.

Sui 60 metri l’infortunio di Cerutti ha costretto il giovane Matteo Galvan a tappare il buco, in una prova non certo ideale per lui: alla fine è settimo posto con un 6”90 che vale comunque il personale per il vicentino. Nelle altre prove Emiliano Pizzoli non va oltre un 7”91 sui 60 hs in una gara che ha visto volare il russo Borisov in 7″44, delude Schembri nel triplo circa un metro sotto le sue possibilità (16,02), fa il suo Piantella nell’asta, quinto con 5,40. Poi bella prova della staffetta terza a respingere l’attacco degli svedesi con la rimonta di Wissman su Galvan.

Alla fine la squadra mette le mani sul terzo posto, dietro i padroni di casa della Russia, primi, e gli spagnoli secondi.
Russia e Spagna che ottengono buoni piazzamenti anche nella competizione femminile. Se per la prima non c’erano dubbi, per la seconda si tratta di un buon risultato che fa il paio con quello dei colleghi maschietti.

L’Italia in rosa legava le sue speranze ad alcune punte di diamante, tra cui Di Martino e Legnante. Proprio queste ultime hanno però tradito le attese. Nulla di grave per la Di Martino, che salta alla prima uscita 1,92 e poi si ferma a 1,95, dimostrando di avere ancora parecchio lavoro da trasformare. Per lei alla fine sarà un quarto posto, superata da Kivimyagi, Beitia e dalla tedesca Friedrich, che vince la gara con 2 metri.

Più preoccupante la gara della Legnante, che non riesce a far meglio di 17,74, sua peggior misura quest’anno, che la relega al secondo posto, dietro la teutonica Hinrichs, dieci centimetri meglio.
Chi invece ha fatto decisamente una bella figura sono state le mezzofondiste: Elisa Cusma negli 800 ha concluso al secondo posto con 2’01”73, al termine di una gara condotta in testa sin dalle prime battute. Solo la polacca Setowska è riuscita a sopravanzare l’emiliana, che ha comunque la soddisfazione di precedere una medagliata mondiale come Mayte Martinez.

Un secondo posto anche per Silvia Weissteiner nei 3000, dietro la russa Sidorchenkova, ma avanti a due atlete di razza Sabrina Mockenaupt e Rosa Moratò. L’ennesima conferma, qualora ve ne fosse stato bisogno, della qualità dell’altoatesina, che nonostante la gara tattica è riuscita a venir fuori sul finale con brillantezza.
Si conferma sugli 8 secondi e spiccioli, Micol Cattaneo sui 60 ostacoli, corsi in 8”11 tre posizioni dietro Josephine Onya, dominatrice con 7”93.
Nei 60 ci si aspettava qualcosa in più da Vincenza Calì, solo sesta con 7”45. Prove incolori quelle di Marta Milani sui 400 dominati dalla Zykina con 51,91, di Chiara Nichetti ultima sui 1500, e di Valeria Canella a 6,34 nel salto in lungo vinto dalla Kolchanova con 6,60.
La staffetta composta da Arcioni, Sirtoli, Riva e Cusma ha chiuso la giornata con un sesto posto, sufficiente a mantenere la quinta piazza di squadra nella prima partecipazione femminile alla manifestazione.

Nella foto: Claudio Licciardello, protagonista di giornata

fonte: EAA – Redazione
fonte foto: Simone Proietti per Atleticanet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *