SVILUPPI NELL’OPERAZIONE ANTIDOPING “OPERACION PUERTO”

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Nello scorso fine settimana, una delle più intricate vicende-doping, ha fatto registrare l'ennesimo capitolo di una storia infinita. Stiamo parlando dell'Operacion Puerto, che nel corso dei mesi è stata spesso presente nelle nostre news dedicate al doping.

La quinta sezione dell'Audiencia Provincial madrilena,tribunale provinciale composto da tre giudici, paragonabile ad una corte d'appello italiana, si è riunita respingendo la richiesta d'archiviazione avanzata dal giudice madrileno Antonio Serrano nel marzo 2007. A questo punto però non è solo il mondo del ciclismo ad inquietarsi ma anche calcio, tennis ed atletica potrebbero essere coinvolti dagli sviluppi della vicenda. Come si ricorderà, a suo tempo, Eufemiano Fuentes, prima di ricevere misteriose minacce, aveva affermato di avere “lavorato” per nomi insospettabili di sport quali calcio,tennis ed atletica e che era stato effettuato “un filtro selettivo” riguardo agli atleti coinvolti nella vicenda.

Solo sul ciclismo lo scandalo aveva avuto effetti deflagranti provocando ritiri (Jan Ullrich), squalifiche (Ivan Basso, Michele Scarponi, Jorg Jaksche) e dubbi di fatto mai chiariti (Alejandro Valverde, Alberto Contador). Ad essere soddisfatti di questa riapertura sono soprattutto chi, in questi ultimi mesi aveva moltiplicato le proprie energie per far sì che l'intera vicenda non fosse dimenticata con tutti i suoi misteri irrisolti. In prima fila la Wada (l'agenzia mondiale anti-doping) e il Cio: a tal proposito il presidente Jacques Rogge era stato molto esplicito nel novembre scorso a Madrid nella conferenza mondiale della Wada.

Vale la pena di ricordare che anche Ettore Torri, capo della Procura antidopig del Coni, ha mostrato l'intenzione di convocare in Italia le persone coinvolte nella vicenda. Ora il giudice Serrano dovrà riprendere le indagini. Uno dei passi, più temuti che potrebbe compiere è l'esame del disco rigido del computer dell'ematologo Merino Batres che potrebbe rivelare scottanti segreti. Dall'estero potrebbero essere anche richieste le sacche di sangue (ricordiamo che sono circa 200 e sono tutt'ora sotto sequestro) per confronti con il Dna: come a dire che dell'Operacion Puerto se ne parlerà ancora ed a lungo nel corso dell'anno.

fonte: Gazzetta dello Sport

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