ANTONIETTA DI MARTINO IN GRAN FORMA A STOCCOLMA

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Bella prova di Antonietta Di Martino ieri sera al GE Galan di Stoccolma, dove la saltatrice campana è arrivata fino a quota 1,97m, mettendo dietro avversarie di tutto rispetto. In evidenza anche il mezzofondo italiano, con due quinti posti di Christian Obrist nei 1.000mt con il tempo di 2:18.58 e di Elisa Cusma negli 800mt in 2:01.20.
Tutto esauriti i 10.500 posti della Stockholm Globe Arena per ammirare la velocista di casa Susanna Kallur alle prese con i 60Hs. La detentrice del nuovo record mondiale sulla distanza non ha tradito le attese del pubblico e, nonostante una partenza piuttosto lenta ed i primi due passaggi sugli ostacoli non perfetti, è riuscita a tagliare il traguardo per prima in 7.74 (soli 6 centesimi peggio del suo record), piu di un metro avanti alla spagnola Josephine Onyia.
Un'altra gara ad altissimi livelli è stata quella del salto in alto maschile, in cui l'altro atleta di casa Stefan Holm è arrivato senza errori fino a 2.33m. Quando è riuscito a scrollarsi di dosso anche il peso del russo Andrey Silnov, che con i sui 2.30m si è dovuto accontentare del secondo posto, Holm ha deciso di provare i 2.37m, fallendo però tutti e tre i tentativi. Con i sui 119 salti sopra la misura di 2.30 ora Holm è il secondo miglior saltatore della storia naturalmente dopo il cubano Javier Sotomayor.
Il salto in lungo femminile è stato caratterizzato da un altissimo livello tecnico ed un continuo rimescolamento delle posizioni di testa, dato l'incessante susseguirsi di salti sempre sopra i 6.70m. Il salto vincente è arrivato all'ultimo tentativo per la russa Irina Simagina, che con 6.96 ha battuto il 6.93 del precedente salto di Naide Gomes.
Italia protagonista nel salto in alto femminile, con la stella Antonietta Di Martino che torna a splendere nel panorama internazionale. La saltatrice nativa di Cava de' Tirreni, non ha potuto contendersi la vittoria con le altre big come Kajsa Bergqvist, sugli spalti per l'occasione, e Anna Chicherova, fermatasi al quinto posto con 1.91m. Chi ha provato ad ostacolarla verso il primo posto è stata la saltatrice di casa Emma Green, che è arrivata a 1.94m, ma si è dovuta arrendere alla misura successiva.
Nei 1000mt si è rischiato di assistere ad un nuovo record del Mondo, dal momento che il giovane junior Abubaker Kaki, del Sudan, nonostante un piccolo rallentamento dopo che la lepre ha terminato il suo lavoro, ha corso un ultimo giro su ritmi vertiginosi (26.5), lasciando sul posto il keniano Richard Kiplagat. Il suo tempo finale è stato di 2.15,77, a soli 81 centesimi dal primato di Kipketer, rappresenta comunque il nuovo record mondiale della categoria junior. Nella stessa gara il nostro Christian Obrist ha firmato il suo nuovo personale concludendo in 2.18,58 e strappando così un ottimo quinto posto.
Anche negli 800mt femminili l'Italia ha giocato la sua parte, con la solita Elisa Cusma che ha migliorato il suo personale portandolo a 2.01,20. La gara è stata vinta da Maria Mutola, che dopo aver conquistato la prima posizione all'ultimo giro non l'ha più mollata grazie ad un finale in crescendo. Il tempo finale è stato di 1:59.82.
Nelle altre gare va annotata la vittoria del keniano Wilfred Bungei sul russo Yuriy Borzakovskiy, come al solito in ritardo nella rimonta finale, nella finale A degli 800mt, mentre la migliore prestazione cronometrica si è avuta nella finale B con il lituano Dmitrijs Milkevics che, dopo aver seguito scrupolosamente la lepre nella prima parte di gara, ha concluso la prova con un eccellente 1:46.09.
Nei 1500mt femminili la vittoria è andata all'etiope Maryam Jamal in 4:04.30, metre nei 3000mt si è imposto l'americano d'adozione Bernard Lagat sullo specialista delle siepi Paul Kipsieli Koech.
Unica nota negativa della giornata è stato l'infortunio al tendine del ginocchio per Carolina Kluft, che ha dovuto rinunciare a partecipare sia ai 60Hs che al salto in lungo. La speranza per lei è di tornare competitiva il prima possibile così da poterla veder gareggiare ai prossimi Mondiali di Valencia.

fonte: IAAF
fonte foto: Simone Proietti

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