ITALIANI ASSOLUTI (2A GIORNATA) – DONATO OLTRE I 17, BENE LA CALI’

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Conclusa la seconda giornata dei Campionati Italiani Assoluti senza colpi di scena.

I 60 orfani di Collio e Cerutti, hanno visto anche l'assenza di Kaba e sono diventati una gara assolutamente non pronosticabile e di scarso interesse con atleti con accrediti sopra 6.70 (per lo meno quest'anno).
Giovanni Tomasicchio sembrava uno dei meno papabili dato il suo stagionale di 6.82 e invece in finale ha bruciato la concorrenza migliorandosi fino a 6.73. Dietro di lui troviamo Jacques Riparelli (6.76) che si era ben messo in mostra in batteria con 6.71, Marco Torrieri 6.78 e Luca Verdecchia fuori dal podio in 6.79.

Il duello annunciato già annunciato alla viglia tra Bobbato e Livio Sciandra è andato a quest'ultimo che ha vinto in 1:48.47; Bobbato non è andato oltre uno lento 1:50.69 ed ha visto soffiarsi l'argento anche dal forte Lukas Riffeser (non a caso in cima alla lista stagionale italiana indoor) in 1:49.33.

Grande gara di Meucci sui 3000 che vince con il tempo di 7:56.53, davanti a Floriani 7:57.58, Vincenti 8:01.33 e Salami 8:02.33; peccato per l'assenza di Caliandro che avrebbe magari tirato di più la gara.
Con questa prestazione il promettente atleta dell'Esercito pone fine a tutte le polemiche sulla squalifica e ritorna a far parlare di sé per le sue vere doti, quelle agonistiche.

Misura importante e minimo per i mondiali di Valencia per Fabrizio Donato che ci ha ormai abituati a buone misure in questo periodo dell'anno: con 17.06 ha superato uno Schembri (16.83) che sembra sempre più prendere confidenza con la specialità (nella sua serie di salti anche un 16.80 e un 16.79) e Paolo Camossi (16.73).
Questo 17.06 pone l'atleta delle Fiamme Gialle nella sesta posizione al mondo quest'anno non lontano dalle misure dei primi; c'è da dire anche che Fabrizio Donato è riuscito raramente a confermare quello che fa in Italia in campo internazionale ma, a questo punto, potrebbe valer la pena tentare di sfatare questa fama. La concorrenza mondiale in questo periodo non è delle più agguerite e Donato ha le potenzialità per saltare misure da podio: l'ostacolo rimane di tipo psicologico.

Filippo Campioli ha oggi vinto un meritato titolo italiano con 2.26, misura che non lo renderà certamente soddisfatto (ha concluso la gara con tre nulli a 2.31).
Il ragazzo dell'Esercito è molto migliorato, è ambizioso e vede il recente 2.30 come un punto di partenza, non come un traguardo: la strada sembra comunque quella giusta.
Campioli ha tenuto dietro di sé Bettinelli 2.24, G.Ciotti 2.22, e Talotti 2.15 (lontanissimo Lemmi con 2.07).

Il lancio del peso è stato vinto da Paolo Da Soglio con un modesto 18.61 davanti a Paolo Capponi 18.31.

I 60 femminili ci regalano una bellissima notizia, il ritorno di Vincenza Calì a livelli che le competono dopo le tante sfortune recenti.
Oggi ha corso nel giro di poche ore sia la batteria che la finale nel suo nuovo personale di 7.34 (un centesimo meglio del precedente, quinta prestazione italiana all-time e minimo per Valencia).
L'argento è andato alla campionessa italiana promesse Audrey Alloh in 7.45 (personale) e il bronzo alla campionessa italiana junior Ilenia Draisci in 7.52; battute Giulia Arcioni 7.52 e Claudia Baggio 7.53. Squalificata in batteria Daniela Graglia e assente Elena Sordelli: sarebbe stato interessante vederle competere con la Calì.

Campionessa italiana senza strafare Elisa Cusma sugli 800 in un facile 2:05.53, correndo praticamente senza avversarie.

Silvia Weissteiner ha amministrato la gara dei 3000 arrivando al traguardo in 8:57.61, non lontano dal suo stagionale intorno agli 8:55; oggi l'atleta della Forestale ha trascinato dietro di sé al personale ben tre atlete: la siepista Elena Romagnolo addirittura sotto i 9 minuti (8:59.73, settima prestazione all-time italiana), Federica Dal Ri 9:03.76 e la Tschurtschenthaler in 9:05.40 (bel campionato italiano per lei dopo l'oro sui 1500 di ieri).

Sfumato il record italiano a 4.35 ma comunque maglia tricolore e record stagionale eguagliato per la bergamasca Elena Scarpellini nell'asta con 4.25.

Tra la Scarpellini e un'Anna Giordano Bruno, oggi in giornata no (4 metri al secondo tentativo poi fuori a 4.20), si è inserita la Farfaletti Casali che ha eguagliato il suo personale indoor di 4.15.

Strappa la sufficienza Magdelin Martinez nel triplo che riesce in un salto a superare i 14 per la prima volta nella stagione (14.03). Dietro di lei una spenta Simona La Mantia che salta 13.63: tutti ci aspettiamo tanto da lei e speriamo che torni presto a farci sognare su certe belle misure ben oltre i 14 che raggiungeva con facilità poco tempo fa.
Da segnalare per la cronaca la medaglia di bronzo della veterana Maria Costanza Moroni (del '69) che ha saltato 13.22.

Hanno chiuso la giornata le staffette 4×200.
In quella femminile c'è stato un bel duello sul filo tra Esercito, Forestale e Fiamme Azzurre che hanno concluso rispettivamente in 1:37.27, 1:37.49 e 1:37.78. Nell'ultima frazione è stato interessante vedere fronteggiarsi Vincenza Calì (Fiamme Azzurre), Graglia (Esercito) e Niederstaetter (Forestale).
Fra gli uomini, con 1:27.79 l'Atletica Cento Torri Pavia ha battuto tutte le squadre militari con Marsadri, Lancini, Zuodar e Pistono.

Facendo un bilancio della giornata possiamo dire che si conferma quello che si era già intuito ieri: lo spettacolo è molto scarseggiato a causa di molte assenze e alla maggior attenzione per la stagione estiva di molti atleti.
Molte gare sono sembrate molto povere a livello di presenze, non solo ai vertici, ma anche ai livelli medi. Basti pensare che si prendeva il bronzo dell'alto femminile con 1.74 per renderci conto di come ci sia a volte un “buco” fra i massimi livelli e quelli più bassi.

Link ai risultati: http://www.fidal.it//2008/genova2324022008/Index.htm

fonte: fidal.it
fonte foto: Simone Proietti

ALLEGATO: ANet_news_Tutti_i_risultati_24.2.2008.zip (67 Kb)

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