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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Riceviamo da Giuliano Corradi, noto tecnico del salto in alto e allenatore di moltissimi atleti di vertice (Filippo Campioli su tutti) un interessante contributo alla discussione sugli accompagnatori relativi alle trasferte delle squadre nazionali. Per certi versi può sembrare una visione opposta a quella da noi evidenziata ma il comune denominatore è evidente: scarsa trasparenza e sostanziale disugualianza di trattamento.

Proprio 20 anni fa un altro atleta da me allenato saltava 2,30 m effettuando il nuovo record italiano indoor e si classificava al 4° posto ai campionati Europei indoor di Budapest. Venti anni fa la federazione non considerava il tecnico dell’atleta . Compensi: zero lire, considerazione: una pacca sulla spalla, possibilità di seguire l’atleta nella manifestazione più importante: nessuna o solo a gravose spese personali e al di fuori dei canali federali. Come al solito l’allenatore cessa di esistere nei momenti più importanti ed i vertici federali si impossessano della figura dell’atleta nell’evento mediatico e spesso con grande incompetenza .

Per 360 giorni l’anno l’allenatore a casa è fondamentale, indispensabile, si deve sacrificare, risolvere problemi di tipo tecnico, psicologico, fisioterapico… (sempre a 0 lire o 0 euro ) poi improvvisamente per 3-4 giorni l’anno non esiste più: nelle gare più importanti dove si raccolgono i frutti di impegno, di sacrifici, di rinunce…può tranquillamente essere sostituito, non considerato.
Quando però l’atleta ha un nome che interessa, che appare sulla stampa, come d’incanto il tecnico (anche se non tale, anche se di primo pelo…) per la federazione diventa indispensabile e può usufruire di soggiorni “ tecnici” all’estero, essere presente a tutte le manifestazioni ecc, ecc…grande coerenza, grandi discriminazioni, ma l’allenatore allora è utile o no? Se il concetto è dell’utilità questo deve valere per tutti gli atleti oppure è vero il contrario compresi i tecnici federali.

Per farla breve , sono passati 20 anni e proprio oggi ( 5 marzo 08) parte un altro “ mio” atleta Campioli Filippo che nei giorni scorsi ha saltato m 2,30, ha vinto il titolo italiano indoor e nei prossimi giorni affronterà i campionati mondiali indoor di Valencia .

Lo scorso anno per gli europei indoor, oggi per i mondiali, come 20 anni fa , la federazione non considera di nessuna utilità la presenza del tecnico dell’atleta e si ripresentano puntuali gli aspetti di allora. Compensi: 0 euro, considerazione: due pacche sulle spalle, trasferta a carico personale dell’allenatore.

Ringrazio pubblicamente e constato l’ennesima incoerenza : alla mia richiesta di poter seguire Filippo C. ai mondiali la risposta del responsabile del salto in alto è stata: “la linea federale è quella di portare solo i tecnici di atleti medagliati in precedenti campionati” . Anche se ritengo questa una scelta altamente sbagliata, verificate sul campo se questo corrisponde alla realtà.

Comunque ringrazio ancora a nome personale e a nome di tutti quei tecnici che conosco e non , che come il sottoscritto sono quasi 40 anni che lavorano giornalmente per l’atletica italiana e che la nostra federazione tratta e considera come tutti sappiamo .

Sono molto amareggiato. Personalmente (come tanti altri) penso di aver anche prodotto qualche cosa:
Filippo Campioli: 2,30
Borellini Fabrizio:2,30
Sandro Finesi: 2.26
Ciotti Giulio: 2,26
Ciotti Nicola: 2.23
Mauro tavella: 2,21
Conti Alessandro: 2,22
Cevolani Paolo: 2,22
Cavallini Luca: 2,17

fonte: Giuliano Corradi
fonte foto: Gino Esposito – Atleticanet

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