CUSMA ALLA FINE ABBATTE IL RECORD INDOOR DI GABRIELLA DORIO NEGLI 800

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Elisa Cusma scrive il suo nome nella storia nella gara più difficile della sua vita stabilendo il nuovo record italiano con il tempo di 2:00.36.
La semifinale ha visto l’ucraina Tetiana Petlyuk partire fortissimo, con il risultato di prendere subito la testa della gara e di mettere subito in difficoltà le sue avversarie.

Alla fine la fatica ha fatto il suo corso ed Elisa Cusma saggiamente dopo i primi quattrocento metri troppo veloci, ha recuperato finendo in terza posizione e mostrando nel finale di valere ancora di più. Inutili sono state le spinte e gli strattoni dell’atleta della Guiana francese Marian Burnett, alla fine gli ultimi 400 metri hanno fatto prevalere chi aveva distribuito meglio lo sforzo. I passaggi dell’ucraina Petlyuk sono stati da brivido 27.90 ai 200 metri; 57.60 ai 400 metri 1.28.50 ai 600 metri.
L’ucraina domani partirà sicuramente come favorita per la vittoria, mentre la mozambicana Mutola non sì è espressa al meglio, forse per conservare le forze per la finale.

Cusma comunque dopo aver raggiunto la finale di un mondiale, prima volta per l’Italia, e dopo il suo record può già ritenersi soddisfatta, ma nella finale potrebbe regalarci ancora altre emozioni.

I record arrivano, quando meno te li aspetti, “ha dichiarato Cusma”, sapevo di valere un buon tempo, ma quest’anno non avevo trovato gare veloci, oggi ho trovato la gara giusta, inoltre aver battuto il record della Gabriella Dorio e come aver battuto la Mutola, sono felicissima.

Il vecchio record della Dorio, era stato stabilito a Parigi il 6 Febbraio 1982, ben ventisei anni sono passati da quel giorno, lo scorso anno la medaglia d’oro dei Giochi Olimpici di Los Angeles 1984, ci aveva commentato le possibilità d’Elisa Cusma.

Come mai sì è dovuto aspettare 26 anni prima che arrivasse un’atleta come Elisa Cusma ad avvicinare quanto fatto da Gabriella Dorio?
Fondamentalmente perché le ragazze fanno sempre più fatica a far fatica. Io venivo da una famiglia di contadini ero abituata ad un certo rigore di vita facevo certi carichi di lavoro che oggi non fanno. In pratica io mi divertivo a faticare.
Il suo record è uno dei più vecchi dell’atletica italiana a distanza di tanto tempo come lo giudica?
Sì dopo quello di Mennea e di Fiasconaro, ed è ancora un tempo di rilievo, l’ho stabilito nell’unica gara che ho corso cercando il tempo, in tutte le altre gare io correvo per vincere, mi divertivo a combattere contro le mie avversarie.

Elisa Cusma nasce a Bologna il 24 luglio 1978 da Lucio Cusma e Lina Piccione, studia e si diploma in chimica agraria, i suoi primi due anni d’attività sportiva la vedono gareggiare per la Polisportiva Castelfranco Emilia, per poi passare sotto i colori del Mollificio Cittadella Modena, fino a quando divenuta una stella del panorama sportivo dell’atletica italiana viene assorbita dal gruppo sportivo dell’Esercito. Mezzofondista, specialista del doppio giro di pista, gli 800 metri, non disdegna di gareggiare e conquistare anche qualche titolo italiano sulla distanza superiore, i 1500 metri.
Il suo tecnico di sempre che l’ha scoperta ed allenata sin dalla sua giovane età, si chiama Claudio Guizzardi, un ex allievo del professore olimpico Luciano Gigliotti.
Il papà d’Elisa, è stato campione europeo di pugilato nei pesi leggeri, negli anni ottanta i giornali lo definivano il re del Ko, il Rocky di Bologna, credeva molto nello sport e voleva che anche sua figlia vivesse appieno quest’esperienza.
Notata all’inizio della sua attività da Claudio Guizzardi, di lì a poco diviene la sua atleta. Guizzardi a tratti più che un allenatore sembra un filosofo, sa come scavare dentro i suoi atleti e scoprirne le loro potenzialità. La porta nel Mollificio Cittadella Modena, dove gareggia per undici anni coprendo ogni sorta di gara, l’aiuta a maturare, e finalmente inizia la sua ascesa fino al fatidico giorno dei mondiali di Valencia.

fonte: Gino Esposito
fonte foto: Iaaf

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