MONDIALI INDOOR DI VALENCIA – PRIMA GIORNATA

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Gli Stati Uniti volano già alla grande nella prima giornata di gare ai Mondiali Indoor che si tengono nel magnifico velodromo Luis Puig di Valencia, grazie a due ori, di cui uno scontato (ma non nel nome del vincitore) grazie a Christian Cantwell nel peso maschile, ed un altro meno, con una rediviva Angela Williams nei 60 femminili. L’uomo più veloce di questa stagione indoor, il recordman africano dei 100 nigeriano Olusoji Fasuba, si conferma invece nella finale dei 60 davanti ai grandi “vecchi” Dwain Chambers (ahi…) e Kim Collins appaiati al millesimo, mentre la campionessa europea indoor ed outdoor di salto in alto, la belga Tia Hellebaut, si laurea finalmente campionessa mondiale, ma nel suo primo amore, il pentathlon, di soli 15 punti davanti all’eterna seconda, l’inglese Kelly Sotherton, dopo una gara finale degli 800 a dir poco drammatica.
Questi in sintesi i verdetti del primo giorno di Valencia, ma occorre anche sottolineare (nel bene e nel male) le prestazioni degli atleti azzurri.
Strepitosa impressione hanno destato Fabrizio Donato ed Elisa Cusma Piccione.
Fabrizio Donato si è agevolmente qualificato per la finale ad otto che si svolgerà domenica del triplo con un 16,96 al primo salto (1 cm oltre la misura di qualificazione automatica), mentre nomi ben più in spolvero questa stagione, come il grenadino Randy Lewis, il bahamense Leevan Sands e lo statunitense Kenta Bell, tutti ben oltre i 17 m in questa stagione, per non parlare dei possibili outsiders nelle Olimpiadi di casa a Pechino, i cinesi Junjie Gu e Minwei Zhong, sono rimasti abbondantemente dietro ed eliminati. Miglior misura del cubano David Giralt con 17,20 davanti all’americano Aarik Wilson ed allo slovacco ex-bielorusso Dmitrij Valukevic con 17,13, mentre il campione di Osaka, il portoghese Evora, ha faticato non poco, con un 16,93 al primo salto non migliorato che non lo ha mai lasciato sicuro della qualificazione.
Grandissima gara anche di Elisa Cusma Piccione nella prima batteria degli 800 femminili, vinta agevolmente in 2’01”62 davanti all’australiana Tamsyn Lewis, in ottima forma dopo i trials olimpici di Brisbane, arrivata al record australiano indoor in 2’01”85 (poca fatica…visto il clima australe!), mentre nella sua batteria la temibile russa Natalja Ignatova è stata squalificata, quindi, con l’eliminazione della meno accreditata Marija Savinova nella terza batteria, le russe restano incredibilmente senza atlete in semifinale. Chi invece resta di gran lunga in corsa è l’eterna Maria Mutola, già sette ori mondiali indoor a partire da Toronto 1993, che all’ultima occasione della sua vita punta a migliorare ancora un eccezionale record di medaglie vinte. Molto bene anche l’ucraina Petlyuk e la britannica Meadows nell’ultima batteria. Nella semifinale di oggi 8 marzo Elisa punterà …a regalarsi una stupenda Festa della Donna!
Ottime anche le gare di due altoatesini, il 21enne di Brunico Lukas Rifesser nelle batterie degli 800 maschili e l’ottima Silvia Weissteiner nelle batterie dei 3.000 femminili. Rifesser si è qualificato per le semifinali odierne con un secondo posto in 1’49”51 nella quarta batteria dietro il biondo statunitense Nick Symmonds, dopo un convulso finale che ha visto la squalifica dell’unico kenyano iscritto Richard Kiplagat, mentre Silvia è stata una brillante sesta classificata con il secondo tempo di ripescaggio per la finale di oggi (8’50”30) nella seconda batteria vinta dall’etiope Meselech Melkamu in 8’46”32 davanti alla stagionata russa Olga Komjagina in 8’46”64. Nell’altra batteria dominio della grande favorita etiope Meseret Defar, arrivata in questa stagione alla terza prestazione al mondo e due volte campionessa mondiale indoor. A lei oggi pomeriggio il compito di migliorare il record italiano di 8’44”81 stabilito con il grande bronzo agli Europei di Birmingham dello scorso anno.
Non altrettanto bene è andato un altro altoatesino, Christian Obrist, settimo nella prima delle tre batterie dei 1.500 con 3’45”46, che è stato colto da un attacco allergico a 300 m dal termine. Purtroppo il carabiniere di Bressanone ha dovuto dire così addio ai sogni di gloria, un vero peccato perché, pur soffrendo di allergia da tanti anni, pare che un attacco in gara non gli sia mai capitato. Onore comunque alla sua caparbietà, che gli ha consentito di arrivare fino in fondo alla gara.
La grande (e per certi versi inspiegabile) delusione è invece stata quella di Simone Collio, arrivato qua al velodromo Luis Puig forte del record italiano ottenuto un mese fa sui 60 su questa stessa pista. Dopo un’agevole qualificazione alle semifinali con la vittoria nella quarta batteria del mattino in 6”71, nella prima delle tre semifinali è rimasto letteralmente sui blocchi, con un tempo di reazione altissimo, e mentre il redivivo inglese di colore Dwain Chambers, portato ai Mondiali contro la volontà dell’opinione pubblica nazionale per essere diventato un simbolo (negativo) della lotta contro il doping, dominava stabilendo il proprio personale in 6”55 (stesso tempo di Collio un mese fa!), Simone si classificava solo sesto con un inguardabile 6”74, mentre sarebbe bastato un “normale” 6”65 per qualificarlo alla finale che ha chiuso la prima giornata di gare. Nella stessa batteria eliminato anche (con 6”66) il doppio campione europeo e vicecampione olimpico portoghese Francis Obikwelu ed il secondo americano Leroy Dixon, addirittura dietro Collio.
Un po’ meglio il piemontese Fabio Cerutti, sesto nella seconda semifinale con 6”69 dopo aver fatto 6”73 in mattinata, per cui pure la finale poteva essere alla portata.
In questa gara, il nigeriano Olusoji Fasuba, dopo avere vinto in scioltezza la terza semifinale in 6”51, eguagliando il suo stesso miglior tempo mondiale dell’anno, andrà poi a vincere la finale con minore facilità, pur eguagliando ancora il tempo della semifinale. Al secondo posto ex-aequo, con lo stesso tempo al millesimo, il “cattivo” Chambers divide il proprio personale di 6”54 con l’ex-campione del mondo dei 100 Kim Collins, caraibico di St. Kitts & Nevis, già argento mondiale indoor a Birmingham 2003. Solo quarto con 6”57 l’americano Mike Rodgers, che aveva a sua volta stabilito il personale vincendo la seconda semifinale in 6”54.
E non minore delusione c’è stata per l’altista modenese Filippo Campioli, approdato quest’inverno a 2,30 in una stagione che in Italia non lo ha visto avere rivali. Nelle qualificazioni delle 10 del mattino non ha saputo fare meglio di un 2,15 alla prima prova e di tre nulli a 2,20, e starà quindi fuori dalla finale odierna così come l’argento mondiale indoor di Mosca 2006, il russo Andrei Tereshin, mentre tra i nove qualificati alla misura di 2,27 figura, oltre al campione olimpico Stefan Holm ed al campione mondiale indoor in carica e tre volte argento outdoor Jaroslav Rybakov, anche il 37enne serbo Dragutin Topic, ancora competitivo al top quasi vent’anni dopo essere stato nel 1990 campione del mondo juniores e campione europeo assoluto…Veramente tanto di cappello per uno dei più grandi atleti serbi di sempre.
Sfortuna, infine, per il campione europeo indoor dei 3000, il brindisino Cosimo Calandro, rimasto fuori dalla finale dopo un quinto posto nella prima batteria (sempre la peggiore nelle gare di campionato…) con 8’04”80, soli 9/100 dietro il padrone di casa Sergio Sànchez, capace comunque di battere il qatariano del Kenya Sultan Khamis Zaman, in una gara tattica vinta dal keniano doc Edwin Cheruyot Soi in 8’03”54 davanti a Tariku Bekele ed al campione europeo all’aperto dei 5.000, il britannico di origini somale Mohammed Farah.
Doverosa carrellata sulle altre finali. Il primo oro è stato assegnato nel peso maschile, con il mormone Christian Cantwell, proveniente da una famiglia di 11 fratelli dello Utah, capace di bissare l’oro mondiale di Budapest 2004 con una bellissima serie di finale (21,14 – 21,19 – 21,59 – n- 21,77 – 21,69), battendo così il campione mondiale in carica sia all’aperto che al coperto, il connazionale Reese Hoffa, issatosi in testa al secondo lancio di finale con 21,20 dopo essere stato il migliore in qualificazione con 21,49, ma incapace di replicare dopo il terzo lancio di Cantwell. Terzo il polacco Tomasz Majewski, arrivato finalmente al primo meritato podio importante della carriera col record nazionale di 20,93 ottenuto al terzo lancio, che ha soffiato il bronzo all'ex-campione mondiale all’aperto, il bielorusso Andrei Mikhnevich, con 20,82 ed al gigante olandese Rutger Smith con 20,78. Per Cantwell ora manca il coronamento della carriera con la prospettiva di un oro olimpico a Pechino. Nelle qualificazioni mattutine record dell’Oceania con un ottimo 20,82 per l’australiano Scott Martin (già autore di un record d’area all’aperto con 21,27 due settimane fa a Melbourne) e record giamaicano al coperto per Dorian Scott con 20,62.
Il secondo oro è stato pure a stelle e strisce grazie alla riemergente Angela Williams, già argento mondiale indoor sui 60 a Lisbona 2001 ed a Birmingham 2003 (nessuna parentela con la ex- campionessa mondiale ed argento olimpico sui 100 Lauryn Williams), capace di imporsi in un difficile rush finale in 7”06, che migliora di 3/100 il personale da lei stabilito ben 7 anni fa a Lisbona, davanti alla sorprendente inglese Jeannette Kwakye ed a Tahesia Harrigan delle Isole Vergini, arrivate entrambe al record nazionale rispettivamente con 7”08 e 7”09, dopo essersi già migliorate nella seconda semifinale in ordine inverso con 7”13 e 7”12. Solo quarta la pluricampionessa europea belga Kim Gevaert con un lontano 7”22, mentre le detentrici fino a ieri della migliore prestazione dell’anno con 7”09, la russa Yevgenija Poliakova e la nigeriana Franca Idoko, si sono classificate solo quinta ed addirittura ottava ed ultima (complice per questa una partenza disastrosa) rispettivamente con 7”24 e 7”37.
Ma il Belgio ha saputo prendersi una ben più ampia soddisfazione con l’altra reginetta dell’atletica nazionale, la maestrina con gli occhiali Tia Hellebaut, che dopo i due allori europei di Goeteborg 2006 (all’aperto) e di Birmingham 2007 (al coperto) nel salto in alto, è ritornato al primo amore delle prove multiple. Terza sui 60 hs, prima prova del pentathlon, con 8”54 , ha subito preso il largo nella propria gara di adozione, il salto in alto, con uno stratosferico (per le altre) 1,99 (oltre 200 punti meglio nella tabella rispetto alla Sotherton, ferma ad 1,81), limitando poi i danni nel peso (13,85), cedendo solo 13 punti alla rivale inglese nel lungo (6,41 contro 6,45) ed infine arrivando a chiudere gli 800 allo stremo delle forze in 2’16”42, dopo essersi toccata nella bagarre finale del gruppetto di coda con la campionessa in carica ucraina Lyudmila Blonska, finita addirittura fuori pista e quindi ultima nella classifica finale, chiudendo la gara barcollando e gettandosi a terra subito dopo l’arrivo. 4867 punti il suo risultato finale, per una miglior prestazione stagionale, a 10 punti dal record del Belgio e quarta posizione di sempre da lei stabilito a Gent nel 2007, soli 15 punti davanti alla regolarissima e purtroppo eterna piazzata britannica Kelly Sotherton, capace di ottenere un grintoso 2’09”95 finale che migliora il suo personale nella gara, ma non le ha consentito di rimontare interamente i 107 punti di distacco in classifica che la separavano dalla rivale. Terza la giovane russa Anna Bogdanova con 4753 punti, soli 11 punti meglio della regolare ucraina Natalija Dobrinska, fortissima nel peso (17,18) ma penalizzata da poca brillantezza nelle altre gare.Quinta il bronzo olimpico dell'eptathlon, la lituana Austra Skuyitè, con 4.655 punti.
Gli appuntamenti di oggi per gli italiani. In mattinata turni di qualificazione nei 60 hs femminili per la graziosa comasca Micol Cattaneo, per la grandissima Antonietta Di Martino nel salto in alto e per il duo di belle speranze (di medaglia) nel getto del peso Chiara Rosa ed Assunta Legnante (per cui la qualificazione in finale dovrebbe essere una formalità).
Nel pomeriggio impegno subito decisivo per Silvia Weissteiner nella finale dei 3.000 alle 17, poi alle 17.32 seconda semifinale degli 800 per la caparbia modenese Elisa Cusma Piccione ed infine (verrebbe da dire, “naturalmente” visto che appunto oggi ricorre la Festa della Donna…) impegno anche per l’unico maschietto di oggi, il giovane Lukas Rifesser, alle 17.59 nella terza semifinale degli 800.
In bocca al lupo a tutti ed appuntamento su RaisportSat (forse con finestre anche nel pomeriggio sportivo di RaiTre) dalle 17.00.
Risultati della prima giornata su http://www.iaaf.org/WIC08/results/eventCode=3656/index.html.

fonte: IAAF – Fidal Bolzano (Markus Kaserer)
fonte foto: Kirby Lee

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