MONDIALI INDOOR DI VALENCIA – TERZA GIORNATA

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Inizia alla grande il pomeriggio di Valencia per l'atletica italiana.

Chiara Rosa ancora una volta non ha deluso e ha concluso una bella serie di lanci producendo il suo nuovo personale indoor di 18.68 al primo lancio. L'oro e l'argento si sapeva che sarebbero stati monopolio delle due Vili e Ostapchuk, e così è stato: 20.19, nuovo record dell'Oceania per la neozelandese, 19.74 per la bielorussa.
Rimane un po' di amaro in bocca per la Rosa perché terzo e quarto posto non erano qualcosa di impossibile: 19.09 per Meiju Li (ora il suo personale outdoor è uguale a quello indoor) con il quale scavalca proprio all'ultimo lancio la Rosa, e 18.75 per la cubana Gonzales.

Se di una buona prestazione della Rosa ce lo potevamo anche aspettare, non ci aspettavamo di certo una prestazione del genere da parte del primatista italiano del salto triplo Fabrizio Donato. Del suo talento straordinario nessuno ha mai avuto dubbi, conosciamo anche la sua capacità di sorprendere tutti quando meno ce lo si aspetta, ma nessuno si aspettava che proprio nella domenica pomeriggio dei mondiali di Valencia avrebbe sfatato la sua discontinuità e la sua difficoltà di fare bene nelle occasioni che contano.
L'atleta di Latina è atterrato a 6cm dal suo record italiano con 17.27, che gli vale il quarto posto in una gara dagli altissimi contenuti tecnici.
L'amaro è tantissimo perché il bronzo è andato con la stessa misura al campione del mondo di Osaka Nelson Evora per la seconda migliore misura: 17.26 per il portoghese, 17.10 per il finanziere (solo due i salti non nulli per lui).
Eccezionale la misura dell'oro dell'eccentrico Idowu: il suo 17.75 gl'ha regalato la prima medaglia importante della carriera dopo tanti alti e bassi; 17.75 è la quinta prestazione mondiale di tutti i tempi a soli 8 cm dal record del mondo condiviso da Urrutia e Olsson.
Argento e personale per il cubano David Giralt che torna ad altissimi livelli con 17.47, confermando le belle misure fatte recentemente outdoor a L'Avana (17.50 e 17.42 in febbraio).
Da sottolineare che Donato ha tenuto dietro di se atleti come Valukevic, Tosca, Wilson e Burkenya.

Dopo il record storico di ieri era difficile chiedere di più ad Elisa Cusma, sesta oggi in 2:03.76 in una gara molto tattica.
Il titolo è andato all'australiana Tamsyn Lewis in 2:02.57 che all'ultimo giro è riuscita a beffare le due maggiori contendenti Petlyuk (2:02.66) e Mutola (2:02.97) rispettivamente al secondo e terzo posto; tra la mozambicana e la Cusma troviamo la acclamatissima atleta di casa Martinez e l'inglese Meadows.

Gara stellare quella dei 1500 dove Yelena Soboleva va a migliorare il suo primato del mondo da 3:58.08 a 3:57.71 (50 mila dollari la ricompensa per il world record). Per capire il livello della gara basta andare a vedere che quattro atlete sono scese sotto i 4 minuti, quando in tutta la storia dell'atletica solo tre volte si era scesi (Soboleva e Regina Jacobs): Yuliya Fomenko nuovo personale 3:59.41 (passaggio mostruoso ai 1000 in 2:39.90 per lei), Geleta Burka record africano con 3:59.75, Maryam Yusuf Jamal 3:59.79 nuovo record asiatico.

Sui 400 uomini mancavano molti uomini fortissimi del panorama mondiale e di conseguenza il livello ne ha risentito abbastanza. Rimane comunque di ottimo livello il mondiale stagionale di 45.67 con cui ha conquistato l'oro Tyler Cristopher.
Dietro di lui troviamo lo svedese Wissman che, dopo esser volato ai 200 in 21.10, non è riuscito a tenere e ha finito in 46.04; completa il podio il bahamense Chris Brown in 46.26.
Ci si sente di dire (rispettando tuttavia la scelta) che probabilmente Licciardello, il quale quest'anno per ben due volte ha corso da solo i 400 in 46.57 (tempo da quarto posto oggi), non avrebbe affatto sfigurato.

Quinta prestazione all-time indoor sugli 800 per lo junior del Sudan Abubaker Kaki Khamis con 1:44.81 con cui supera il più esperto Mulaudzi 1:44.91 (nona prestazione all-time e record nazionale sudafricano), Kamel al record asiatico di 1:45.26 e Milkevics 1:45.72 record nazionale lituano; personali anche per Bogdanov 1:45.72 e lo statunitense Symmonds in 1:46.48.

Dopo la vittoria alle finali mondiali di Stoccarda del 2006 arriva un'altro oro in una manifestazione internazionale assoluta per Tariku Bekele. Il fratello del fuoriclasse Kenenisa, ha dominato i 3000 in 7:48.23, davanti a Koech (7:49.05) e Cherkos (7:49.96).

Nel salto con l'asta uomini il russo Evgeniy Lukyanenko (classe '85) si conferma leader stagionale migliorando il suo personale fino a un 5.90 di tutto rispetto e conquista il primo podio e la prima medaglia d'oro in una manifestazione importante (un solo errore a 5.85 sporca la sua serie perfetta).
Dietro di lui troviamo un osso duro come Brad Walker che entra a 5.70 con un errore e conclude la gara con 5.85.
Terzo posto per l'australiano Steven Hooker con 5.80 (senza errori fino a questa misura, poi un errore a 5.85 e due a 5.90).

Nuovo personale e mondiale stagionale per Brian Clay nell'heptathlon con 6371 punti; nella mattina spagnola lo statunitense, già ampiamente in testa durante la prima giornata, è stato protagonista di un ottimo 60 ostacoli in 7.86; la gara è stata invece fatale a Sebrle che è caduto al terzo ostacolo, ritirandosi così dal mondiale.
Al secondo posto il giovane e talentuoso inseguitore Krauchanka con il personale di 6234 punti (da sottolineare l'ottimo 5.30 di asta della mattina); 6131 sono i punti di Karpov al terzo posto.

Non si fanno scappare la staffetta 4×400 gli americani che, con il quartetto James Davis-Jamaal Torrance-Greg Nixon-Kelly Willie, hanno chiuso in 3:06.79, davanti a Jamaica 3:07.69 e Repubblica Dominicana 3:07.77, nuovo record nazionale.

Sui 400 donne le russe Zykina e Nazarova si sono date battaglia fino al traguardo, divise da un solo centesimo. La Zykina è passata ai 200 in un esagerato 23.73 per poi rallentare e rischiare la rimonta della connazionale ma ha comunque vinto con il mondiale stagionale di 51.09 (51.10 la Nazarova).
Al terzo posto troviamo un nome nuovo dell'atletica statunitense che probabilmente risentiremo in futuro: Shareese Woods (atleta dell'85) ha chiuso con 51.41, abbattendo il suo personale di 52.03 di prima dei mondiali e il 51.87 della batteria (outdoor vanta un 52.47 con le ore ormai contate sui 400, 22.74 sui 200 e 11.37 sui 100).

Ancora sul tetto del mondo Blanka Vlasic che vince l'alto con 2.03 per poi fare tre tentativi a 2.09 del record del mondo.
Argento e bronzo a 2.01 per Slesarenko e Palamar (record nazionale ucraino).
Gara perfetta senza errori per la beniamina di casa Beitia fino a 2.01 dove commette tre nulli chiudendo con un 1.99.

A differenza del lungo maschile di ieri, è stato di ottimo livello il lungo femminile dove Naide Gomes ha finalmente superato anche indoor quella barriera bellissima da veder apparire sul tabellone: 7 metri.
Al secondo posto troviamo la brasiliana Maggi con un notevole 6.89 con cui ha per poco assaggiato l'ebrezza del primo posto (nuovo record sudamericano).
Terzo posto per una delle favorite della vigilia, la russa Simigina; dopo tre nulli iniziali ha sfoderato tre salti di tutto rispetto: 6.84 6.85 6.88.
Fuori dal podio la giovanissima francese (dell'88 addirittura) Lesueur con 6.60 (6.84 il suo personale quest'anno): ne sentiremo riparlare.

Grande giornata per le russe Nazarova e Zykina che, dopo la bella gara individuale, hanno portato la staffetta 4×400 all'oro con 3:28.17, davanti a Bielorussia 3:28.90 e Stati Uniti privi dei grandi nomi in 3:29.30.

L'Italia conclude il mondiale senza alcuna medaglia, con un record nazionale (Cusma), un quarto posto (Donato) e un quinto posto (Rosa) che ci sono piaciuti tantissimo anche in prospettiva Olimpiadi.
Alcuni atleti come Rifeser, Weissteiner e Cattaneo hanno ben figurato e sono sembrati in netta crescita; per il resto alcune punte come Legnante, Collio e Di Martino hanno deluso.
Questi sono i fatti.
Dare ora un giudizio oggettivo della spedizione non è compito facile: se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno sarà il classico motivo di dibattito nei prossimi giorni.
Forse portare 13 atleti e trattare la stagione indoor come di passaggio (per molti), sono state le scelte più discutibili.

Link ai risultati: http://www.iaaf.org/WIC08/index.html

fonte: iaaf.org
fonte foto: Simone Proietti

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