MARATONA DI ROMA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Non si è certo annoiato chi ha potuto seguire oggi la maratona di Roma, al suo ennesimo record di partecipanti (si veleggia verso la cifra di 15.000). La gara maschile è stata infatti particolarmente avvincente per merito della nutrita pattuglia keniana che ne ha monopolizzato la testa.

Appena dopo il passaggio di mezza erano infatti ben 11 gli atleti keniani al comando, in compagnia di un unico etiope. Dopo qualche passaggio più lento (30° e 31° km corsi tra i 3'20″ e 3'30″) anche a causa anche del forte vento da sud che spazzava a raffiche il lungoTevere, ha rotto gli indugi Henry Kapkyai, atleta esperto, già secondo a Torino due anni fa.
Approfittando di uno dei tratti più veloci della gara ha corso il 34° in 2'57″, guadagnando una decina di secondi su di un gruppetto di 5 inseguitori, tutti suoi connazionali ma molto poco coordinati nell'inseguimento.

Dopo un clamoroso diverbio in piena corsa con un compagno di gruppo, reo di averlo accidentalmente toccato ad un piede, Jonathan Yego sfoga l'evidente nervosismo lasciando la comitiva al passaggio per piazza del Popolo e concludendo l'inseguimento di Kapkyai subito dopo Fontana de' Trevi, intorno al 39° km. Si è però nel frattempo accodato anche come terzo incomodo Philip Sanga ed il terzetto procede a strappi alternati per gli ultimi durissimi 3 km, caratterizzati dal fondo sconnesso e da continue variazioni altimetriche.

Ed è proprio l'ultima salita di 200 m intorno al Colosseo ad operare la selezione finale a favore di Yego, che chiude in 2h9'58″, tempo molto lontano dal 2h08'02″ di Alberico Di Cecco del 2005, ma chiaramente condizionato dalla condotta tattica e dal meteo: come detto forte vento a raffiche, 20° ed una umidità del 50%. Sanga per il secondo posto a 5″, terzo un ormai spento Kapkyai a 20″.

Non è sembrata risentire affatto delle condizioni climatiche la russa Galina Bogomolova, partita col dichiarato intento di migliorare il record della gara e pilotata ad un preciso passaggio di mezza a 1h12'. La forte atleta russa ha insistito nella sua azione nella seconda metà gara, continuando a mulinare le leve a frequenze altissime e concludendo sorridente e solitaria con un probante 2h22'53″, miglior tempo mai corso sul suolo italiano e nuovo primato della maratona di Roma. A più di 4 minuti la seconda, la connazionale Larissa Zousko a completare la doppietta russa. Terza l'ungherese Aniko Kalovics.

Delusione per la pattuglia italiana: Ottavio Andriani, in cerca del tempo olimpico, si è dovuto fermare al 33° a causa del riacutizzarsi di un risentimento all'adduttore patito qualche giorno prima in allenamento. Non ha nascosto la sua delusione l'atleta azzurro, recente neo-papà, che al microfono si è rammaricato anche del tempo sottratto alla famiglia per gli allenamenti: è una dura disciplina.
Ritiri anche per Vincenza Sicari e Ornella Ferrara … la maratona italiana è in pieno ricambio generazionale e al momento solo Baldini e la Genovese hanno staccato il biglietto per Pechino.

fonte: Atleticanet
fonte foto: Mauro Proietti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *