CLERMONT FERRAND 2008 : I CAMPIONATI MONDIALI INDOOR MASTER DEL DISORDINE E DEI RITARDI

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Noi Masters, appassionati dell’atletica, ci eravamo lasciati ai Campionati Mondiali di Riccione, tanto criticati per l’inefficienza organizzativa e le problematiche strutturali, e ci siamo ritrovati a Clermont Ferrand per le gare mondiali indoor con le medesime criticità, acuite ancor più dall’incredibile incompetenza tecnica dello staff delegato all’organizzazione e dalla risaputa, fredda e stupida incomunicabilità dei francesi, gente incapace di parlare almeno un’altra lingua. Così, quanti avevano in mente la perfezione organizzativa di Linz 2006, sede degli ultimi campionati mondiali indoor, si sono imbattuti in un ambiente surreale dove ha perennemente regnato il disordine e la disinformazione. Il pur buon impianto di Clermont Ferrand, era purtroppo sprovvisto di un adeguato luogo per il riscaldamento e gli atleti erano costretti ad ammucchiarsi in un’angusta palestra di pochi metri quadri o a vagare, scontrandosi, nel poco spazio attiguo alla pista, a volte senza sapere se avrebbero realmente corso…La non buona pianificazione dell’evento che prevedeva la competizione di 3500 atleti ,la poca flessibilità dei giudici e la loro non conoscenza dei regolamenti ha causato ritardi (anche di tre ore) sull’orario ufficiale delle gare ed anomalie inspiegabili per manifestazioni di questo livello. Tra le innumerevoli situazioni singolari e spiacevoli verificatesi e subite quotidianamente, ne voglio raccontare alcune che mi sono sembrate a dir poco grottesche.

Non mi era capitato ad esempio che venisse svolta una finale dei 200 con sette finalisti e sei corsie disponibili…Oppure assistere ad una doppia finale dei 60m cat M50 per un errore di valutazione dei tempi di accredito; stessa cosa nei 400 m M55, la mia categoria, nella quale con 18 atleti venivano, erroneamente effettuate in precedenza quattro batterie prevedenti le semifinali. Ecco, invece la decisione dei giudici dello scempio di due finali A e B,la cui composizione teneva conto dei tempi non veritieri del turno preliminare. Avendo io il settimo tempo di accredito mi sono trovato a correre nella finale B. Ho corso praticamente da solo contro il tempo e senza riferimenti ma alla fine è arrivato comunque un buon terzo posto.

Azzardato e fuori regolamento il turno supplementare fatto effettuare nella gara degli 800m per le categorie dei più giovani. Batterie di 4 o 5 atleti , anziché di 12, creando una corsa al massacro con scarse possibilità di buone prestazioni.

Non esisteva, come a Riccione, alcun tabellone luminoso visibile che indicasse i tempi di accredito con i qualificati. Né gli stessi venivano esposti in tempo utile nelle bacheche . Da qui la impossibilità di sapere cosa fare per i turni successivi. Tantissimi atleti dovevano recarsi nella call room il giorno successivo per sapere della loro sorte…Scenda infine un pietoso velo sui continui cambiamenti dell’orario ufficiale delle gare.

Poi arriviamo alla fantascienza e sentite anche questa: avete mai assistito alla ripetizione di una batteria dei 60m a distanza di un’ora per una falsa partenza non rilevata in tempo reale? A Clermont è successo: è stato solo un caso che tutti gli atleti non avessero lasciato lo stadio. Uno però l’ha fatto e non ha potuto ingiustamente gareggiare…

Ora, per sorridere, perché fa bene alla salute, ecco altre piccole inettitudini e furbizie francesi: ci vogliono dai 10 minuti al quarto d’ora per sistemare un’asta? O trattenere con la forza atleti infreddoliti nella call room con le gare spostate di un’ora? Dove sta il buon senso in queste cose? E che dire dei giudici posti a solo 500m dell’arrivo nelle gare di marcia per fregare qualcuno che non fosse francese? E le batterie delle corse veloci composte appositamente con più atleti italiani?
Ma torniamo un attimo alle problematiche strutturali dell’impianto:
la ristorazione era posta in un tendone freddo e la qualità nauseabonda; non esistevano affatto spogliatoi nei luoghi dove si svolgevano gare all’aperto; considerando il tempo inclemente è stata davvero una tragedia con la comica finale di potersi ristorare solo acquistando il the caldo.

Una vergogna che a questo punto deve far riflettere in primo luogo le Federazioni nazionali che hanno il dovere di tutelare i loro iscritti( inoltrando una protesta formale, magari allegando il mio scritto) ed in secondo luogo gli organismi internazionali, che devono assolutamente porre mano al cambiamento delle regole.
Avendo io esperienza di molte di queste gare in giro per il mondo, e soprattutto avendo raccolto i pareri e gli umori di molti dei protagonisti di questo sport, mi permetto di dare alcuni suggerimenti, che spero vengano ascoltati:

Da alcuni anni, il movimento degli Over è cresciuto in maniera esponenziale, includendo contemporaneamente un livello di specializzazione negli allenamenti molto vicina a quella degli assoluti; i Masters pagano anche di tasca propria le iscrizioni e le trasferte: hanno pertanto il diritto di avere in cambio da queste manifestazioni rispetto ed un valido livello organizzativo.

Nelle attuali condizioni, nel quale il numero degli iscritti è notevole ,occorre correre ai ripari con le seguenti modifiche: la prima: se proprio non si può inserire il numero chiuso con i tempi minimi di partecipazione, perché ritenuto discriminatorio, almeno si ponga un limite alla partecipazione alle gare: due più una staffetta, in special modo in quelle indoor che durano solo pochi giorni

Onde snellire il programma e rispettare gli orari , dalle categorie M/F35 alle categorie M/F45 si dovrebbero prevedere tassativamente tre turni di qualificazione, che diventerebbero due dagli M/50 in poi.

Gli organismi internazionali non pensino solo al Business e gli stessi atleti comprendano che la loro salute è un valore, maggiore di tutto il resto, medaglia compresa: mi chiedo cosa significa in sole poche giornate stressare l’organismo con tante gare e tanti turni…Forse concentrando le energie si otterrebbero risultati migliori.

Quanto all’annoso problema del criterio di assegnazione di questi importanti eventi, la WMA e la EVAA devono capire che bisognerà essere sempre più severi nel controllo della ricettività e la funzionalità dell’impianto, sia se esso è indoor o all’aperto. Non si può ritenere idoneo una struttura senza un luogo adeguato per il riscaldamento, senza una ristorazione dignitosa, senza tabelloni luminosi, senza servizi più efficienti di informazione che tengano conto dell’internazionalità dei partecipanti. Infine la verifica dell’ educazione dei giudici e dei tecnici e la loro competenza specifica in campo regolamentare.

Forse ho chiesto troppo, ma credo che il disastro francese continuerà in futuro se alcuni di questi provvedimenti che ho consigliato non verranno presi.

Nell’occasione ,invito la Federazione Nazionale ed il Comitato Regionale Fidal Marche, cui sono stati assegnati i prossimi Campionati Europei Indoor, a leggere questo scritto e far tesoro dei suggerimenti introdotti. So, comunque che loro già stanno lavorando bene su questi aspetti.

Ho raccontato solo in parte di quanto non ha funzionato in questo Campionato Mondiale. Ci saranno altri , che elencheranno altre singolarità e stranezze: Si spera che esse non si ripetano mai più.

fonte: Vincenzo Felicetti

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