A EDIMBURGO VA IN SCENA LO SPETTACOLO MONDIALE DEL CROSS COUNTRY

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Tutti i migliori fondisti del mondo calcheranno i prati di Holyrood Park, sito nella capitale scozzese, e lo faranno domenica pomeriggio per inscenare il grande festival mondiale del cross country; oltre 500 atleti pronti a battagliare in nome dei 70 paesi rappresentati.
Quattro le gare in programma, seniores e juniores sia maschile che femminile la seconda edizione questa, senza la prova corta, abolita dalla IAAF dopo Fukuoka 2006; previste classifiche individuali e di squadra con i migliori quattro atleti per paese a portare punteggio.
Un ritorno alle origini; sempre in terra di Scozia difatti nel lontano 1903 venne disputata la prima edizione del Cross delle Nazioni. La rassegna mondiale partita dai paesi fondatori della Gran Bretagna ( Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles) si estese in Europa e Africa fino al 1973, quando venne istituito ufficialmente dalla IAAF il primo Campionato del Mondo di Corsa Campestre; in Scozia si celebrerà la 36^ edizione.
Venendo al contesto agonistico, nella prova seniores maschile il re indiscusso degli ultimi anni, l’etiope Kenenisa Bekele proverà a essere il primo atleta nella storia a vincere per la sesta volta il titolo nel cross lungo. Bekele dovrà a riprendersi il “trono” dopo la scioccante sconfitta subita lo scorso anno a Mombasa ad opera dell’iridato in carica, l’eritreo Zersenay Tadese; per Bekele, che ha rinunciato ai Mondiali Indoor di Valencia di inzio marzo, obiettivo puntato sulla disciplina che lo vede il più medagliato in assoluto con 15 ori complessivi di cui ben 11 individuali e autore di un bottino complessivo di ben 25 medaglie ( compresi 8 argenti e 2 bronzi).
Bekele e Tadese i logici favoriti della vigilia, dall’Africa e non poteva essere altrimenti gli outsider che proveranno a dire la loro: su tutti la stella nascente, l’ugandese Moses Kipsiro già capace di sconfiggere Bekele al cross de Italica di inzio stagione.
Merita citazione anche il team keniano, capace di un dominio di 18 edizioni tra il 1986 e il 2003; Bernard Kipyego (terzo nel 2007) Hosea Macharinyang ( quinto nel 2007) e Leonard Komon ( 4° lo scorso anno tra gli juniores) guideranno la compagine keniana verso il titolo a squadre non nascondendo però ambizioni individuali da podio.
Il continente su tutti che andrà a sfidare l’Africa pare essere l’Australia; Craig Mottram il candidato principale. Il giovane australiano, già a podio mondiale in pista nei 5000 metri di Helsinki e giunto quinto nella prova corta del 2002, svela le sue origini scozzesi ( la madre nativa della Scozia) pare essere l’unico atleta non africano in grado di potersi piazzare nella top 10, considerando le pesanti assenze che vengono dall’Europa con il britannico Mo Farah, undicesimo lo scorso anno, e il sette volte campione europeo, l’ucraino Sergey Lebid, anche’egli assente per una condizione fisica non brillante. Altra defezione dagli Usa con Dathan Ritzenhein, il campione nazionale.
A guidare l’Asia il Giappone che schiera una squadra in grado di puntare a un piazzamento nei 30, Makoto Tobimatsu e Yuki Sato gli atleti più accreditati del Sol Levante.
Per l’europa su tutti lo spagnolo Juan Carlos de la Ossa a livello individuale e Spagna e Portogallo a squadre che schierano al via ben 11 atleti; l’America Latina conta su Marlison dos Santos Gomes, maratoneta capace di vincere New York nel 2006 e miglior atleta del Sudamerica.
L’Italia schiera quattro elementi, tra cui spiccano Andrea Lalli e Daniele Meucci, i giovani migliori esponenti del cross azzurro in questo 2008.
La prova juniores maschile, affare africano da 16 edizioni, si presenta con un verdetto quasi scontato, ovvero podio tutto africano con Kenia ed Etiopia a farla da padrone.
A guidare il Kenia il campione nazionale Levy Matebo Omari e Mathew Kipkoech Kisorio.
L’etiopia punta sul campione mondiale junior dei 10.000 Ibrahim Jeilan e su Ayele Abshiro.
Terzo incomodo l’Uganda con Geoffrey Kusuro; altre buone formazioni sono Eritrea e Quatar. Rimangono le briciole per gli altri continenti, sparuta anche la presenza azzurra con al via il solo campione di Carpi, l’italo-marocchino Ahmed el Marzoury.

Veniamo alle gare femminili, Seniores donne con l’etiope Tirunesh Dibaba costretta a imitare le gesta del connazionale Bekele, nel prendersi la sua rivincita dopo la bruciante sconfitta dello scorso anno ad opera di Lornah Kiplagat a rappresentare l’Europa, Olanda il suo paese d’adozione ma keniana di origine.
Quest’anno assente la Kiplagat, la Dibaba dovrà guardarsi le spalle proprio in casa, Gelete Burka e Meselech Melkamu le opponenti più accreditate. Minaccia keniana con Linet Masai, campionessa juniores uscente, la 17 enne proverà a dar fastidio alle etiopi con il sussidio di Priscah Jepleting, argento nel corto di Fukuoka 2006 e Grace Monany.
Come per i colleghi maschi, subito dietro ci si aspetta una prova d’orgoglio di Benita Johnson (Australia) dopo il trionfo nel 2004 di fatto l’ unico oro mondiale per la terra dei canguri nella storia.
Europa decimata anche in campo femminile; la Gran Bretagna vede le assenze dell’ex-iridata Paula Radcliffe (2001-2002), oramai convertitasi alla maratona e delle valide Mara Yamauchi e Jo Pavey. Proveranno a tenere alto in nome dell’Europa le sorelle Hayley e Liz Yelling, la prima ricordiamo campionessa europea di cross nel 2004.
L’Italia vede ai nastri di partenza Elena Romagnolo e Fatna Maraoui, le due atlete più costanti in stagione; la Romagnolo dopo il 27° posto dello scorso anno a Mombasa punta a riconfermare quanto di buono fatto vedere nel 2008 in prospettiva 3000 siepi per Pechino.
Assenza di lusso quella di Silvia Weissteiner dovuta a una scelta tecnica in ottica pista.
La prova juniores donne si presenta come la fotocopia della prova maschile, ovvero Kenia ed Etiopia a spartirsi le vittorie a squadre sin dal 1989, anno in cui è stata introdotta la gara riservata alle under 19 con la sola eccezione a livello individuale per la finlandese Annemari Sandell che vinse nel 1995.
Kenia che punta su Mercy Kosgei, dopo l’argento dello scorso anno, su Christine Mayanga e Dorcas Jepchirchir.
Emebt Etea sarà la punta di diamante della squadra etiope, a secco del titolo dal 2004 e che appare inferiore a quella delle colleghe senior; Genzebe Dibaba sorella di Tirunesh, 5^ lo scorso anno, e Tigist Mamuye le altre etiopi al via.
Come per le altre gare, Africa a parte il Giappone schiera una buona squadra, capace di tre bronzi dal 2004 al 2006 capitanate dalla giovane Atsuko Matsumoto; l’Europa punta sulla tradizione Britannica con Charlotte Purdue e Emily Pidgeon capaci di finire nelle 20 lo scorso anno. In chiave azzurra, esperienza per le due migliori azzurrine Valeria Inglese e Valeria Roffino.
Appuntamento per domenica 30 marzo alle ore 13,00 con l’inizio delle gare; per rivivere invece un momento di storia, si rinnova l’appuntamento con la Mass Race sulla distanza dei 5 km prevista per la prima mattinata; dopo il buon successo della prova di Udine in occasione dei Mondiali di mezza maratona, per tutti gli appassionati si presenta un occasione per vivere da vicino il fascino del cross country.

fonte: www.iaaf.org
fonte foto: www.20Minutes.fr

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