MASTER 2007: INTERVISTA A MARIO LONGO

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I Campionati Italiani Indoor di Ancona sono stati l'occasione per la consegna del Trofeo Master 2007 a Mario LONGO (nella foto con Daniele MENARINI, codirettore di “Correre”), vincitore del referendum indetto congiuntamente da ATLETICANET e dalla rivista CORRERE. Ricordiamo che LONGO ha prevalso per voti sugli altrettanto meritevoli Enrico SARACENI e Marco SEGATEL. In coda alla premiazione il velocista napoletano tri-campione del mondo 2007 ci ha rilasciato un’intervista, che vi proponiamo.

Mario, siamo curiosi di sapere come sei arrivato all'atletica leggera.

Mi sono cimentato tardi. Avevo già 19 anni, nel 1983, quando ho scoperto la pista. Quell'anno ricordo di aver corso i 100 metri in 10″9 manuale. In precedenza non avevo praticato altri sport per così dire formativi; come invece spesso avviene per chi giocando a calcio scopre qualità da velocista. Io da ragazzino andavo cavallo e avrei voluto proseguire con i concorsi ippici. Però poi sono subentrati problemi alla schiena. Ad ogni modo la prima passione non l'ho abbandonata e adesso alleno cavalli da trotto.

Poi come sei arrivato alla Nazionale, alla staffetta 4×100. Come sei stato accolto?

Sono arrivato 26enne nel 1990 alla mia prima Nazionale, in contemporanea con i Campionati Europei di Spalato, da componente della staffetta 4×100. Vi lascio immaginare l'emozione a dire poco doppia! Ricordo uno stadio pieno zeppo di persone. Da riempirti il cuore di gioia! Nel giorno in cui corsi la mia prima staffetta in Nazionale mi arrivò subito al collo la medaglia di bronzo europea. Con un tempo a soli due centesimi dal fantastico record italiano detenuto da una formazione a cui apparteneva un certo Pietro Mennea…!!

Di quegli anni cosa ricordi con più piacere? Quali sono le persona a cui ti sentivi più legato? …e anche cosa non ti piaceva dell'ambiente?

Fui accolto benissimo da tutti i componenti della staffetta (Tilli Madonna, Floris) che mi misero da subito a mio agio!! Con grande piacere di quegli anni ricordo la serenità con cui si lavorava. C’erano grandi tecnici, veri professionisti competenti, come il professore Vittori, Bonomi. Dotta. Praticamente il meglio delle conoscenze nel settore della velocità da sempre! Dell'ambiente invece non mi piacevano altre persone, chiamiamoli dirigenti, che poi hanno distrutto tutto di quella scuola.

Se non sbaglio la tua prima esperienza tra i master è stata nel giugno 2002 ai Fiuggi, ai Campionati Italiani su pista? Come hai preso la decisione di fare questo tuffo?

Si, Fiuggi è stata la mia prima esperienza nel mondo master. Sono entrato in questo mondo per rimettermi in gioco, come ho sempre fatto nella mia vita ed in ogni ambiente. Qui ho trovato i veri amanti dell'atletica In questo mondo mi emoziono come mai mi era capitato prima tra gli atleti assoluti. Qui, oltre che con le gambe, si è obbligati a correre con il cuore. Ed è per me lo stimolo migliore!

Tra le vittorie e le soddisfazioni che hai fin qui ottenuto nell'atletica master qual è quella che più ti ha emozionato e perché?

L'oro dei 100 metri di Riccione! Ero stato battuto ai Campionati Mondiali Indoor di Linz nel 2006 da un certo Traikovski e a Riccione mi ero ripromesso di batterlo! Inoltre ci tenevo particolarmente a quei 100 metri: serbavo il desiderio della vittoria per dedicarla a mio padre, da sempre il mio primo tifoso. Anche oggi lui è qua ad Ancona, con tutta la mia famiglia che mi segue e coccola.

Personalmente hai qualche suggerimento da dare per la crescita del movimento master italiano?

Ne avrei anche per il settore assoluto… Sul movimento master penso che è in continua crescita, ma che sti andando avanti da solo, spontaneamente, perchè i più tra gli atleti master gareggiano per il puro piacere di farlo. Probabilmente se la FIDAL ci fosse più vicino, con sostegno economico e assistenza organizzativa, saremmo tutti giustamente più felici e soddisfatti!!

E sul dibattito se istituire i minimi di partecipazione ai campionati internazionali master cosa pensi?

A questo punto della storia dell’atletica master penso che per quanto riguarda i minimi in gare internazionali sarebbe giusto introdurli. Così si alzerebbe ulteriormente il livello tecnico delle prestazioni e servirebbe a stimolare ulteriormente gli atleti a tutti i livelli!

Quest'anno hai deciso di non gareggiare. Per il futuro cosa ti riproponi?

Quest’anno la decisione di non gareggiare mi è stata dettata, per così dire, dal mio senso di giustizia. Il presidente della società per cui ero tesserato da diversi anni mi aveva promesso vari rimborsi per i risultati ottenuti e anche per il mio impegno nel campionato di società assoluto …che non sono mai arrivati. Di qui la mia determinazione di abbandonare la società per non sentirmi più preso in giro. Purtroppo dovrò restare fermo agonisticamente per tutto il 2008, perché la società pretenderebbe il pagamento dell’indennità spettante per le mie prestazioni nel 2007, che equivale a circa 2.200 euro. E’ qualcosa di ingiustificabile nella sostanza delle cose! A proposito di questo… per eventuali società interessate, il mio cartellino la prossima stagione sarà a parametro zero. Si accettano offerte. Ah, ah!
Per il futuro, a partire dal 2009, mi ripropongo una grande stagione …più forte ed agguerrito di prima; con nuovi record master italiani e mondiali. Se lo dico credetemi! Perché, anche se da queste parole potrei sembrare un poco presuntuoso, al contrario sono una persona molto semplice ed umile.

Vorresti comunque essere ancora un atleta master tra 30 anni; o pensi che ti stancherai prima, perché verranno ad esaurirsi gli stimoli agonistici forti?

Vorrei ancora essere un atleta master tra 30 anni? Mm…? Perché solo per altri 30 anni?! Voglio battere tutti i record di ogni categoria d’età. Facciamo almeno per altri 60 anni !!!

fonte: Atleticanet
fonte foto: W. Corbelli

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