MONDIALI DI CROSS A EDINBURGO. BEKELE: COME TE NESSUNO MAI; DIBABA: DOPPIO ORO IN FAMIGLIA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Veniamo immediatamente alla cronaca di quanto successo oggi.
Senior maschile, 12 km. La calura opprimente della passata edizione a Mombasa era solo un lontano ricordo e oggi, sui freschi prati dell'Holyrood Park, per Kenenisa Bekele è stato il giorno nel quale il suo nome è balzato in cima alla lista dei migliori crossisti di tutti i tempi. Bekele stacca così di una lunghezza (6 titoli mondiali) due mostri sacri della specialità quali Tergat e Ngugi, che si sono fermati a 5.
L'impresa assume, se possibile, ancor più rilevanza se si considera che l'etiope al terzo chiometro di gara si è visto aggangiare e quasi strappare una scarpa: lo stop a quel punto era inevitabile, così come inevitabile era la perdita di contatto dal gruppo di testa.
A questo punto, si è assistito ad una scena che a diversi sportivi ha riportato alla mente la fantastica rimonta a la vittoria di Pantani, dopo la foratura ad inizio salita verso il santuario di Oropa.
Superato l'inconveniente Bekele iniziava una progressione per riprendere la testa della gara e al settimo chilometro, quando il temuto avversario eritreo Tadesse, campione mandiale in carica, iniziava una serie di cambi di ritmo per far selezione nel gruppo, l'etiope si trovava in una posizione adeguata per rispondere agli attacchi.
Rimasti in due, un rilassamento momentaneo ha permesso il ricongiungimento da parte dei due keniani Komon e Ebuya ma il fatto che, dopo l'inconveniente Bekele abbia reagito in modo freddo, senza lanciarsi in una rincorsa folle verso la testa del gurppo gli ha permesso di mantenere le energie necessarie per l'allungo finale verso la vittoria. Piazza d'onore per il ventenne keniano Komon che ha guidato la sua squadra all'oro, e terzo posto per l'eritreo Zersenay Tadesse. Tra le squadre, come detto, oro al Kenia, seconda l'Etiopia e terzo il Qatar.
Senior femminile, 8km / Junior femminile 6km. Il fatto di racchiudere sotto una voce unica le due gare non è casuale ne dettato da gare di scarso contenuto tecnico, al contrario il valore delle atlete e il legamentrra le due prove è stato molto forte.
Al termine della sua splendida prova, il sorriso della ventiduenne Tirunesh Dibaba, appena diventata la più titolata di sempre nel cross, al pari del connazionale Bekele, è ampio e radioso e va ripetendo di dovere la sua immesa felicità alla vittoria di Genzebe ancor più che per la propria. Tirunes ha confessato candidamente poi di non essersi nemmeno scaldata a sufficienza per la propria gara, tanta era la tensione con la quale ha asisstito alla gara della sorella. La parentela delle sorelline Dibaba si è evidenziata anche in gara, dal momento che entrambe hanno mantenuto una condotta speculare.
Attente nei primi giri senza perdere di vista la testa del gruppo, attacco decisivo sulla salita dell'Haggis Knowe e volata finale devastante sul rettilineo d'arrivo. Poco importa al fine della classifica se le avversarie finite sul podio si chiamassero Irine Cheptai (KEN) e Emebt Etea (ETH) nella gara junior; Mestawet Tufa (ETH) e Linet Masai (KEN) in quella senior, quello che ricorderemo sarà il doppio oro finito in famiglia Dibaba.
In Etiopia le sorelle gareggiano per due squadre diverse ma si allenano insieme, con la terza sorella Eyegayehu (argento olimpico nei 10000m).
Tirunesh si aspetta dalla giovane e talentuosa sorellina che possa diventare probabilmente più forte e più veloce di lei.
A livello di squadre la gara juniores femminile è stata vinta dall'Etiopia, sul Kenia e sul Giappone, quella senior ancora dall'Etiopia che precede per l'ennesima volta il Kenia; bronzo all'Australia di Benita Johnson.
Junior maschile, 8km. Dominio africano quasi scontato (il primo non del continente nero è il giapponese Tamura 20°) e molti dubbi sull'effettiva età di diversi partecipanti africani in questa gara vinta da Ibrahim Jeilan (ETH) sul connazionale Ayele Abshero e il keniano Lucas Kimeli Rotich.
A squadre primo il Kenia, davanti a Etiopia e Uganda.
Capitolo azzurri. Inutile dire che ci si aspettava (si sperava) in qualcosa di meglio come al solito dalla spedizione italiana, la cui composizione, “come vuole la tradizione” è stata accompagnata da polemiche, scelte discusse, discutibili, spiegazioni non date, mezze verità, come si evince anche dalla voce di addetti ai lavori che hanno affidato nei giorni scorsi ad Atleticanet il compito di dare spazio almeno alla propria voce.
Venendo ai risultati ottenuti sul campo, 69° posto su 109 e comunque esperienza importante per il giovane di origine marocchina Ahmed El Mazoury, così come per le ragazze Veronica Inglese, 47esima e Valeria Roffino, 50esima su 66 al via.
Nella gara senior donne trentaduesima su 95 atlete Elena Romagnolo, e ritiro per Fatna Maraoui. Infine, tra i senior uomini, dove schieravamo quattro atleti, si può quasi parlare di una disfatta, con l'eccezione di Gianmarco Buttazzo (59° su 179 e probabilmente al pari col suo valore attuale). Sono naufragati infatti al 71° posto Andrea Lalli, al 100° addirittura Daniele Meucci e Stefano La Rosa si è ritirato.
Sarà un interessante spunto di discussione e, ci auguriamo, di riflessione in chiave azzurra, capire nei prossimi giorni il motivo delle controprestazioni ottenute dai nostri ragazzi che si apprestavano con ben altri intenti alla trasferta scozzese.

I risultati completi sono visionabili alla pagina: [clicca qui]

fonte: www.iaaf.org / redazione Atleticanet
fonte foto: Eckhard Pecher – Creative Commons License

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