FRANCESCO ONOFRI, UN MASTER CANDIDATO SINDACO

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Daniele PAGANI (grande saltatore in alto a cavallo del 1990 e ora promettente master) l'intervista all'amico Francesco ONOFRI, che molto volentieri pubblichiamo. L'occasione è molto particolare in quanto il bresciano ONOFRI in questi giorni si presenterà candidato a sindaco della sua città. Gli facciamo i nostri auguri, disposti a prestare alla politica per qualche anno un nostro valido atleta master. Del resto un impegno non esclude l'altro. Nella foto qui a fianco ONOFRI (a sinistra) al termine dei 110 ostacoli dei Mondiali 2005 a San Sebastian in compagnia di Roberto Amerio.

Chi è Francesco Onofri fuori dalla pista di atletica?
Sono avvocato da quasi sedici anni, sono sposato e ho tre figli.

Perché hai deciso di candidarti a sindaco?
Ho pensato che occorresse dare un'alternativa alla mia città, Brescia. Le proposte dei partiti sono sempre più lontane dai cittadini, e l'impressione è che le logiche di apparato prevalgano prima nella scelta delle candidature, e poi nella gestione della cosa pubblica. Molte persone di valore mi hanno seguito (cosa che non avrebbero fatto con i partiti tradizionali), compresi alcuni uomini e donne di sport, tra cui Ezio Gamba, medaglia d'oro olimpica a Mosca 1980 nel judo e oggi manager dello sport, Giusi Turra, eptathleta di valore internazionale da junior e oggi brillante attrice di teatro, Alberto Papa, 7,72 nel salto in lungo a 18 anni, e oggi eccellente commercialista.

Cosa rappresenta per te l’atletica?
E' una passione autentica, una vera e propria “malattia”. Ho un bisogno estremo di correre, saltare, calcare una pista, soprattutto per scaricare lo stress di giornate spesso molto impegnative. Gli appuntamenti internazionali dei master danno poi senso agli allenamenti. Se non ci fossero le gare master penso proprio che cambierei sport.

Come vedi l’atletica a Brescia?
C'è come ovunque una crisi nel numero di tesserati, anche se in qualche realtà della provincia (ad es. Castenedolo) ci sono alcuni segnali in contro tendenza. Gli sporti di squadra attirano di più i giovani, e per certi versi trovo che la cosa sia normale.

Quante volte (e dove) ti alleni?
Mi alleno da tre a cinque volte alla settimana nella pausa pranzo al nostro campo “Calvesi” di Brescia. Qualche volta anche la domenica mattina al parco. D'estate frequento anche alcuni campi di provincia quando a Brescia (assurdamente) chiudono per ferie

Cosa vuol dire per te essere “master”? Si sentono campane di “puritani” che vorrebbero che dopo i 40 anni anni uno dovrebbe fare attività “non agonistica”, ma quanto atleta è, un “master”?
I master sono atleti tanto quanto gli atleti giovani, purché non dimentichino che in fondo sono una via di mezzo tra gli agonisti del settore assoluto e gli amatori. L'atletica master deve essere vissuta senza protagonismi o esasperazioni, anche se la relativa facilità con cui si ottengono vittorie o piazzamenti a volte porta a perdere obiettività con se stessi.

Che differenze provi a gareggiare ora da Master, in confronto a quando eri un assoluto?
Quando sono sui blocchi di partenza o in pedana, nessuna. L'agonismo è lo stesso. Magari sono un po' più tranquillo per la maturità nel frattempo acquisita.

Negli ultimi tempi, a livello mondiale, si è discusso sull'opportunità di introdurre una sorta di “minimo” per partecipare alle grandi competizioni internazionali master? Cosa ne pensi?
In certe specialità i minimi o forme di preselezione dovrebbero essere introdotti, per evitare ritardi nelle manifestazioni o fatiche insopportabili con turni massacranti ad atleti non più in grado di sostenerli.

Cosa suggeriresti per migliorare l'organizzazione o la gestione dei master italiani (naturalmente se c'è qualcosa da cambiare…)?
Io sono abbastanza individualista e non sento la mancanza di un'organizzazione più strutturata, che altri però lamentano. Andrebbe potenziata l'assistenza durante le manifestazioni internazionali da parte di fisioterapisti e medici.

Cos'è stato per te il 2007, com’è e come vedi il 2008?
Il 2007 è stato l'anno del ritorno al decathlon dopo 19 anni e di un quarto posto ai mondiali. Nel 2008 ho iniziato con la m.p.i. nel pentathlon indoor agli italiani di Ancona, poi migliorato a Clermont Ferrand con un nuovo quarto posto ai mondiali, molto più “pesante” però di quello di Riccone visto il livello della gara (i primi tre oltre il vecchio record del mondo). Per il resto della stagione dipende molto da tendini e ginocchia.

Chi sono gli atleti master che conosci meglio e chi stimi di più?
Nani Prampolini, Hubert Indra, Bruno Sobrero, Gabre Gabric, Susanna Tellini, Gigi Papetti. Li conosco e li stimo.

Hai una filosofia di allenamento?
Da atleta multiplo con problemi ai tendini e alle ginocchia la mia filosofia è: si fa quel che si può. Ultimamente pochi pesi e molti esercizi di agilità e rapidità.

Hai qualche aneddoto simpatico da raccontare?
Durante il decathlon di Riccione per sapere i risultati e i punteggi parziali, siccome non ci dicevano nulla, mi dovevo collegare ad internet con il telefonino e visitare il sito dei mondiali: veramente pazzesco!

Qualcos'altro che ritieni utile aggiungere e di cui non si è parlato?
Più passa il tempo e più mi rendo conto, frequentando altri ambienti, compreso quello della politica, che noi che veniamo dall'atletica e che “ce l'abbiamo nel sangue” abbiamo un marcia in più: disciplina, capacità di affrontare le difficoltà, controllo delle proprie emozioni, tenacia. L'atletica insegna a vivere.

Il curriculum sportivo di ONOFRI

– nella categoria allievi personali di 1.90 nel salto in alto e di 15″4m nei 110 ostacoli

– nel 1984 è campione italiano junior di decathlon e nazionale junior (6.389 punti).

– è stato due volte 5° ai campionati assoluti: 1986 nel decathlon; 1987 nell'eptathlon indoor

– ha un record di 6.526 punti, datato 1988 quando militava nel gruppo sportivo dell'Aeronautica

– dopo quell'anno arriva la laurea in giurisprudenza, lascia il decathlon per proseguire con impegno ridotto nei 110 ostacoli nell'Atletica Riccardi di Milano

– dopo una pausa torna nel 1993 senza particolari ambizioni cimentandosi nei 110 ostacoli

– da master ha vinto due titoli come MM35 nei 110 ostacoli nel 2001 e 2002

– nelle manifestazioni internazionali è stato 7° nei 110 hs M40 ai Mondiali del 2005, 6° nei 60 hs ai Mondiali Indoor del 2006; 5° nei 110 hs agli Europei del 2006; 5° nei 60 hs agli Euroindoor del 2007; 7° nei 110 hs ai Mondiali 2007

– dal 2007 è tornato all'antico amore delle prove multiple giungendo 4° nel decathlon M40 ai Mondiali di Riccione; e qualche settimana fa 4° nel pentathlon dei Mondiali Indoor

– da dieci anni si vanta di gareggiare per l'Atletica Brescia 1950, la società fondata dal grande Sandro Calvesi, sommo maestro delle corse con ostacoli

– inoltre per sette anni, fino al 2005, ha disputato campionati di pallavolo, impegnato anche come il dirigente.

fonte: Atleticanet-Fidal

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