“MASTER” …QUANDO FA COMODO

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ATLETICANET ha ospitato qualche giorno fa la replica a Mario LONGO da parte di Luciano CAPUTO, dirigente della A.S.D. Athletic Club di Napoli. Questo episodio da modo per proporre alcune riflessioni attorno alla figura generica dell'atleta tesserato F.I.D.A.L. come “master”, in particolare quando l'atleta si trova a cavalcare per valore tecnico o più per semplice esigenza societaria un'attività master e una assoluta; in questo secondo caso per supportare il proprio club nei C.d.S. su pista, in quelli di cross e altre classifiche societarie del settore assoluto. Vengono alla luce varie contraddizioni…

Utilizziamo l'esempio di LONGO (che ricordiamo essere tesserato master dal 2002) per alcune considerazioni: a quanto ammonta l'indennità di preparazione di Mario LONGO? E' stabilita dalle apposite tabelle F.I.D.A.L., partendo dalla sua migliore prestazione nel corso del 2007, ovvero 10″83 sui 100 metri che equivale a 868 punti. Si applica lo stesso criterio degli atleti seniores: a 830 punti equivalgono 500 euro e per ogni punto in più l'incremento di valore è di 25 euro. Per cui nel caso di LONGO l'indennità ammonterebbe a 1.450 euro …una cifra non lieve, specie per una eventuale società impegnata esclusivamente nel settore master. Inoltre il diritto all'indennizzo (se non verrà modificato il regolamento 2008) si protrarrà anche sulla stagione 2009, però con l'abbattimento di valore del 50%.

Partiamo dalla prima contraddizione dei regolamenti F.I.D.A.L. per quanto riguarda la figura del tesserato master. Questo tipo di atleta (se già tesserato master) nel caso di trasferimento ad altra società non incorre nella liberatoria della società di provenienza, il nullaosta. Ma così non è! Infatti l'Ufficio Tesseramenti della F.I.D.A.L. Nazionale pretende, per autorizzare un trasferimento di questo tipo da una regione ad un'altra, che venga prodotta anche una dichiarazione di liberatoria della società di provenienza. Motivo: la F.I.D.A.L. non vuole (pilatescamente) entrare in eventuali contenziosi tra le società. Per giunta è imposto un costo aggiuntivo di 50 euro quali “diritti di segreteria”. Se per ipotesi un qualsiasi Mario Rossi, poniamo master MM70, volesse cambiare società e regione la gabella totale diventerebbe di 64 euro (10 per il tesseramento + 50 per i diritti di segreteria + 4 euro per il bonifico bancario). Viene da esclamare: “Ma quanto valgono i master?!” E' notizia poi che anche alcuni comitati regionali pretendano la liberatoria nel caso di un master trasferito nella stessa regione.

Restiamo ai regolamenti della F.I.D.A.L. Nel 2006 s'è data totale accesso dei master all'attività agonistica assoluta. Nel 2007 (e 2008) contrordine! I master possono partecipare all'attività assoluta solo se la propria società ha effettuato l'affiliazione anche al Settore Assoluto …in ogni caso, anche se i propri tesserati saranno solamente master. Costo aggiuntivo per il 2008 di 170 euro. C'è poco da sottilizzare, è un'altra gabella. Roba da Sceriffo di Nottingham! Che ha contribuito nel 2008 a far disertare tante società che svolgono attività di corsa su strada. Niente riaffiliazione alla F.I.D.A.L., ma solo ad un ente di promozione sportiva. Così si sono perse società e tesserati. Un affare! A qualcuno si dovrà attribuire il merito; o i regolamento sono figli di nessuno?

Torniamo al tema dell'indennità di preparazione nel caso di un atleta master. Qui bisogna mettersi d'accordo: l'atletica master è al di fuori da logiche, per così dire, di quel mercato dei tesserini imbandito dalle società di vertice? Se venisse interpellato il popolo dei master la risposta sarebbe corale: “Si, sicuro! Il nostro modo di fare atletica va oltre queste logiche.” Se le società utilizzano i master per rinforzare le proprie schiere nei campionati assoluti, queste saranno risorse agonistiche aggiuntive, ma che non dovrebbero intaccare lo status di master. Non si può usare la corrente alternata: in un caso pretendere l'indennità come per un atleta seniores, in un altro ridurre la considerazione a master (tesserato contribuente) …quando fa comodo. E aggiungiamo: riconoscere rimborsi ai tesserati seniores e fare orecchio da mercante con i master. Al limite, se proprio deve essere, il benefico economico dell'indennità dovrebbe ricadere sullo stesso atleta master. Per giunta siamo di fronte ad una evidente contraddizione di termini: s'impone l'indennità di preparazione per un master, alla stessa stregua di un atleta delle categorie giovanili. Come se le società avessero dei costi per svezzare un master. Una barzelletta o una comica, scegliete voi.

fonte: Atleticanet
fonte foto: Podistidoc

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