STECCHI, GENERAZIONE DI FENOMENI!

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Non è un fatto raro che nello sport ci siano figli d’arte che percorrendo le orme paterne arrivano a traguardi ancor più importanti. Diventa quasi una gara tra padre e figlio che moralmente gratifica l’uno e l’altro. Ci sono casi in cui le affinità coincidono in maniera eccezionale. Uno di questi riguarda due atleti fiorentini: Gianni Stecchi, entrato negli anni ottanta nella storia dell’atletica italiana, e del figlio Claudio Michel, neocampione italiano allievi col primato di m. 4,85 nel salto con l’asta.
A parte il grande amore condiviso per una specialità tra le più difficili da praticare viste le doti atletiche che richiede, Gianni e Claudio Michela distanza di oltre vent’anni hanno cominciato a praticare lo sport agonistico nella stessa maniera istintiva, sullo stesso campo del viale Michelangelo di Firenze, con lo stesso allenatore e pressappoco alla stessa età. A tredici anni hanno compiuto i primi esercizi e le prime gare emergendo quasi subito.
UNA STORIA cominciata nel 1961 da Gianni e che il figlio Claudio Michel sta continuando con prospettive di successo. Tra loro oltre a un saldo vincolo affettivo, c’è reciproca ammirazione e da parte di Claudio Michel un forte spirito di emulazione. Non solo per quanto Gianni ha fatto da atleta, ma nella vita. Pur gareggiando per diversi anni a livelli nazionali e internazionali Gianni ha conseguito la laurea alla facoltà di Farmacia dell’Università di Firenze. Claudio Michel quest’anno dovrebbe conseguire il diploma di lingua inglese alla scuola American International che ha sede nell’ex Istituto superiore di educazione fisica sul viale Michelangelo.
Abbiamo parlato a lungo sia con Gianni che con Claudio Michel anche sul modo di conciliare le esigenze scolastiche con quelle sportive. La risposta è stata univoca: “Occorre un grosso impegno per fare bene l’una e l’altra cosa”.

GIANNI Stecchi, nato a Firenze il 3 marzo 1958, appena tredicenne cominciò a frequentare il campo dell’Assi Giglio Rosso saltando in alto e in lungo. “Un giorno – ricorda – Renzo Avogaro, giovane tecnico dell’Assi, mi fece provare a saltare con l’asta e mi sembrò semplicissimo. Così continuai sotto la sua guida e nel 1973 realizzai il primato italiano cadetti con m. 3,95”.
A questo punto a fil di voce Claudio Michel esclama: “Da cadetto io ho fatto meglio ho stabilito il primato italiano con m. 4,20”.
Che tipo di asta utilizzavate?
“Negli anni Ottanta – rispondeva Gianni – usavamo già le aste di fibra di vetro. Dal 1985 la struttura ha subito qualche modifica migliorativa con l’uso di fibre di carbonio e la diminuzione del diametro dell’asta”.
I suoi migliori risultati?
“I migliori li ho realizzati nel triennio 1986-88. Titolo italiano assoluto con m. 5,40 nel 1986 a Torino. Titolo italiano assoluto indoor con 5,45 nel 1987. record italiano con 5,50 ai mondiali di Indianapolis, 5,55 al Golden Gala allo Stadio Olimpico di Roma e una settimana dopo 5,60, titolo e record italiano sempre a Roma, medaglia d’oro ai Giochi del mediterraneo”.
Quante volte alla settimana si allenava?
“Dalle sei alle dieci volte sempre con l’amico Renzo Avogaro. Nel 1988 ero tra i probabili olimpici per i giochi di Seul, ma una microfrattura a un piede anticipò la conclusione della carriera agonistica, la quale nel 1978 l’avevo parzialmente interrotta per il fatto che mi mancava il sostegno della Federatletica”.
E di Claudio Michel che cosa mi dice?
“Promette molto nello sport e nello studio. Ha qualità e un carattere forte, da campione”.

CLAUDIO MICHEL Stecchi, nato a Bagno a Ripoli il 23 novembre 1991, si è avvicinato all’atletica al campo Assi e dopo aver gareggiato nelle gare di velocità e in quelle di salto ha provato l’asta col tecnico Andrea Falsetti con grande gioia. Anche Renzo Avogaro, come Gianni, ha dispensato preziosi insegnamenti.
Cosa pensi della tua rapida ascesa?
“Sono contento. Non speravo tanto in così breve tempo. Mi resi conto che potevo fare buoni risultati il secondo anno da cadetto quando realizzai il record toscano con 4,20. Col sostegno dei tecnici Riccardo Calcini e Gianluca Bellotti nel 2007, primo anno di allievo, ho vinto il titolo italiano indoor a Genova e all’aperto a Cesenatico, elevando il primato a 4,60, ripetuto ai giochi europei di Belgrado; quest’anno ho vinto il secondo titolo indoor ad Ancona col record italiano di 4,81”.
Dove vuoi arrivare?
“Il più alto possibile. Magari superare i 5,60 del babbo”.
Come e dove ti alleni?
“Nel periodo invernale nella struttura coperta dello stadio Ridolfi. Grazie all’assessore Eugenio Giani ora è completa di tutte le attrezzature. Per la tecnica di salto mi allena Riccardo Calcini, per la ginnastica Gianluca Bellotti. Ho trovato grosso vantaggio con gli esercizi alla sbarra, agli anelli, alle parallele, al trampolino. E’ un modo per controllare il corpo nello spazio e compiere acrobazie nel salto. Sono seguito anche dal medico dietologo Stefania Frilli e per le analisi muscolari di forza dal prof. Michele Romano. Nei periodi di vacanze scolastiche, con programmi coordinati dall’Assi Banca Toscana, vado al centro federale di Formia, dove insegna Vitaly Petrov, tecnico di Sergei Bubka,primatista mondiale,di Yelena Isimbaeva e di Giuseppe Gibilisco”.
Dopo il titolo e il record a che cosa miri nel 2008 ?
“Nel triangolare Germania-Francia-Italia junioresho portato il record allievi indoor a 4,85. Nelle gare all’aperto tenterò di superare quello di Gibilisco a m. 5,05”.
Studio, allenamenti, gare e…..pochi svaghi?
“Quando posso mi diverto in compagnia di amici. Ho due fans fedelissimi: Alice Fallara e Ergys Leka. Mi seguono dappertutto. Poi ho la mamma Carlina che pensa alle prenotazioni alberghiere, ai viaggi in treno o in aereo, ai programmi. Una mamma d’oro, come le medaglie che spero di vincere”.

Carlino Mantovani
LA NAZIONE di Firenze

fonte: Redazione Atleticanet
fonte foto: Denise Quintieri

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