MARATONA DI BOSTON

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La più antica maratona al mondo, se non la più prestigiosa, giunta alla sua 112ª edizione, ha visto andare in scena la sfida a distanza tra Robert Kipkoech Cheruiyot che ha risposto alla vittoria del suo connazionale Martin Lel, nella maratona di Londra.
Alla sua quarta volta nella maratona di Boston, il keniano Robert Kipkoech Cheruiyot sì è involato solitario verso la vittoria dopo aver iniziato verso meta gara, a sfoltire il gruppo dei migliori imponendo il suo ritmo. Il tempo di rilievo, nonostante un grosso calo nel finale, è stato di 2h07'46″; alle sue spalle si sono piazzati i due atleti del nord Africa, i marocchini Abderrahime Bouramdane (2h09'04″) e Khalid El Boumlili (2h10'35″). Una gara tenuta su ritmi elevati quella di Robert Cheruiyot, che voleva, dopo il 2 e 14 dello scorso anno e gli scontri tribali nel suo paese natale, che lo hanno portato in Namibia per cercare un po’ di tranquillità, far registrare un buon tempo.

Tra le donne, la vittoria ha arriso all’Etiope Dire Tune, che è riuscita a vincere la gara con una volata finale, che ha stroncato le speranze della russa Alevtina Biktimirova giunta alle sue spalle a due secondi. Il tempo finale delle due contendenti è stato di 2.25.25 per l’etiope e 2.25.27 per la russa.
Presente alla gara anche l’italiana Bruna Genovese che ha chiuso la sua prova sui 42 chilometri con il tempo di 2.30.52, l’italiana dopo una prima parte di gara condotta in testa ha dovuto cedere all’attacco della lettone Jelena Prokopcuka al 25° km (quarta nel finale con 2.28.12) tagliando il traguardo al sesto posto. Il suo risultato ad una manciata di secondi dal minimo Olimpico, può suonare amaro, specie in una gara difficile come quella di Boston, fatta con delle salite molto dure, tanto da far commentare sia il vincitore della prova maschile, Robert Kipkoech Cheruiyot, che l’ex campione di ciclismo, l’americano Lance Armstrong, (che ha terminato la sua prova in 2.50.58) sulla loro difficoltà e di come esse siano poste nel momento più difficile della maratona.

Resta per gli appassionati di questa distanza, il dubbio specie nell’anno Olimpico, di sapere chi effettivamente tra tutti questi top runner che sì affrontano a suon di chilometri e d’ingaggi stratosferici, possa tornare a far sognare gli amanti di Maratona. Gli atleti africani negli ultimi anni sono tornati a padroneggiare sulla scena internazionale, dividendosi il generoso jackpot che i vari organizzatori di queste gare, spesso troppo commerciali, mettono a disposizione, e, di fatto, mettendo in crisi, gare istituzionali come quelle dei mondiali e dei Giochi Olimpici, che possono dare ai vincitori oltre che il titolo solo una medaglia.

fonte: Boston Marathon
fonte foto: Boston Marathon

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