UN TRENO DI NOME BOLT

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Fantastica gara di Usain Bolt al meeting internazionale di Kingston: corre i 100 in 9”76, seconda migliore prestazione di sempre! Altri acuti importanti di Kerron Clement, Tyson Gay, Kerron Stewart, Lashinda Demus, Bianca Knight: un festival della velocità…

E’ un’atmosfera tiepida quella della vigilia del tradizionale meeting internazionale di Kingston in Giamaica. Le notizie riguardanti lo stop forzato di Asafa Powell, fuori dalle competizioni fino a fine giugno per un infortunio patito al torace durante una seduta di pesi in palestra, hanno un po’ spento gli entusiasmi del pubblico di casa, rassegnato ad applaudire il solito show delle frecce statunitensi presenti in gran numero. Tra gli iscritti in realtà un atleta giamaicano di interesse figura eccome e risponde al nome di Usain Bolt. L’eterna promessa dello sprint caraibico correrà i 100 evitando il duello sui 200 con l’americano Tyson Gay, peccato perché se ne sarebbero viste delle belle, ma del resto siamo solo all’inizio di stagione e ci sarà tempo per le sfide. Questo almeno è il pensiero ricorrente degli appassionati, di chi l’atletica la mastica da tempo.

Ma l’atletica insegna anche che quando corre un campione tutto può accadere, compreso di assistere ad una volata corsa a soli due centesimi dal primato del mondo dei 100 metri, quel 9”74 incredibile targato Asafa Powell sulla pista di Rieti lo scorso settembre.

Stavolta è toccato proprio a Usain Bolt vestire i panni dell’eroe nazionale e schiantare tutti con un sorprendente 9”76 sui 100 (vento regolare +1,8 m/s). Un tempo strepitoso maturato al termine di una gara impeccabile, dove ha lasciato a bocca aperta soprattutto la fase lanciata del giamaicano. Una progressione “alla Carl Lewis” completata da una buona fase di accelerazione hanno consentito di conseguire una prestazione storica. Finora il ragazzo si era segnalato sui 200, distanza che gli consentiva di risolvere i problemi alla partenza, ma con questa prestazione sui 100 si riapre il discorso: non c’è solo il duello Powell- Gay, ora c’è anche Bolt. Un atleta apparso più tonico dal punto di vista muscolare, con un’azione più ordinata rispetto al passato, nulla a che vedere con le uscite un po’ estemporanee ai Mondiali di Osaka. Unico dubbio che assilla un po’ tutti: riuscirà a mantenere una condizione di questo tipo fino ad Agosto? La sensazione è che non era stata programmato un inizio di stagione così forte, staremo a vedere. Di sicuro ora ci sarà la corsa dei grandi meeting per assicurarsi il fenomeno giamaicano.

Ovviamente l’exploit di Bolt ha messo un po’ in ombra le altre gare, a cominciare dal rientro sui 200 di Tyson Gay: l’americano ha fatto il suo, esordio con 20”00, tempo davvero buono che racconta di un Gay in condizione e pronto per una stagione che lo assorbirà parecchio.

Chi sembra esser migliorato di molto è il quattrocentista fenomeno Kerron Clement capace di un probante 47”79 sui 400hs: finalmente gli insegnamenti di Bob Kersee sembrano dare i loro frutti, ed un Clement in tale condizione a Maggio potrebbe significare dominio assoluto per tutta la stagione. In campo femminile si è imposta una ritrovata Lashinda Demus, tornata a pieno regime dopo la pausa maternità. L’americana ha vinto in 54”83 dimostrando di poter competere ancora per la leadership internazionale nella specialità.

Miglioramenti sensibili li ha anche mostrati la velocista giamaicana Kerron Stewart. In assenza ancora della migliore Sherone Simpson, la Stewart ha messo a segno in suo nuovo personale sulla distanza con 10”96, scuotendo un po’ le graduatorie mondiali di una gara apparsa in declino lo scorso anno.

Torna a casa soddisfatta anche la giovane americana Bianca Knight che si permette di precedere al traguardo sui 200 Veronica Campbell. Per la Knight 22”62, tre decimi meglio della giamaicana, peraltro dopo aver corso i 100 nel personale di 11”11. E’ la promessa femminile della velocità americana, i numeri li ha tutti.

Tutto facile per Sanya Richards sui 400, vittoriosa con 50”60 con un distacco di più di un secondo da Novlene Williams. In realtà dall’americana ci si sarebbe aspettati una risposta alla prestazione “under fifty” della Montsho del Botswana di qualche giorno fa ai Campionati Africani. Il tempo a sensazione non è arrivato, ma tutto procede al meglio e la Richards farà di tutto per arrivare a Pechino nel picco di condizione, passando per i Trials il vero incubo di ogni atleta americano. La stagione è partita, l’arco dello sprint ha pronte tutte le sue frecce.

fonte: IAAF
fonte foto: AthleCAC

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *